Francia, meno barriere per lavoratori bulgari e romeni
“È stato compiuto un passo importante per la creazione di un approccio realmente europeo per l’occupazione”. Questo il commento di László Andor, commissario europeo per il lavoro, gli affari sociali e l’inclusione, alla notizia del governo francese di facilitare l’accesso a determinate professioni per i lavoratori bulgari e rumeni e di togliere la tassa di occupazione. “Vorrei incoraggiare la Francia a valutare l’eliminazione di tutte le ulteriori restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori”. Il commissario si è, inoltre, dimostrato disponibile ad affrontare il tema dell’integrazione dei rom in seno al Consiglio dell’Unione europea, sulla base della Quadro Ue 2011 per le strategie nazionali di integrazione dei rom, come proposto dal governo francese. “Non solo i Paesi beneficiari, ma anche quelli da cui i rom provengono devono lavorare duramente per migliorare la loro integrazione socio-economica, in quanto – ha sottolineato Andor – una migliore inclusione dei rom nell’Europa centrale e sud-orientale è anche l’occasione per favorire lo sviluppo economico”. Al riguardo il commissario ha lanciato la proposta di utilizzare i fondi strutturali Ue. In questo modo si potrà “contribuire in modo significativo a favorire l’istruzione, l’occupazione, l’alloggio e la salute delle minoranze rom”, ha concluso il commissario.
Eurostat, più disoccupati in Eurolandia rispetto all’Ue27
Resta relativamente marcata la differenza del tasso di disoccupazione fra la zona euro (17 Paesi che adottano la moneta unica) e l’Unione europea nel suo complesso, con 27 Stati membri. A fine luglio, infatti, il livello dei senza lavoro in Eurolandia ha toccato – stando ai dati diffusi nei giorni scorsi da Eurostat – l’11,3%, stabile in rapporto al mese precedente ma di 1,2 punti superiore a un anno prima. Diversamente nell’Ue27 i disoccupati a fine luglio risultavano il 10,4% della forza lavoro totale; un anno prima erano il 9,6%. In questo modo il numero dei cittadini Ue in cerca di impiego è stimato a 25 milioni e 254mila, 18 milioni dei quali nell’eurozona. La carenza di lavoro continua a colpire in misura leggermente superiore le donne degli uomini; ma sono soprattutto i giovani a farne le spese. Risultano infatti 5 milioni e 400mila gli under25 che ufficialmente non trovano occupazione, pari al 22,5% del totale: il record negativo spetta alla Grecia che mostra un saggio di disoccupazione fra i giovani pari al 53,8%, mentre in Spagna il dato è al 52,9%. I mercati del lavoro più favorevoli ai giovani continuano invece a rimanere quelli di Germania (8,0% di giovani senza impiego), Austria (8,9%), Paesi Bassi (9,2%).
Parlamento Ue: Stato dell’Unione e donazione tessuti
La ripresa dei lavori dell’Europarlamento è orientata verso la sessione plenaria di settembre, che si svolgerà a Strasburgo dal 10 al 13 del mese. L’attenzione principale dei deputati nel corso della seduta si orienterà verso il dibattito con il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, che presenterà il documento sullo “Stato dell’Unione”; attesa, inoltre, la proposta dell’Esecutivo sull’Unione bancaria. Ma altri punti all’ordine del giorno appaiono di prima importanza, e specialmente due relazioni che saranno presentate all’inizio dei lavori. La prima riguarda la “donazione volontaria e gratuita di tessuti e cellule”, argomento con delicati risvolti medici e sanitari, etici, economici (la relatrice, Marina Yannakoudakis, ha però spiegato che “la presente relazione non include questioni attinenti la ricerca sulle cellule staminali embrionali, alla clonazione terapeutica e alla fecondazione in vitro”). La seconda relazione si concentra invece “sull’istruzione, la formazione e la strategia Europa 2020”.
Al Consiglio d’Europa il Forum della democrazia
“Quali forze modelleranno le società democratiche in futuro? Le voci emergenti della Primavera araba condurranno a una stabilità duratura? Possono queste essere fonte d’ispirazione per le riforme delle democrazie occidentali? Il Forum mondiale della democrazia di Strasburgo riunirà riformatori e leader mondiali al fine di individuare risposte democratiche alle sfide economiche, sociali e politiche alle quali le società contemporanee devono far fronte”. Thorbjørn Jagland, segretario generale del Consiglio d’Europa, presenta il principale evento che l’organizzazione internazionale che ha sede a Strasburgo, cui aderiscono 47 Paesi, sta preparando per la prima metà di ottobre (www.coe.int). Dal 5 all’11 del mese, infatti, una serie di dibattiti, manifestazioni pubbliche, workshop, incontri per i giovani, animeranno la cittadina francese, ponendo al centro dell’attenzione le sfide cui sono sottoposte oggi le democrazie del vecchio continente. “Confrontando concetti convenzionali e nuove realtà, il Forum esaminerà – aggiunge Jagland – in che modo le democrazie possono soddisfare le aspettative dei cittadini e adattarsi ai loro diversi valori e tradizioni”. Tra le personalità invitate figurano il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon, il presidente francese François Hollande, il presidente della Tunisia Moncef Marzouki.