CHIESE EUROPEE
Il 40° incontro Ccee dei segretari generali a Edimburgo
“In Scozia siamo ai margini del continente ma siamo orgogliosi di una lunga tradizione cristiana nella Scozia che risale a San Niniano e San Columba nella prima metà del primo millennio”. Si è richiamato alle profonde radici cristiane del popolo scozzese il card. Keith Patrick O’Brien, arcivescovo di St. Andrews ed Edimburgo e presidente della conferenza episcopale della Scozia, che il 29 giugno ha accolto i segretari generali delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) convenuti nella capitale scozzese per il loro 40° incontro annuale (fino al 2 luglio). Daniele Rocchi ha seguito i lavori per Sir Europa. “Benché dal tempo della Riforma protestante nel XVI secolo la maggior parte dei cristiani qui hanno fatto parte della Chiesa presbiteriana, oggi ha ricordato il cardinale nell’intervento di apertura dei lavori – la comunità cattolica ha un ruolo importante nella vita del nostro Paese. Tanti cattolici nella Scozia, circa 800 mila (su 5 milioni) oggi fanno risalire i loro antenati ad altre regione d’Europa, e dunque speriamo che nessun di voi si sentirà un estraneo mentre siete con noi”. Nell’omelia alla celebrazione eucaristica di apertura, mons. George Frendo, vescovo ausiliare di Tirana-Durazzo, riflettendo sulla solennità di san Pietro e Paolo, ha riproposto le figure dei due apostoli come esempio di evangelizzatori. “Essi parlarono con linguaggi che potevano essere compresi da tutti, da tutte le culture. E questo è ciò di cui la Chiesa ha bisogno oggi per tracciare strade e trovare strumenti per raggiungere lo scopo, quello di annunciare il Vangelo. Essa ha bisogno di parlare le diverse lingue delle genti. Entrambi gli apostoli sono ispirazione per noi per la nuova evangelizzazione”.
Il programma dei lavori. La riunione dei segretari generali, dal 30 giugno, ha avuto al centro dei lavori il tema della nuova evangelizzazione con particolare riferimento alla testimonianza della fede nel mondo della politica, della cultura, nella legge e nell’opinione pubblica. Gli altri temi in agenda sono stati i sistemi di finanziamento della Chiesa, l’ecumenismo in Europa e la traduzione dei testi liturgici della Chiesa cattolica. L’incontro di Edimburgo è giunto a poco più di tre mesi dall’apertura del Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione e completa la discussione dell’incontro dello scorso anno a Vilnius, nel quale i segretari generali avevano riflettuto su alcuni aspetti specifici della nuova evangelizzazione come il rapporto tra cultura e qualità della fede; la vita spirituale e l’appartenenza ecclesiale. La riflessione è stata articolata su tre livelli: quello nazionale affidato a John Haldane, direttore del Centro di etica, filosofia e attualità dell’Università di St. Andrews (Scozia); quello europeo trattato da mons. Piotr Marzurkiewicz, segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e da mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa a Strasburgo; infine mons. Ronnie Jenkins, segretario generale della Conferenza dei vescovi cattolici degli Stati Uniti, sulla situazione americana.
Portale Ccee e sito europeo. Durante l’incontro si è parlato anche del nuovo portale del Ccee e delle iniziative per rafforzare la comunicazione interna ed esterna della Chiesa in Europa. In concomitanza con la riunione in corso a Edimburgo, è stato attivato il sito www.agensir.eu che caratterizza ancor più il sito di Sir Europa nato nel 2001 e che si è rafforzato anche grazie alla collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali europee (Ccee), con la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e la rete dei corrispondenti dalle Chiese cattoliche dei Paesi europei. Il sito bilingue, in inglese e in italiano, propone “lanci”, articoli e reportage, approfondimenti sulla vita e sul pensiero della Chiesa cattolica in Europa e sul suo dialogo con le Istituzioni europee.
“Si tratta spiega il direttore dell’agenzia Sir, Paolo Bustaffa – di un ulteriore passo avanti verso la realizzazione di un servizio d’informazione propriamente europea coordinato da Roma, Bruxelles e Bratislava. Un’esperienza professionale che, nello stile del ‘Cortile dei gentili’, è attenta al dibattito culturale, al dialogo ecumenico e al dialogo interreligioso. In questa prospettiva si inserisce la sinergia con le agenzie cattoliche di una decina di Paesi europei”.