TERREMOTO

Sentirsi fratelli

Iniziative di solidarietà di diocesi, parrocchie e associazioni

Parrocchie che si gemellano, da tutt’Italia, con quelle dei paesi colpiti dal terremoto, rimaste senza chiesa, senza canoniche o aule per la catechesi, che ora faticano per proporre periodi di animazione estiva ai più piccoli che non sono andati via. È uno degli aspetti della solidarietà che accomuna il Paese rispetto alle zone colpite dal terremoto: l’Emilia soprattutto, ma anche la "bassa" lombarda e il Polesine, in Veneto.

Da Imola gli studenti a Crevalcore. Numerosi i gemellaggi, come pure quanti, giovani e meno giovani, vanno a dare una mano sui luoghi del sisma. Gli scout della zona di Imola prestano servizio fin dalla settimana successiva al 20 maggio: in poco più di un mese si sono avvicendati in una quindicina. Sempre da Imola, a inizio luglio, sono partiti una trentina di studenti, accompagnati da genitori e insegnanti, per iniziativa del’Oratorio San Giacomo. Destinazione Crevalcore, in provincia di Bologna, uno dei centri "maggiormente colpiti dal sisma, anche se sui mass media non se ne parla tanto", racconta il responsabile dell’Oratorio, don Beppe Tagariello. Qui hanno dato una mano nel gestire un campo solare con 150 bambini delle elementari.

Dall’Abruzzo un "sostegno a chi ci ha dato tanto". Dall’Abruzzo all’Emilia, il gemellaggio è stato proposto tra la parrocchia di Paganica e quella di Cavezzo. "Molte parrocchie – annota Francesco Bergamotto, responsabile degli aiuti per L’Aquila – si stanno muovendo per organizzare gemellaggi con i paesi colpiti, per garantire assistenza e sostegno a chi ci ha dato tanto quando eravamo noi ad averne bisogno, tre anni fa. In particolare la mia parrocchia di Paganica sta mettendo a punto un gemellaggio con quella di Cavezzo; abbiamo già donato roulotte, camper, abiti, cibo". E sempre dall’Abruzzo, a giugno, è partita una delegazione del quindicinale diocesano "Vola", nato a L’Aquila all’indomani del sisma del 2009, per "portare ai terremotati la solidarietà di noi che abbiamo vissuto direttamente l’esperienza del terremoto – ha dichiarato il direttore, don Claudio Tracanna – e raccontare sul nostro giornale le dimensioni di questa tragedia".

Chiese in legno da Cesena e da Trento. Il vescovo di Cesena, mons. Douglas Regattieri, è originario di Vallalta di Concordia, paese tra i più colpiti dal terremoto. Questa è stata la molla che ha fatto scattare il gemellaggio, con l’impegno a costruire una struttura polifunzionale in legno nella quale celebrare la Messa e ospitare le attività parrocchiali. Chiese provvisorie, attraverso strutture prefabbricate in legno, potrebbero giungere nei luoghi del sisma anche dalla diocesi di Trento, a seconda delle "reali esigenze delle comunità". Tra le altre proposte nate dal gemellaggio cesenate vi è ospitare al mare o in montagna, nelle case o nelle canoniche delle parrocchie che ne hanno a disposizione, o presso chiunque si rendesse disponibile, coloro che vogliono passare un po’ di tempo in vacanza. E poi, in stretto contatto con la Pastorale giovanile, organizzare un campo per giovani a Vallalta, per dare una mano nei lavori di sistemazione, oppure per fare un po’ di animazione a bambini, giovani o anziani di Vallalta o delle parrocchie limitrofe. Inoltre, non manca la richiesta di disponibilità a tecnici cesenati – architetti e ingegneri – che possano prestare la propria consulenza per velocizzare i controlli su case e capannoni, ovviamente in accordo con le amministrazioni comunali e la Regione.

Un "Emilia Day" in Molise. Dal Molise, impegnato negli aiuti è il "Comitato Pro Emilia" che, nato in Santa Croce di Magliano, piccolo comune nel cratere sismico della diocesi di Termoli-Larino, si è prodigato fin da subito nella raccolta di viveri, offerte, vestiti e quant’altro serve al primo soccorso. Inoltre, nei giorni scorsi è stato attivato un mercatino i cui proventi (finora sono stati raccolti oltre 1.500 euro) saranno devoluti interamente alle comunità emiliane. "Non potevamo stare a guardare – afferma Pierluigi Di Tommaso, diciottenne promotore dell’iniziativa – e così ci siamo messi all’opera con quello che abbiamo. Tra le iniziative di maggiore rilevanza avremo l”Emilia Day’ il prossimo 28 luglio che ci vedrà impegnati in una giornata intera dedicata alla musica e alla gastronomia: una vera e propria sagra con le leccornie molisane e la musica del territorio, che nasce, cresce e si sviluppa grazie al volontariato e vedrà i proventi offerti direttamente ai fratelli emiliani".

Accoglienza e campi estivi. A Trento sono state raccolte "disponibilità – spiega il direttore della Caritas, Roberto Calzà – per un’eventuale accoglienza estiva di famiglie, ragazzi, giovani e gruppi parrocchiali". Le famiglie trentine hanno aperto le porte e ora attendono che dai paesi colpiti arrivi una risposta in termini di richiesta. Pure in Abruzzo, a Sulmona, alcune parrocchie stanno promuovendo gemellaggi, mentre "l’Azione cattolica sta mettendo a punto la realizzazione di un campo estivo a Carpi". E da Gorizia, dopo aver preso accordi con il parroco di Poggio Renatico (Ferrara), nella prima settimana di agosto partirà un campo di servizio attraverso il quale poter fare animazione e intrattenimento ai bambini e ragazzi.

(2 – continua)