CHIESA OGGI

Pellegrini nel tempo

La 63ª Settimana liturgica nazionale a Mazara del Vallo

"Il mistero pasquale: grembo germinale nell’anno liturgico", "il rito delle esequie", "il tempo luogo della salvezza", "l’anno liturgico: impegno e speranza". Sono alcuni dei temi che verranno trattati nel corso della 63ª Settimana liturgica nazionale, sul tema "L’anno liturgico: pellegrini nel tempo. Itinerario educativo alla sequela di Cristo", che si terrà dal 27 al 31 agosto a Marsala (diocesi di Mazara del Vallo). L’iniziativa, organizzata dal Centro di azione liturgica (Cal – www.centroazioneliturgica.it), è stata presentata oggi a Mazara. Dopo l’esperienza dello scorso anno a Trieste, gli organizzatori della Settimana hanno scelto la località siciliana, ha spiegato mons. Alfredo Di Stefano, segretario del Cal, per "attraversare l’Italia: Nord, Centro e Sud. E quando pensiamo al Sud, pensiamo alla Sicilia che è una terra molto vivace, dove la realtà ecclesiale affascina sempre".

L’impegno della Chiesa mazarese. "La scelta del Cal di celebrare la Settimana liturgica nazionale nella diocesi di Mazara del Vallo – ha affermato il vescovo della diocesi siciliana, mons. Domenico Mogavero – ci riempie di particolare soddisfazione perché significa il riconoscimento di una centralità della nostra Chiesa nell’ambito del Mediterraneo" e dice "di una rilevanza anche della nostra Chiesa nel contesto nazionale". "Saremo impegnati ad accogliere i convegnisti e a mostrare la nostra proverbiale ospitalità – ha precisato il vescovo – ma soprattutto le caratteristiche di una Chiesa che nel territorio vive tutti i problemi in esso presenti, soprattutto nel campo dell’incontro interculturale e interreligioso. Due termini del tema scelto rappresentano la nostra Chiesa mazarese: pellegrini e itinerario, due parole che danno contezza di una Chiesa in cammino sull’esperienza di fede". "Siamo certi – ha proseguito mons. Mogavero – che la Settimana sarà un’opportunità concreta di rilancio del territorio e siamo pronti ad accogliere tutti con grande simpatia, cercando di dare prova, ancora una volta, di essere incamminati per una strada che porta al dialogo e che non disdegna la riflessione e anche la manifestazione più autentica di quelle che sono le nostre bellezze e peculiarità".

Non solo una scelta simbolica. "Questo mare – secondo gli organizzatori – la cui centralità è oggi evidenziata in particolare sotto il profilo culturale, religioso e socio-politico, chiede alle nostre Chiese, non solo a quelle delle regioni rivierasche, di costruire nuovi ponti di accoglienza, di dialogo e di solidarietà tra le Chiese e con i popoli delle sue sponde. Si delinea, infatti, l’urgenza di progettualità che siano espressione di un umanesimo cristiano amico dell’uomo, che non può essere fermato dalla diversità etnica, culturale o religiosa e che deve restituire al Mare nostrum la connotazione felicissima e suggestiva di mare di Dio, in quanto culla delle tre religioni monoteiste". Ed è proprio in questo contesto che si colloca la Settimana 2012, con l’obiettivo di "offrire, nel percorso degli Orientamenti decennali dell’episcopato italiano sull’educazione, delle piste qualificate per tradurre in indicazioni esistenziali e spirituali la ricchezza dell’Anno liturgico, luogo per la santificazione del tempo".

Alla "scoperta" dell’anno liturgico. Il tema della Settimana liturgica, ha ricordato mons. Di Stefano, "rivela e comunica l’agire di Dio nel tempo attraverso la Chiesa. Non si tratta di un tempo ‘parallelo’, ma dell’unico tempo che l’uomo è chiamato a vivere con Cristo, sulle sue orme… Il tempo, come tutte le altre realtà naturali, è chiamato, per la fede, a diventare elemento ‘sacramentale’ e non un semplice contenitore cronologico di riti che vi s’inseriscono casualmente. Una pastorale che non tenga conto del tempo – ha evidenziato il segretario del Cal – rischia di diventare astratta, moralistica ed efficientista. L’anno liturgico è manifestazione della dimensione ecclesiale della fede nel suo inizio e nel suo procedere nel tempo. Tempo che non deve apparire semplicemente nostro (secondo i nostri gusti e le nostre esigenze), ma tempo di Cristo e quindi della Chiesa. È anche questa una dimensione della forza educativa dell’anno liturgico" che, "proprio per la sua realtà sacramentale, celebra una salvezza in divenire. Una salvezza che, nel tempo della storia, si costruisce insieme con Cristo. Invitiamo – ha concluso mons. Di Stefano – a condividere questo momento forte di riflessione e a partecipare a questo evento ecclesiale che, insieme alla Chiesa di Mazara del Vallo, ci accingiamo a vivere. L’incontro con la storia antica e ricca di questa terra farà da sfondo ai lavori, mentre la tradizionale accoglienza della gente darà calore umano al nostro soggiorno, allietato dai colori e dai profumi della terra e del mare". Per la preparazione di questo evento, ha fatto sapere don Giuseppe Titone, direttore dell’Ufficio liturgico diocesano, "stiamo coinvolgendo un gran numero di collaboratori perché tutto possa avere un risultato proficuo".