LIGURIA

Formazione e occupazione

Presto un piano giovani per favorire la domanda lavorativa

Sarà presto operativo in Liguria il Piano giovani regionale: un pacchetto d’iniziative da 20,4 milioni di euro in grado di favorire la domanda lavorativa per giovani fra 16 e 34 anni, voluto per valorizzare una persona sul mercato del lavoro tramite il rafforzamento della capacità di cercare, trovare e mantenere un impiego. Il Piano mira, inoltre, a contenere la dispersione scolastica e a eliminare le forme di esclusione sociale.Avviare misure coordinate e incisive. Come evidenzia Renato Spinelli, coordinatore per la formazione professionale della Cisl Liguria, “lo scopo è superare la logica dei progetti a breve termine e delle sperimentazioni, per avviare misure e azioni tra loro coordinate e maggiormente incisive e rispondenti ai bisogni del territorio”. Con questa iniziativa, prosegue, “la Regione si attiverà per coordinarsi con eventuali altri interventi e fondi operanti sul tema allo scopo di non sovrapporsi mai e di rafforzarne l’efficacia”. Il Piano “costituirà un importante spunto per la prossima programmazione dei fondi comunitari”, visto che “allo stimolo delle azioni previste a titolarità regionale concorreranno fondi regionali, nazionali e comunitari”. Spinelli ricorda poi che il Piano consta di 5 ambiti d’intervento specifici: “Prevenire la dispersione scolastica e sostenere il successo formativo; favorire l’inclusione sociale e lavorativa dei giovani svantaggiati; migliorare l’occupabilità e favorire l’occupazione; promuovere lo sviluppo delle competenze e dell’innovazione; accrescere la qualità dell’occupazione”. Secondo Spinelli, la Regione Liguria “intende sperimentare un nuovo modello formativo integrato che può portare, se attivato, un grande beneficio ai giovani che ne sono coinvolti, ma anche alla rete degli attori formativi, educativi e istituzionali e delle imprese. Bisogna altresì evitare che per la ormai cronica mancanza di risorse venga chiesto a questi ultimi di attivare più azioni senza avere le risorse necessarie, rischiando così di svolgere male le attività attuali e peggio quelle aggiuntive”. Arginare la fuga dei giovani. “Gli interventi in preparazione al Piano giovani regionale sembrano andare nella direzione giusta per arginare l’emergenza lavorativa e la fuga dei giovani dalla nostra Regione” perché “la somma prevista appare consistente e, se ben impiegata, potrà portare dei buoni frutti”, afferma Giovanni Sollenni, presidente provinciale del Movimento cristiano lavoratori di Genova. L’auspicio è che le risorse investite “siano dirette a quei settori in cui alla formazione specifica possa fare seguito un’effettiva occupazione” e in tal senso “l’Amministrazione pubblica può essere un catalizzatore per avviare una collaborazione tra formazione e mondo del lavoro, che consenta di colmare alcune lacune tradizionali dell’attuale sistema, troppo lento ad adattarsi ai mutamenti”. Questo perché “il lavoro va favorito laddove esiste e ci sono reali prospettive occupazionali e di sviluppo”. Pieno apprezzamento, infine, per “la valorizzazione della persona nel mondo del lavoro, dal momento che è uno degli aspetti che il nostro Movimento sottolinea da sempre”. Personalizzare gli interventi. Di “significativa risposta” per contribuire al rafforzamento della condizione giovanile regionale, soprattutto per quanto concerne il miglioramento dell’occupazione e l’incremento dell’occupabilità”, parla Antonio Calcagno, direttore dell’agenzia di servizi formativi Aesseffe. Grazie al Piano “si potrà affrontare il complesso problema della condizione giovanile da più fronti e proporre soluzioni diverse in una logica di ‘personalizzazione’ delle risposte”. E questa è un’esigenza ben conosciuta da chi “come noi, lavora in questo settore come ente di formazione professionale e, in particolare nel mondo delle Acli, ha modo di verificare giornalmente quali siano le difficoltà della popolazione giovanile, soprattutto in questi tempi di pesante congiuntura economico-sociale”. “Sono diversi – per Calcagno – gli elementi che ci fanno apprezzare questa iniziativa. Innanzitutto il fatto che il Piano sia il frutto non solo di un’attenta analisi dei meri dati statistici strettamente connessi alla condizione economica, sociale e lavorativa della popolazione giovanile, ma soprattutto di uno studio ragionato delle migliori esperienze fin qui realizzate”. Un secondo aspetto “è l’integrazione e la connotazione di ‘rete’, perché consentirà di costruire ‘reti’ territoriali che si faranno carico dei diversi progetti, in cui pubblico, privato e parti sociali, ognuno per le sue competenze e responsabilità, porterà il proprio contributo per il raggiungimento degli obiettivi”. Infine, “altri aspetti significativi credo siano poi la già citata personalizzazione, la flessibilità, la ricerca di risposte concrete, l’innovazione”. a cura di Adriano Torti(19 settembre 2012)