ATTENTATO A BRINDISI

I giovani hanno capito

La morte di Melissa non è la campanella di fine ora

Non è retorica, ma dal 19 maggio scorso, giorno in cui un vile attentato alla scuola "Morvillo Falcone" ha spezzato la giovane vita di Melissa Bassi e ne ha compromesse tante, tutti noi siamo cambiati. Noi a Brindisi, più di altri.
E non è determinante sapere che uno dei presunti autori è stato fermato, accusato di "strage in concorso". La parola "concorso", nel decreto di fermo, dice che il gesto folle è stato compiuto assieme ad altri, anche se quel "qualcuno", non si sa ancora se abbia fattivamente o moralmente cooperato.
"La strage di Brindisi" ha segnato per sempre noi contemporanei, perché – come è stato giustamente osservato – quanto accaduto rischia di divorare il futuro della società, con "la gente comune che vive nella paura del suo presente e non osa più sognare come sarà il suo domani". E in queste ore, pur sapendo che tutto quanto accaduto non è riconducibile a terrorismo o a criminalità organizzata, ma al gesto forse vendicativo di un sessantottenne, nulla cambia sul nostro interrogativo più profondo: cosa abbiamo costruito per i nostri figli?
La risposta più vera, più profonda ce l’hanno data proprio quelli che dicono, anche con le loro t-shirt: "Noi non abbiamo paura". La reazione è stata la risposta a questo sentimento, riproponendo la coesione sociale, quale coagulo delle reazioni interiori delle singole coscienze, provate dalla crisi è vero, ma obbligate a ritrovare la fiducia nella vita.
Paura, fiducia… Non sono parole nuove nel nostro lessico di cristiani. "Non abbiate paura!", lo ha detto più volte chi ci ha aperto gli orizzonti dell’oltre, facendosi riconoscere dai suoi proprio con queste parole e alla paura ha sempre contrapposto la nostra virtù cristiana: "Abbiate fiducia! Io ho vinto il mondo!". Questo surplus singolarmente cristiano ci obbliga ad atti concreti per "rifare il mondo". Solo con questo sforzo – il cui valore i giovani hanno già capito stando vicini tutti insieme, oltre le intemperanze –, comprendiamo da che parte stare, ponendo sempre attenzione a quel capitale umano che ciascuno di noi è, e può mettere a disposizione. Soltanto un "mondo rifatto" confermerà che non è stata spezzata invano la vita di Melissa, che sulla sua silenziosa lezione non suonerà la campanella di fine ora.