GIOVANI E POLITICA

Una buona notizia

Segnali di novità in Europa e in Italia

"La politica, una buona notizia" è il nome di un’associazione di giovani francesi che è stata presentata in questi giorni a Parigi. Ad accompagnarla c’è la robustezza culturale e spirituale dei gesuiti. È un battito di speranza in un’Europa in crescente e preoccupante affanno. Si pone in sintonia con iniziative analoghe che in altri Paesi europei esprimono, "spes contra spem", la volontà delle nuove generazioni di costruire competenze e assumere responsabilità politiche.
Giovani che, lontani dalle sterilità dell’autocommiserazione e della critica permanente verso gli adulti, hanno deciso di rispondere con la forza delle idee al pessimismo e all’indifferenza.
Conoscono la gravità della situazione economica, la debolezza del pensiero politico e la difficoltà dei partiti nel riprendere il ruolo e rispondere alla responsabilità che la democrazia assegna loro. Sanno che, in questo travaglio culturale e sociale, l’indignazione e la protesta, pur a tratti motivate, non possono essere l’ultima e unica risposta.
Non sono sprovveduti o sognatori. Lo hanno dimostrato nei giorni scorsi anche a Roma attraverso i rappresentanti di quattro associazioni cattoliche (Ac, Fuci, Agesci e Msc) che si sono misurati con tre leader politici nazionali nella sede de "La Civiltà Cattolica". Non un episodio ma la tappa di un percorso, come altri in Italia, di formazione e d’impegno che ha radici nelle realtà associative di appartenenza e nel territorio.
Al di là delle domande specifiche sul tema delle riforme, l’incontro romano ha posto in rilievo alcuni particolari, che possono essere intesi come messaggi a una società civile e a una cultura, che dovrebbero interrogarsi un po’ di più sulla propria qualità, mentre giudicano la qualità della classe politica.
Questi giovani cattolici, senza attendere segnali esterni, si sono convocati con la consapevolezza che in un tempo difficile e rancoroso occorre dare volto e sostanza a quella laicità positiva che è condizione per liberare il confronto politico dall’ideologia e dalla logica del muro contro muro.
Vivono l’essere laici in campo politico con un atteggiamento che li vede coscienti di un compito grande e, per questo, da sostenere con la forza delle idee, la fermezza della verità e la concretezza delle scelte. In un dialogo permanente con la vita e la storia della gente.
Accettano la sfida e chiedono alla comunità cristiana che questo esporsi politicamente venga compreso e accolto come testimonianza plurale in uno straordinario e complesso "cortile dei gentili" qual è quello politico.
Gli adulti ne terranno conto, mentre si stanno rimescolando le carte degli schieramenti in vista delle elezioni politiche? Apriranno spazi, accoglieranno provocazioni e progetti? Nascerà un’alleanza tra generazioni per una politica degna di questo nome? I riferimenti, alla luce della dottrina sociale e del magistero della Chiesa, non mancano ma come saranno tradotti in un tempo in cui il piccolo cabotaggio ha il sopravvento sul "duc in altum"? La proposta educativa della comunità cristiana terrà in maggior considerazione i temi della cittadinanza, della partecipazione, della responsabilità sociale, dell’impegno politico?
Le risposte non possono tardare, c’è la crescente attesa di una speranza affidabile che, se non nasce dalla politica, ha bisogno anche della politica per mantenersi accesa e visibile nei passaggi più difficili della cronaca e della storia.
"La politica, una buona notizia" è, per ora, la risposta di molti giovani italiani ed europei.