FESTIVAL DOTTRINA SOCIALE

Un pensiero diverso

Dal 14 al 16 settembre a Verona la seconda edizione

Riaffermare un’economia al servizio dell’uomo. Ipotizzare uno sviluppo a misura d’uomo che riduca le disuguaglianze. Sviluppare l’idea che senza valori e senza etica possiamo forse avere di più, ma non possiamo essere contenti di noi e del mondo che ci circonda. Sono questi gli obiettivi per i quali è stato pensato il II Festival della Dottrina sociale, a Verona dal 14 al 16 settembre, incentrato quest’anno sul tema "La necessità di un pensiero diverso".

Cambiamenti burrascosi. Tra il primo e il secondo Festival, scrive Claudio Gentili sulla rivista "La Società", di cui è direttore, "sono accadute molte cose nel nostro Paese" e "in tutti questi cambiamenti, spesso burrascosi e neanche facilmente prevedibili, molti cattolici sono rimasti nell’ombra, almeno in apparenza". Il bisogno emerso è quello della discontinuità: dando altrimenti continuità al nostro sistema economico, sociale e civile, per come si è sviluppato fino ad oggi, cadremmo nel baratro. È quindi necessario "ricostruire il disegno di un umanesimo che coinvolga l’intera società. Il tracollo finanziario sta minando la caratteristica più ‘umana’ di tutte: la relazione. Ed è sulla relazione che i cattolici possono e devono dare il loro contributo, prima di pensare a tutto il resto".

Nelle pieghe della crisi. La chiamata è, spiegano i promotori, "a cercare il nuovo che è nascosto dentro le pieghe di una crisi e chiede di essere riscoperto ed evidenziato". Si parlerà di economia e di società con l’intento di rendere più bello vivere, lavorare, aiutarsi, stare assieme. I principi a cui attingere appartengono al pensiero sociale della Chiesa, perché per leggere bene il presente e sviluppare una società più giusta è necessario riconoscere ad ogni persona la trascendenza, la dimensione relazionale, la centralità e la dignità. Ci sono, però, "grandi passaggi da affrontare: dal come al perché, dal presente al futuro, dalla centralità dello spread alla centralità dell’uomo". Saranno presentate persone, esperienze, idee, approfondimenti sui temi al centro dei dibattiti, affrontati in modo privilegiato dalle prospettive dei giovani e delle donne: la coesione sociale e le fragilità emergenti, le nuove povertà, l’impegno per il bene comune, le possibili convergenze tra performance economica e performance sociale dell’impresa, la cooperazione d’utenza. "Crisi, significati, riferimenti – aggiunge Gentili – saranno passati in rassegna per proporre qualcosa di nuovo rispetto a quanto sentiamo tutti i giorni, rispetto ai forti momenti di solitudine che sperimenta chiunque agisca in un tessuto sociale sfilacciato". La scommessa, insomma, è "riaffermare la ‘convenienza’ di un’economia al servizio dell’uomo, di uno sviluppo solidale e coerente degli interessi personali, di una società che si riscopre viva e a misura d’uomo".

Il buono, il bello, il vero. A Verona saranno rappresentati i "terminali" dell’esperienza ecclesiale: comunità parrocchiali, famiglie, onlus, cooperatori, associazioni e movimenti, perché solo da loro, accompagnati da vescovi attenti ed illuminati, può nascere un nuovo inizio per l’esperienza della Chiesa in Italia e nel mondo. Il Festival, conclude Gentili, "sarà la chance, forse una delle ultime, per riscoprire e comunicare al nostro Paese il buono, il bello, il vero". Con la fine delle giustificazioni perbeniste che eliminano il confine tra il bene e il male e il senso di responsabilità, la fine di notizie e relazioni che esagerano, distorcono, e manipolano un messaggio anziché semplificarlo. E la fine del relativismo, "delle minoranze creative, delle maggioranze omologanti, dei falsi profeti, dei catto-confusi e delle religioni ad personam". Programma e info su www.festivaldsc.it.