ECUMENISMO

Le nove sorelle

Acts: l’esperienza delle Chiese cristiane di Scozia

Fondato nel 1990, Acts (Action of Churches Together – Iniziativa comune delle Chiese in Scozia) è un organismo ecumenico scozzese, costituito da nove Chiese molto diverse tra loro per tradizione ecclesiale e struttura. “Il suo scopo è promuovere l’unità, la crescita della reciproca comprensione e della vita comune e lo sviluppo di iniziative congiunte tra le Chiese”. Lo ha spiegato Stephen Smyth, segretario generale dell’organismo, ai segretari generali delle Conferenze episcopali riuniti nei giorni scorsi a Edimburgo, intervenendo sulla situazione ecumenica in Scozia. Nel suo organismo assembleare ogni Chiesa-membra ha diritto ad un voto, a prescindere dalle sue dimensioni, anche se varia il numero di rappresentanti per ogni Chiesa. Acts è in stretto collegamento con le altre strutture ecumeniche del Regno Unito e con quelle internazionali.

Una fase di transizione. “Negli ultimi mesi abbiamo avviato una fase di ripensamento e cambiamento, sia in conseguenza delle modifiche alle leggi finanziarie e alle donazioni – ha precisato Smyth -, sia sollecitati dalla riflessione di alcune Chiese-membra circa il modello di Chiese insieme che Acts ha sviluppato”. Ciò sta implicando in questa fase “un processo di chiarificazione sulla nostra visione comune, sulle necessità più importanti da affrontare e sulle strutture necessarie per farlo” nella consapevolezza che “le relazioni sono più importanti delle strutture, ma strutture efficaci sono necessarie affinché le cose possano accadere”.

Molteplici attività. Acts è inserita in diverse reti di lavoro (Church Life, Church and Society, Faith Studies, and Mission) e gruppi ecumenici. Un’iniziativa promossa di recente da Acts è il “Forum scozzese per i pellegrinaggi” che, ha aggiunto il segretario, “in collaborazione con le amministrazioni locali, gli uffici per il turismo, le comunità ecclesiali, ha ristabilito alcuni antichi percorsi dei pellegrini che attraversavano la Scozia, al fine di dare un contributo all’incremento del turismo soprattutto in aree rurali, incoraggiare uno stile di vita salubre e la consapevolezza storica e culturale”. Acts ha lavorato per lo sviluppo di Mectis, il gruppo che riunisce i cristiani di minoranze etniche di recente immigrazione in Scozia, e così pure collabora regolarmente con il Consiglio interreligioso scozzese (Sifc).  Intenso è anche l’impegno politico, in senso ampio, di Acts: attraverso le relazioni con il governo scozzese, che prevede tra l’altro un appuntamento annuale tra i responsabili delle Chiese con il primo ministro scozzese;  in attività come ad esempio la partecipazione all’iniziativa “Il futuro della Scozia”, per la preparazione di un referendum sull’indipendenza scozzese, come già era avvenuto per il cammino della Convenzione costituzionale che aveva portato alla creazione del parlamento scozzese nel 1999.

Lo spirito di fondo. Per Smyth, “come parte della loro missione, le Chiese, singolarmente o insieme, hanno la responsabilità di impegnarsi nella vita nazionale. In questo impegno, le Chiese a volte vengono sfidate e forse, in alcune occasioni, hanno bisogno di ripensare, ristrutturare e impegnarsi in modo nuovo”. In sintesi, “il lavoro di Acts va al di là dell’impegno tra le Chiese, dove è relativamente facile lavorare con i propri compagni di cammino”. Ci sono comunque ambiti più difficili da affrontare, come le questioni morali ed etiche, su cui a volte non troviamo un’opinione comune. A volte, tuttavia, è opportuno che siano “le voci delle Chiese piuttosto che un’unica voce ad essere udite nel contesto pubblico”.