CAMPANIA
Una proposta di legge per favorire la cooperazione
Riordinare la normativa riguardante la cooperazione, confermando e rilanciando in chiave “moderna” la funzione sociale e il ruolo economico della cooperazione “quale idoneo strumento di coesione sociale e fattore di sviluppo economico, dell’occupazione e di radicamento territoriale”. È questo l’obiettivo della proposta di legge “Disciplina per la promozione e il sostegno della cooperazione”, presentata il 18 luglio al Consiglio regionale della Campania, “per sostituire la vigente legge regionale sulla cooperazione, n.32 del 1977, superata dall’evoluzione del quadro normativo e sociale complessivo e obsoleta anche rispetto alle nuove esigenze e ai nuovi fattori economici del territorio regionale”. La proposta di legge “istituisce l’albo regionale delle cooperative sociali” e “la Consulta regionale per la cooperazione”. La Campania conta oltre 9 mila cooperative delle quali 2.500, quelle cioè aderenti alle principali associazioni di rappresentanza, assicurano una produzione che è pari al 2,5% del plusvalore regionale. In tempi ragionevoli. “Con questa proposta la Regione Campania recepisce, finalmente, la norma costituzionale, che sancisce la funzione sociale della cooperazione a carattere di mutualità e senza fini di speculazione privata, e si adegua alle novità intervenute nella normativa europea, nazionale e regionale, definendo, al pari di altre Regioni, norme a sostegno dello sviluppo di questo settore”. È il parere di Anna Cristofaro, presidente delle Acli della Campania. “Il testo – afferma Cristofaro – prevede e regola il sostegno finanziario della Regione allo sviluppo della cooperazione e disegna l’insieme delle azioni che la stessa Regione intende intraprendere per favorire la capitalizzazione delle cooperative e dei loro consorzi, i progetti di sviluppo cooperativo, gli investimenti, la nascita di cooperative di giovani, il sostegno alle nuove cooperative, interventi sperimentali, il consolidamento dei consorzi di garanzia collettiva dei fidi, altre iniziative quali formazione professionale, sistemi di certificazione, promozione marchi, creazione di reti commerciali, ricerca, innovazione e aggregazioni d’imprese”. Di fronte a questi provvedimenti, per i quali esprime “apprezzamento”, la presidente delle Acli campane auspica che “il percorso di approvazione si concluda in tempi ragionevoli”. Segnale positivo. “È evidente che, ancor prima della legge, ad arrivare tardi nella nostra Regione sia l’idea stessa della cooperazione come forma d’impresa capace di promuovere lo sviluppo del territorio”. A sottolinearlo sono Marianna Luongo, animatrice di comunità del III anno del Progetto Policoro e segretaria del Mlac di Avellino, e Nives Censullo, animatrice di comunità del I anno del Progetto Policoro della diocesi di Avellino. Ma “è un segnale positivo – proseguono – che finalmente, dal 1977, sia stata formulata ora una nuova proposta di legge sulla cooperazione in Campania; significa, inoltre, che il lavoro di tante cooperative e delle loro associazioni di rappresentanza ha raggiunto anche a livello istituzionale quel riconoscimento di risorsa ‘ideale’ ed ‘economica’ per lo sviluppo del territorio”. Rispetto al riconoscimento delle cooperative come risorsa ideale, le due animatrici del Progetto Policoro evidenziano: “È tempo di riscoprire che ‘non siamo soli’. Ognuno ha delle capacità per combinare qualcosa di buono. Questa idea è già prassi nella cooperazione: perciò essa si offre come itinerario ‘profetico’”. Certamente, la più importante risorsa di una cooperativa sono le persone: “Ciascuno – dicono Luongo e Censullo – ha qualcosa da dare che acquista maggior significato se si unisce a quello che anche altri hanno da dare. Il lavoro diventa così vocazione personale, poi comunitaria, infine istituzionale: si parte dalla persona, ci si allarga ai soci e, infine, si impatta il territorio, restituendogli il volto di un investimento locale, solidale, duraturo”. Ben vengano, quindi, “iniziative legislative che promuovono l’importante ruolo d’impresa svolto dalle cooperative e ne favoriscono l’azione sinergica, in una strategia di rete che punta al rilancio delle risorse umane e ambientali”. Iniziativa di rilievo. Anche il commissario di Confcooperative Campania Carlo Mitra esprime apprezzamento per la presentazione della proposta di legge: “Si tratta di un’iniziativa politica di grande rilievo per la Campania, dove la cooperazione ha un’incidenza economica e sociale da non sottovalutare. La proposta è il consolidamento di questo riconoscimento, che coincide, tra l’altro, con la proclamazione dell’Onu del 2012 anno internazionale delle cooperative e che l’Italia ha festeggiato il 5 luglio scorso alla presenza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano”. “Confcooperative Campania – prosegue Mitra – confida in un rapido iter della proposta di legge per superare decenni di ritardi e disattenzioni da parte delle giunte che si sono succedute”. Infine, l’auspicio di “un’iniziativa per riparare alla cancellazione dallo Statuto regionale del riconoscimento del ruolo della cooperazione, così come statuisce la nostra Costituzione”. a cura di Gigliola Alfaro(24 luglio 2012)