IL DRAMMA DI UNA MADRE
Il Movimento per la vita sul caso dei gemellini di Ozzano Emilia
"Ancora un dramma dell’instabilità psicologica e forse della solitudine. Ancora, a pagare per tutti è un bambino non nato e anche il fratellino è tra la vita e la morte. La ragazza di Ozzano Emilia si è trovata, in condizioni ancora tutte da chiarire, a vivere da sola una situazione difficile senza che nessuno potesse aiutarla. C’è addirittura il sospetto che sia caduta nelle mani di qualcuno che ha provocato intenzionalmente l’aborto". È il commento del Movimento per la vita alla tragica vicenda di una ragazza di 21 anni che ha partorito al Sant’Orsola di Bologna un bambino prematuro mentre il gemellino del neonato, venuto alla luce poco prima, è stato ritrovato morto in un cassonetto dei rifiuti sotto la casa della ragazza residente nel Comune in provincia di Bologna. La Procura ha aperto un fascicolo sull’ipotesi d’interruzione di gravidanza in base alla legge 194 sull’aborto.
"Negli oltre 300 Centri di aiuto alla vita le donne vengono seguite ed aiutate da personale altamente specializzato. Quello di cui avrebbero avuto bisogno la ragazza e forse anche i suoi genitori. L’amicizia e la vicinanza – prosegue il comunicato del Mpv – aiutano ad accettare la gravidanza, sciogliendo i nodi economici (grazie anche a ProgettoGemma), superando i blocchi psicologici, vincendo la solitudine. Anche solo per portare il bambino (o i bambini come in questo caso) alla nascita e lasciarli all’amore di genitori adottivi. Purtroppo nessuno ha detto alla ragazza a chi avrebbe potuto rivolgersi per avere questo aiuto".
"I Centri di aiuto alla vita, con il loro lavoro promuovono quotidianamente quella cultura della vita di cui oggi si avverte sempre di più il bisogno. Ma è necessario che anche le istituzioni si interroghino su quanto accaduto conclude il Movimento – e mettano in atto politiche socio-sanitarie a sostegno della preferenza per la nascita".