L’Ue in breve

Eurostat, la disoccupazione non si arresta
Oltre venti punti percentuali separano il Paese più “virtuoso” da quello con i maggiori problemi occupazionali nell’Ue27. I dati sul mercato del lavoro, diffusi il 2 luglio da Eurostat, oltre a segnalare un nuovo aumento tendenziale delle persone senza impiego (11,1% nei 17 Paesi della zona euro; 10,3% considerando tutti gli Stati aderenti), indica che gli squilibri territoriali vanno aumentando. Così, mentre in Austria i senza impiego sono 4,1% del totale della forza lavoro, in Spagna sono al 24,6%. Tra gli Stati in maggiore difficoltà in questo campo figurano – al di sopra della media comunitaria – anche la Grecia (21,9%), il Portogallo, le tre repubbliche baltiche, la Slovacchia, la Bulgaria. Fra i Paesi più grandi, si segnala il 10,1% di Francia e Italia, il 9,9% della Polonia, l’8,1% del Regno Unito. La Germania (5,6%) è uno dei Paesi in cui la disoccupazione è contrastata con maggiore efficacia. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (Eurostat considera i minori di 25 anni in cerca di impiego; in Europa il dato medio è attorno al 22%) svetta ancora la Spagna con il 52,1%. Ma altre nazioni hanno percentuali vicine al 40% di giovani disoccupati, fra cui Grecia, Italia e Portogallo. La Commissione europea ha diffuso lo stesso giorno due ricerche, accompagnate da una serie di proposte legislative e operative al fine di rafforzare e migliorare gli stage e i periodi di praticantato e formazione professionale in azienda, ritenuti “strategici” al fine di avvicinare i giovani che terminano il periodo scolastico con il mondo del lavoro e contrastare la disoccupazione tra le ultime generazioni.

La crisi scoraggia viaggi di lavoro e vacanze
All’inizio della nuova stagione turistica, Eurostat rende noti i dati del settore che si estendono agli ultimi anni. “Nel 2011 – si legge nel recente rapporto statistico – i residenti nell’Ue27 hanno realizzato 1,2 miliardi di viaggi, ripartiti tra vacanze di piacere e trasferte per motivi professionali”. Si tratta di trasferte sia entro il proprio Paese (tre quarti del totale), sia in un altro Stato Ue sia oltre i confini comunitari. Dopo il “forte aumento” del turismo registrato negli anni 2006-2008, in corrispondenza dell’arrivo della crisi economica le presenze alberghiere non sono più cresciute, segnando anzi una ulteriore decrescita nel corso del 2010, per poi registrare una minima ripresa l’anno successivo. “Studiando separatamente i viaggi per vacanze da quelli d’affari” (i secondi rappresentano meno del 15% del totale), si può constatare “che sono questi ultimi ad aver risentito maggiormente della crisi”, specifica Eurostat. Dal rapporto si apprende che i viaggi turistici, di breve o lunga durata, sono stati un miliardo e venti milioni, quelli di lavoro 165 milioni. I cittadini che si spostano maggiormente sia per turismo che per ragioni professionali e d’affari sono i tedeschi, con – nel 2011 – 215 milioni di trasferte di piacere e 56 milioni per lavoro; segue la Francia (rispettivamente 204 e 21 milioni), poi il Regno Unito (117 e 26 milioni), quindi la Spagna (122 e 17 milioni), e l’Italia (71 e 12). Ma sono stati appunto i soggiorni legati agli affari a decrescere in maniera più sensibile negli ultimi quattro anni, con punte registrate in Bulgaria (-60%) e Repubblica ceca (-51%); al contrario Estonia e Svezia hanno mostrato degli aumenti significativi. La maggiore contrazione dei viaggi per vacanze è stata invece riscontrata in Italia (-19%) e in Ungheria (-13%); si sono spostati più volentieri rispetto al passato per un periodo di ferie i cittadini estoni e cechi. La preferenza dei viaggi “domestici” spetta ai romeni, seguiti da spagnoli e portoghesi; gradiscono in percentuale maggiore andare oltre confine lussemburghesi (per ragioni comprensibili), belgi, sloveni, olandesi e austriaci.

Roaming, in vigore nuove tariffe “scontate”
Ulteriore ribasso, grazie all’Unione europea, per le tariffe di roaming. A partire dal 1° luglio, infatti, utilizzare internet mobile “per accedere a mappe, foto, reti sociali e caselle di posta elettronica mentre si è in viaggio in un altro Stato membro è molto meno costoso”. L’Ue stabilisce infatti, mediante un suo regolamento obbligatorio nei 27, un limite tariffario per scaricare dati da internet servendosi di una connessione mobile. “Le nuove norme permetteranno un risparmio di oltre mille euro all’anno per una persona che viaggia regolarmente per lavoro nell’Ue”, puntualizza la Commissione. Che aggiunge: “Una famiglia in vacanza in un altro Stato dovrebbe risparmiare almeno 200 euro” (l’Esecutivo mette a disposizione on line i risultati dettagliati di questi studi). Le nuove normative ridurranno anche i prezzi per le chiamate vocali e gli sms. La vicepresidente della Commissione, Neelie Kroes, afferma: “L’introduzione di limiti tariffari rende accessibili i servizi di roaming alla generazione smartphone e mette fine una volta per tutte alle tariffe esorbitanti” entro i confini del mercato unico. I nuovi limiti tariffari saranno: 29 centesimi al minuto, Iva esclusa, per effettuare una chiamata; 8 centesimi al minuto, sempre Iva esclusa, per ricevere una chiamata; 9 centesimi per inviare un messaggio di testo; 70 centesimi al megabyte (Mb) per scaricare dati o consultare internet all’estero.