PADRE PIO
Il card. Bertone oggi a Pietrelcina nel 10° anniversario della canonizzazione
"Padre Pio ha ripresentato all’umanità del nostro tempo quel ‘vanto della croce’ che può diventare segno di speranza" perché "la croce è passaggio indispensabile verso la vita nuova in Cristo". Lo ha detto, stamattina, a San Giovanni Rotondo, il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, nell’omelia della messa per il 10° anniversario della canonizzazione di San Pio da Pietrelcina.
Frutti di vita buona. "La necessità della sequela e del discepolato è stata ribadita nei discorsi pronunciati da Padre Pio per l’inaugurazione e per gli anniversari della Casa Sollievo della Sofferenza ha ricordato il porporato -. Passaggi densi di significato e ricchi di spessore pastorale e teologico, che invitano tutti quelli che a diverso titolo operano in questa ‘Casa’ a riconoscersi oggetto di attenzione e amore divino, per poter essere come un unico gregge dietro un solo Pastore". "Consapevole di ciò", il santo "si rese per essi strumento di un percorso di conversione e maturazione cristiana che per molti sfociò in un servizio e un impegno che forse mai avrebbero immaginato. Non è un caso che attorno a Padre Pio, a condividere il suo desiderio di sollievo della sofferenza umana, ci fossero tanti laici. Uomini e donne che attraverso di lui avevano incontrato Cristo, il suo amore, la sua gioia, la sua luce, dalla quale traevano la forza per servire i poveri e gli ultimi". Non solo: "Padre Pio si lasciò abitare da Cristo, per questo poté entrare in un dialogo intimo e fecondo con lui della preghiera". Così, "mettendosi alla scuola del Maestro", a sua volta "è diventato educatore di quanti ricorrevano alla sua paterna guida spirituale, promuovendo in essi frutti di vita buona".
Educatore credibile e mediatore efficace. "Attuando il suo forte desiderio di collaborazione all’opera redentiva ha sottolineato il cardinale -, Padre Pio partecipava intimamente alle angosce, ai conflitti interiori, alle pene delle anime da lui dirette". Divenne in questo modo "educatore credibile e mediatore efficace". In realtà, "le persone che ricorrevano a Padre Pio erano molto varie per cultura, età, condizione sociale. Per tutte egli si rivelò un vero e santo ‘artista’ nella guida spirituale". Basti pensare "all’enorme quantità di lettere che giungevano da tutte le parti del mondo con i più svariati problemi da risolvere". Per ognuno "il Padre non proponeva teorie, ma offriva un’adeguata indicazione spirituale che diventava accompagnamento verso una vita buona, quella del Vangelo, quella dell’esperienza di Cristo e del suo amore”.
Per l’impegno dei laici. "Da umile servo e strumento ha evidenziato il card. Bertone -, Padre Pio lavorò nella vigna del Signore e fece in modo che anche altri percepissero, nella loro esistenza, la chiamata a servire Gesù, ognuno nello stato di vita proprio. Una visione moderna e matura, la sua, che favorì l’impegno dei fedeli laici". Secondo il segretario di Stato, "l’apporto di Padre Pio ci fa comprendere meglio e vedere realizzato uno degli insegnamenti fondamentali del Concilio Vaticano II, e cioè che l’indole secolare dei laici deve vedere coniugati e ben armonizzati identità cristiana e impegno a servizio della Chiesa e del mondo. Sintesi che egli volle concretizzata nel rapporto fra i Gruppi di preghiera e la Casa Sollievo della Sofferenza".
Oltre le mura del convento. "Il beato Giovanni Paolo II, nel discorso tenuto proprio qui a San Giovanni Rotondo, la sera del 23 maggio 1987 ha proseguito il porporato -, affermò che dall’intima unione con Cristo Gesù scaturisce la disponibilità non solo a servire il bene delle anime, ma anche a sollevare le sofferenze degli uomini e della stessa creazione". Perciò, "per Padre Pio la ‘vigna’ in cui lavorare non era delimitata dalle mura del convento, ma si estendeva al mondo intero. Salvare le anime, annunciare il Vangelo, alleviare la sofferenza non era un progetto da poco e Padre Pio chiamava altri operai a collaborare nella vigna che il Signore gli aveva affidato". Per la costruzione della Casa Sollievo, "il santo Frate non poté fare a meno dei laici che furono i suoi collaboratori essenziali; i laici furono le sue braccia per l’attuazione del progetto della Provvidenza". In tal modo "la Casa Sollievo fin dal suo sorgere fu una testimonianza concreta dell’impegno dei laici: Padre Pio pregava e incoraggiava, i laici s’impegnavano con energie e capacità".
Esemplare figlio della Chiesa. San Pio da Pietrelcina, dunque, "non solo fu educatore e guida spirituale ma si pose a servizio di un laicato pronto, disponibile e maturo. Voleva il meglio per Casa Sollievo, per questo alla fervida e incessante preghiera auspicava che si potesse affiancare le migliori espressioni di una scienza votata al servizio dell’uomo e alla cura delle sofferenze". "Il suo sguardo lungimirante, illuminato dalla luce del Vangelo e reso attento dalla carità concreta per l’uomo, gli fece intravedere ha dichiarato il cardinale – le potenzialità di una ricerca scientifica posta al servizio dei sofferenti". Di qui il rendimento di grazie "a Dio per le meraviglie compiute in questo umile figlio del meridione d’Italia, diventato esemplare figlio della Chiesa".
Lo stupore della carità
"Padre Pio raccoglie con entusiasmo e determinazione l’appello del Papa" Pio XII a pregare, all’inizio del II conflitto mondiale e alla fine della guerra, e "mette in atto il progetto dei Gruppi di Preghiera, dando forma e contenuto a quel movimento di spiritualità che a S. Giovanni Rotondo comincia a raccogliere adesioni dall’Italia e dal mondo". Lo ha ricordato stasera il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato, nel suo saluto al raduno internazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio, a San Giovanni Rotondo. Prima di questo momento il porporato ha benedetto alla Casa Sollievo della Sofferenza il reparto di Geriatria da poco restaurato e ha visitato il reparto di Pediatria oncologica al Poliambulatorio "Giovanni Paolo II".
Miracolo di fede e carità. I Gruppi di Preghiera "nascono e si sviluppano insieme all’opera, a essa intimamente legati". La Casa Sollievo della Sofferenza è "un frutto della Provvidenza, sollecitata dalla preghiera e dalla generosità di quanti hanno risposto all’invito del Santo Frate. Senza la preghiera non si sarebbe compiuto quel miracolo di fede e di carità". Padre Pio stesso diceva che "i Gruppi di Preghiera, diffusi in tutto il mondo, affiancati alla Casa Sollievo della Sofferenza, sono le posizioni avanzate di questa Cittadella della carità, vivai di fede, focolai d’amore". Con lettera del card. Casaroli, segretario di Stato, il 4 maggio del 1986 fu approvato ed entrò in vigore lo Statuto dei Gruppi di Preghiera. "Quell’atto ufficiale della gerarchia ha sottolineato il card. Bertone – li inserì a pieno diritto nella Chiesa: ad esso i Gruppi devono sempre attenersi per la loro vita e la loro funzionalità, onde evitare percorsi autonomi e devianti". In sintesi, "la preghiera che produce frutti di carità operosa nella fedeltà alla Chiesa rappresenta il perno principale su cui si regge tutta l’attività dei Gruppi". Al tempo stesso "costituisce quella roccia su cui sono state poste le fondamenta ideali della Casa Sollievo della Sofferenza che, prima di rappresentare un imponente e funzionale edificio materiale, è un solido edificio spirituale, segno visibile di una vita di fede fatta di ordinaria santità". Essa è chiamata "ad essere un faro di luce che assicuri un orientamento morale e valoriale per quanti non riescono a discernere, in una ‘giungla di relativismo’, qual è il vero bene per l’uomo di oggi. È chiamata ad illuminare il mistero dell’umana sofferenza con l’amore di Cristo, unico farmaco che può dare speranza al cuore dell’uomo".
Preghiera e scienza. La Casa Sollievo costituisce per Padre Pio "un vero tempio, di preghiera e di scienza, e tutti coloro che in essa sono chiamati ad operare a vario titolo devono essere dei ministri, ‘vincolati al loro esercizio di carità verso i corpi infermi’". "Possano sempre gli ammalati, accolti e assistiti in questa Casa, essere consolati dal calore amorevole dei fratelli che si prendono cura di loro ed essere guidati all’incontro con Cristo. Nella serena accettazione della malattia e del dolore, possano scoprirne il senso profondo fino ad offrirsi per le necessità dei fratelli", è stato l’auspicio del segretario di Stato. "Quando Padre Pio presentò ufficialmente questa Casa, tutto il mondo rimase stupito e meravigliato. Noi siamo certi che la Casa Sollievo della Sofferenza possa continuare, anche oggi, a suscitare stupore e meraviglia, ad entusiasmare, a convertire, a dare speranza", ha affermato.
Rispondere alle sfide. "È in atto, in questi anni ha sostenuto il cardinale -, nei Gruppi di Preghiera e in tutta l’opera di san Pio una spinta di rinnovamento, per rivitalizzarne la missione adattandola ai tempi che cambiano e ai bisogni spirituali della nostra epoca". Perciò "è stato ritenuto opportuno preparare un Regolamento", che il card. Bertone oggi ha consegnato. Senza modificare le linee fondamentali tracciate dallo Statuto, "il Regolamento sancisce la necessità di soddisfare nuove esigenze, per essere pronti a rispondere agli appelli del Santo Padre e dei vescovi di fronte alle sfide pressanti della nuova evangelizzazione". Conformandosi alle linee-guida dell’Esortazione apostolica Christifideles laici, "il Regolamento individua tre ambiti in cui l’identità dei Gruppi di Preghiera si esprime, nel seguire la spiritualità del Santo Fondatore". Innanzitutto, "la preghiera personale e comunitaria, con l’assidua partecipazione alla liturgia e ai sacramenti, l’ascolto della Parola di Dio e l’attenzione all’insegnamento del magistero"; in secondo luogo, "la famiglia perché diventi Chiesa domestica, accolga generosamente la vita, aiuti le giovani coppie, offra testimonianza cristiana, sia vicina al prossimo sofferente"; infine, "la società" con "impegno nella carità operosa, attenzione al mondo della cultura, disponibilità ad essere sentinelle vigili per le comunicazioni sociali, testimonianza a favore della cultura della vita". Il porporato ha invitato a seguire "questa strada, e così i Gruppi di Preghiera continueranno ad essere ‘fari di luce, vivai di fede e focolai d’amore’ nella complessa realtà dei nostri tempi".