L’Ue in breve

Commissione: combattere l’evasione fiscale su scala Ue
“Occorre essere chiari: gli evasori fiscali depredano i comuni cittadini e privano gli Stati membri di risorse preziose. Questa pratica deve essere eliminata se vogliamo sistemi fiscali equi ed efficaci”: Algirdas Semeta, commissario per la fiscalità e l’unione doganale ha presentato il 27 giugno una strategia per contrastare l’evasione e la frode fiscale, elaborata su mandato del Consiglio europeo del marzo scorso, e consegnata quindi al summit di fine giugno. Semeta ha posto l’accento sulla necessità di una “volontà politica” per contrastare ciò che ritiene, assieme all’Esecutivo, un furto ai danni dei concittadini e degli Stati. Le proposte della Commissione spaziano dalla definizione di sanzioni minime comuni per i reati fiscali al varo di un “numero di identificazione fiscale transfrontaliera”; prevede inoltre una “carta del contribuente comunitario” e “misure più radicali contro i paradisi fiscali” (queste ultime hanno già incontrato le perplessità di alcuni Stati aderenti, come Lussemburgo e Austria, e altri confinanti con l’Unione, a partire dalla Svizzera). La Commissione procederà entro il 2012 a definire un Piano d’azione per la lotta all’evasione fiscale, “contenente misure specifiche” e concrete “che sarà possibile sviluppare rapidamente”. Inoltre sarà presentata una iniziativa sui paradisi fiscali. Semeta ha aggiunto: “La volontà politica di condurre con maggiore energia questa battaglia esiste ed è giunta l’ora di passare all’azione. Come Unione di 27 Stati abbiamo un notevole vantaggio: la forza del numero. Se agiamo insieme e attuiamo una strategia comune, possiamo sconfiggere gli autori delle frodi e delle evasioni e recuperare ingenti somme di denaro che ci sono legittimamente dovute”. Secondo la Commissione, la “dimensione dell’economia sommersa in tutti gli Stati membri è pari a circa un quinto del Prodotto interno lordo” (ma con notevoli differenze tra un Paese e l’altro) e quindi a un importo dell’ordine di 2mila miliardi di Euro. “Tenendo conto della globalizzazione dell’economia e dei progressi tecnologici, è evidente che iniziative nazionali isolate non permettono di risolvere questo problema”, sottolinea il documento dell’Esecutivo. La comunicazione definisce dunque una iniziativa a tre livelli (nazionale, comunitario e internazionale) “intesa a combattere l’evasione e la frode da qualsiasi punto di vista”.

Droghe: Europa consumatore e produttore di cannabis
“La quota di mercato delle foglie di cannabis dell’Ue aumenta con l’aumento della produzione interna”. È quanto emerge dalla prima analisi compiuta sulla produzione di cannabis in Europa pubblicata dall’Agenzia delle droghe, con sede a Lisbona, in occasione della Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe del 26 giugno. Il rapporto descrive un mercato della cannabis in “continuo stato di evoluzione” e l’Europa non solo rappresenta un consumatore importante di cannabis, ma anche un “produttore in crescita”. Oltre 78 milioni di europei (tra i 15 e i 64 anni) hanno provato la cannabis almeno una volta, mentre circa 9 milioni di giovani europei (15-34 anni) l’hanno consumata nell’ultimo mese. Si tratta quindi di un mercato “che non può essere sottovalutato”, specialmente se confrontato con le statistiche degli anni ’60 quando il mercato della cannabis europeo era basato principalmente sull’importazione e il suo consumo interessava una ristretta fascia della popolazione. Il rapporto fornisce, inoltre, un dato che impensierisce l’Agenzia: non tutta la produzione di cannabis è opera di organizzazioni criminali. Nel documento viene infatti effettuata un’analisi delle diverse categorie di coltivatori di cannabis correlata dalle relative motivazioni che spingono queste persone a tale attività illegale. “Uno degli sviluppi più importanti che incidono sul mercato della cannabis moderno, è principalmente il suo aumento di scala”, ha commentato il direttore dell’Agenzia europea, Wolfgang Götz. “Ovunque si vive oggi in Europa è probabile che in quel preciso posto o non lontano da lì ci sia qualcuno che vende o acquista cannabis”. Non a caso, ha spiegato l’esperto, “i reati connessi alla cannabis costituiscono la maggioranza dei reati di droga segnalati nell’Ue e circa 700 tonnellate di cannabis e di resina di cannabis vengono sequestrate in Europa ogni anno”. Un altro dato preoccupante è dato dall’aumento della coltivazione domestica registrato in quasi tutti i Paesi dell’Ue. Si tratta di un elemento allarmante “che porta con sé conseguenze in termini di salute pubblica e di sicurezza” ha sottolineato Götz. I due principali prodotti fabbricati illegalmente e derivati dalla cannabis sono le foglie di cannabis (marijuana) e la resina di cannabis (hashish), ma questi possono essere suddivisi in numerosi sottotipi, con diversi composti “che causano molteplici effetti”. Si tratta, quindi, di un mercato complesso, come si legge dal rapporto: sempre più difficile, di conseguenza, l’attività di contrasto delle forze dell’ordine, che stanno rafforzando i controlli, e delle istituzioni, le quali puntano anche sull’attività di prevenzione.