SENTIERI FRASSATI
Inaugurato oggi un nuovo percorso in Alto Adige
Alcune centinaia di persone giunte da ogni parte d’Italia si sono messe in cammino questa mattina da Lazfons in Alto Adige fino al santuario di Santa Croce, a 2.528 metri di altitudine, per l’inaugurazione del ventiduesimo "Sentiero Frassati". Quattro ore di cammino per tracciare il tratto finale del progetto nazionale che attraverso la figura e la testimonianza del beato Pier Giorgio Frassati e alla sua passione per la montagna, che andava di pari passo con la sua ricerca quotidiana di Dio, ha unito in sedici anni tutte le regioni e le province autonome d’Italia. Artefici dell’iniziativa il Club alpino italiano, l’Azione cattolica, la Fuci e la Giovane Montagna.
La vocazione "verso l’alto". "Attraverso il suo amore per la montagna, il beato Frassati ha vissuto la vocazione ‘verso l’alto’ propria di ciascun cristiano, e ha conosciuto anche la fatica che il tendere ‘verso l’alto’ richiede", ha ricordato il vescovo di Bolzano-Bressanone, mons. Ivo Muser, che al termine della messa celebrata al santuario ha benedetto le acque provenienti da ciascuna regione italiana e la campana forgiata nella pontificia fonderia di Agnone che, come da tradizione, segna l’inaugurazione di ogni nuovo "Sentiero Frassati". "Verso l’alto", ha specificato mons. Muser, è "l’annotazione che troviamo sulla foto del beato Pier Giorgio Frassati, che lo ritrae durante la sua ultima scalata, un mese prima della sua morte". Secondo il vescovo, "nel beato Frassati troviamo un ardente desiderio di conoscere l’infinita bellezza di Dio, una bellezza che è così grande che l’uomo può semplicemente contemplarla e rimanerne avvolto, in silenzio, così come accade quanto ci troviamo, come quest’oggi, di fronte a un paesaggio come quello che possiamo contemplare da quassù, un paesaggio capace di toglierci il fiato".
Guardare sopra il sole. "La fede nella Provvidenza è il fulcro della spiritualità del beato Frassati e il suo messaggio è un invito a ‘guardare sopra il sole’, a spingerci e a ricercare quella fonte che ci dà motivazione e forza per amare le nostre terre e la nostra gente", ha sottolineato mons. Ignazio Sanna, arcivescovo di Oristano, uno dei custodi dei "Sentieri Frassati" in Sardegna, presente anche lui all’inaugurazione del cammino altoatesino. Alla presentazione del sentiero, anche la nipote del beato Wanda Gawronska, insieme ai fratelli Jas e Nella, la quale ha ricordato come il suo impegno di presidente dell’associazione "Pier Giorgio Frassati" le ha permesso di "conoscere in questi anni tanti giovani straordinari di cui non si parla mai".
Per incontrare Dio nel Creato. "Il beato Pier Giorgio Frassati amava la montagna e la sentiva come una cosa grande, un mezzo di elevazione dello spirito, una palestra dove si tempra l’anima e il corpo", spiega Antonello Sica, coordinatore per il Cai del progetto "Sentieri Frassati", iniziativa nata nel 1990 e concretizzatasi sei anni dopo con l’apertura del primo sentiero in Campania, a Sala Consilina. "I ventidue sentieri, presenti ormai in tutte le regioni italiane, non sono dei pellegrinaggi, ma dei cammini del corpo e della mente sulle tracce di chi ci ha preceduti nella storia dei luoghi e nel cammino ‘verso l’alto’, ‘per incontrare Dio nel Creato’", chiarisce Sica, che aggiunge: "Con questo spirito, ancora oggi i sentieri si propongono come un progetto educativo verso un approccio globale alla montagna come palestra che allena, come scuola che educa e come tempio che eleva".