ILVA TARANTO

Sviluppo e speranza

Dall’arcivescovo Filippo Santoro l’invito a costruire un ”cammino comune”

Foto SIR

Taranto è scesa in piazza, ieri sera, per una fiaccolata e una veglia di preghiera "della città per la città", invocando salute e lavoro. Sullo sfondo la vicenda dell’Ilva, l’azienda siderurgica che dà lavoro a gran parte dei tarantini, al centro di un’inchiesta per disastro ambientale che potrebbe portarla a chiudere i battenti, dopo il sequestro disposto nei giorni scorsi dalla magistratura. Proprio domani è attesa la decisione del Tribunale del riesame di Taranto sul dissequestro dello stabilimento.

Scongiurare la chiusura. "In un periodo di recessione economica mondiale, la perdita di una delle poche garanzie di lavoro deve essere assolutamente scongiurata, specie in un territorio come il nostro dove le possibilità di lavoro sono molto ridotte". A ricordarlo, durante la fiaccolata, l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, che ha fatto riferimento al suo recente viaggio in Brasile "per alcuni impegni già presi". "Le notizie e le immagini degli operai, scesi in strada a manifestare – ha affermato – mi hanno toccato profondamente. L’apprensione per le loro famiglie, per i loro bambini, è subito diventata la mia apprensione. Così in pochi giorni ho deciso di rientrare e di garantire la mia presenza e vicinanza". "Non vogliamo lasciarvi soli" è la rassicurazione dell’arcivescovo, per il quale "quando i problemi s’infittiscono e il discernimento diviene intimamente connesso a scelte difficili, importanti, magari per alcuni impossibili, la Chiesa ha un dovere soltanto, fondato sulla sua missione principale e originante: annunziare Gesù Cristo".

La solidarietà della Chiesa. Mons. Santoro ha rivolto dunque agli operai "la solidarietà della Chiesa e del loro arcivescovo", mentre ha citato il magistero per sottolineare la responsabilità umana nel presentare un ambiente integro e sano per tutti. "’L’umanità di oggi, se riuscirà a congiungere le nuove capacità scientifiche con una forte dimensione etica, sarà certamente in grado di promuovere l’ambiente come casa e come risorsa a favore dell’uomo e di tutti gli uomini, sarà in grado di eliminare i fattori d’inquinamento, di assicurare condizioni d’igiene e di salute adeguate per piccoli gruppi come per vasti insediamenti umani. La tecnologia che inquina può anche disinquinare’. Così ha parlato anche Giovanni Paolo II, nel discorso ai partecipanti a un congresso internazionale su ambiente e salute". Un appello che mons. Santoro ha auspicato possa trovare terreno fertile a Taranto.

Unità e bene comune. Infine, l’invito all’unità. "Sono qui – ha aggiunto mons. Santoro – a incoraggiare tutti e ciascuno perché prevalga la logica dell’unità e del bene comune. Che continui il percorso di ambientalizzazione della fabbrica, promosso dai vertici aziendali. Incoraggio i politici a concentrare ogni loro sforzo perché sia garantito ai tarantini il benessere cui hanno diritto. Benedico ogni cittadino di questa città, affinché riscopra il dovere della partecipazione e senta come suo il dolore di ogni fratello". La sfida, per l’arcivescovo, "è che finalmente ciascuno si senta parte di una comunità oggi più che mai sorretta dal Signore nel suo processo di rinnovamento". "Superiamo – ha concluso – le visioni di parte e costruiamo un cammino comune di sviluppo e di speranza".