URAGANI E USA

Aspettando Isaac

Si aggiunge ai 285 cataclismi registrati dal 1851 a oggi

A sette anni esatti dal disastro causato dall’uragano Katrina in cui persero la vita quasi duemila persone, a New Orleans è tornata la paura. Il presidente Barack Obama ieri ha annunciato che la tempesta tropicale Isaac si è trasformata in uragano, e ha invitato la popolazione delle zone costiere di Florida, Louisiana, Alabama e Mississippi a considerare molto seriamente la minaccia. Isaac sta raggiungendo New Orleans e zone limitrofe in queste ore.

L’incubo riaffiora. John Hart, tassista di lungo corso a New Orleans, nato e cresciuto nel quartiere Lower Ninth Ward, uno dei più poveri e più colpiti sette anni fa, è in ansia: "È come fossi tornato a camminare decentemente dopo un grave incidente d’auto e tutto d’un tratto ti dicono che presto sarai coinvolto in un altro grave incidente", spiega al telefono al Sir. "Non è una sensazione molto piacevole". In queste ore Hart, 62 anni e una grande passione per il biliardo, ha sprangato porte e finestre, ricoperto mobili e sofà con grandi teli di plastica, ed è passato al supermercato per fare incetta di acqua, pane, burro d’arachidi, snack e biscotti. "Da quando la televisione parla di Isaac, questa nuova bestia in arrivo, non riesco a non pensare al mio ex vicino di casa Robert", rammenta Hart con un filo di commozione che gli increspa la voce. "Giusto sette anni fa mentre stavamo fuggendo di casa gli gridavo di venire con noi. Lui mi strillò di rimando: ‘sono un marine, non temo gli uragani’. Eppure Katrina non lo ha risparmiato. Con l’acqua, cari signori, non si scherza".

C’è chi resta. Non tutti sono saggi, o hanno la possibilità di muoversi facilmente come Hart. Gran parte degli abitanti di "Nola", come la chiamano familiarmente i locali, ritiene che cataclismi come Katrina accadano solo una volta nella vita. E paragonare Isaac a Katrina è come comparare un raffreddore a un infarto. Per cui questi residenti aspettano Isaac barricati in casa, con generatori di corrente, giubbotti impermeabili, acqua e cibo. "Francamente dover prendere armi e bagagli, stipare tutto in macchina, trovare un posto dove andare ogni volta che c’è una tempesta tropicale è una immane seccatura, è frustrante", ha spiegato Jackie Grosch. "Di abbandonare la casa, ricostruita quasi da zero rispetto al 2005, non ne ho voglia. Noi Isaac lo aspettiamo a casa".

Sicurezza migliorata. Le autorità cittadine di New Orleans sostengono che la città sia molto più preparata di sette anni fa per l’impatto con l’uragano. Comprendo l’ansia, ha detto ieri in una conferenza stampa il sindaco di New Orleans, Mitch Landrieu: "Il disastro potrebbe ripetersi, ma siamo più pronti del 2005. Il nuovo sistema di argini è operativo. E il fatto che Isaac arrivi in corrispondenza del settimo anniversario di Katrina rende tutti più attenti, il che è un bene". Il nuovo sistema di argini messo a punto dagli ingegneri del genio dell’esercito e costato 15 miliardi di dollari dovrebbe garantire alla città una protezione sufficiente a evitare il peggio anche in situazioni di uragani di categoria 3 come Katrina. C’è più apprensione, invece, per le zone costiere limitrofe a New Orleans, e per le insistenti piogge che Isaac porterà con sé. Potrebbe causare inondazioni su vasta scala.

"Nola" nuova. Da quando l’uragano Katrina si è abbattuto sulla città sommergendone l’80%, New Orleans è cambiata profondamente. Ciò che più colpisce girando per la città in macchina sono gli spazi vuoti. Strade, viali, incroci, ristoranti fast-food, scuole e chiese sono restate al loro posto. C’è tutto, meno gli abitanti. La popolazione è scesa da 484mila a 360mila residenti, ed è variata la sua composizione etnica. Nel 2005 gli afroamericani costituivano il 67% della popolazione, oggi sono meno del 60 per cento. L’unica cosa che non è cambiata è il tasso di criminalità: come sette anni fa resta doppio rispetto alla media nazionale. Eppure albergatori, bottegai, musicisti e quella variopinta umanità che si aggira per le strade di questa città fascinosa, un arazzo urbano denso di storia, musica e vera multiculturalità, hanno assorbito la botta di Katrina e sono lentamente ripartiti a passo di jazz, ricostruendo a poco a poco le loro case e le loro vite.

Uragano e americani. Da quando è stato stabilito il “National hurrican database” nel 1851, sono stati registrati 285 uragani. Gli Stati interessati vanno dalla Louisiana alla Florida, dal Texas alla Georgia, dalla Carolina del Nord al Maine. Quello in assoluto più colpito è la Florida. Qui negli anni, nella stagione degli uragani da giugno a ottobre, si sono verificati 113 cicloni tropicali di grande intensità. "Abitare in una zona a rischio uragani è una cosa brutta e bella allo stesso tempo", ci spiega Hart, il tassista di New Orleans. "Da bambino non vedi l’ora che arrivino, li aspetti con la trepidazione dei regali di Natale. Da grande non vedi l’ora che se ne vadano. Una cosa è certa, ti insegnano a stare all’erta".