CHIESE IN BREVE
Portogallo: settimana dell’educazione cristiana
Tra il 29 settembre e il 7 ottobre, la Chiesa cattolica portoghese organizza la Settimana nazionale dell’educazione cristiana invitando professori e catechisti a privilegiare il rafforzamento della fede all’interno delle proprie comunità. Con una specifica nota pastorale, la Commissione episcopale dell’Educazione cristiana e della Dottrina della fede (Ceecdf) ricorda ai responsabili diocesani “l’importanza di saper comunicare a bambini, adolescenti, giovani e adulti il mistero di Dio in cui credono”. “La fede cristiana comincia con un incontro: qualcuno che incontrò Gesù ci ha parlato di Lui e ce lo ha fatto conoscere. Da questo incontro può nascere una vera e sincera relazione di amicizia” scrive il presidente mons. António Francisco dos Santos. Subordinato al tema “Scoprire la solidità della fede: Urgenza e Missione”, il documento della Ceecdf afferma che “tutti hanno il diritto di conoscere il vero volto di Dio, e i cristiani hanno il dovere di mostrarlo, senza paura, mediante le parole e le opere”. Integrati nella comunità dei credenti, “gli educatori cattolici sono chiamati ad essere testimoni del messaggio della Chiesa, animati dall’amore che scaturisce dalla Parola di Dio”. In un mondo poco aperto al trascendente, “mancano persone capaci di ascoltare e accogliere profondamente il Vangelo, aiutando la società a crescere nell’amore di Dio” conclude la nota pastorale. Il programma della Settimana nazionale dell’educazione cristiana avrà come punto culminante le “Giornate nazionali dei catechisti”, che avranno luogo nel Centro pastorale Paolo VI di Fatima dal 5 al 7 ottobre. Altri importanti appuntamenti saranno costituiti dai pellegrinaggi delle scuole e degli educatori cattolici, che si svolgeranno rispettivamente il 29 settembre e il 7 ottobre.
Germania: la Chiesa nella società e nel mondo
Ci sono progressi nel processo di dialogo: lo ha affermato il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, a conclusione del forum sul dialogo nella Chiesa cattolica conclusosi ad Hannover il 15 settembre. Intervistato dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, l’arcivescovo di Monaco ha sottolineato che “la Chiesa è capace di futuro solo se va dove la manda il Signore: nelle ferite del mondo”. Questo punto, ha aggiunto, “è stato menzionato chiaramente e deve essere ora attuato nella quotidianità di tutti i partecipanti”. Secondo il card. Marx, “non possiamo pensare solo in modo religioso in senso stretto, ma dobbiamo tener presente tutta la realtà delle persone, in particolare dei poveri, dei deboli e dei malati. La società deve percepire che la Chiesa non è fine a se stessa ma è presente per tutti e serve le persone, ma forse non sempre come il mondo vorrebbe”. L’arcivescovo ha sollecitato “la ricerca di nuove vie” da parte dei vescovi nei confronti dei separati risposati, ribadendo “che occorre considerare il legame più grande del matrimonio con la famiglia”: “Non si può mettere in gioco il principio dell’indissolubilità del matrimonio ma dobbiamo al contempo tener presente la realtà del fallimento di molti matrimoni e trovare soluzioni in linea con il Vangelo”.
Slovacchia: 40.000 fedeli in pellegrinaggio
Circa 40.000 fedeli provenienti da tutta la Slovacchia si sono riuniti il 15 settembre a Sastin in occasione del pellegrinaggio nazionale al santuario della Madonna dei Sette Dolori, patrona della nazione slovacca. La celebrazione eucaristica è stata presieduta dal card. Jozef Tomko, prefetto emerito della Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli. “La nostra nazione ha la sua patrona e protettrice. La battaglia a difesa della moralità non è ancora finita e gli attuali tentativi di minarla, anche attraverso il sistema giuridico, incoraggiano i fedeli a rimanere all’erta”, ha detto il card. Tomko nell’omelia, riferendosi a problemi di corruzione, alcolismo, invidia e all’indebolimento dell’istituzione del matrimonio nel Paese. “Oggi non possiamo dare la colpa agli stranieri; questo è il prezzo da pagare per le nostre debolezze e i nostri mali”, ha continuato il cardinale, invitando i fedeli ad accogliere la Madre di Dio come Madre propria, perché “ci aiuta a preservare valori sani nella società”. Il card. Tomko, infine, ha respinto fermamente i tentativi dei politici di sopprimere la festa della Madonna dei Sette Dolori come festività nazionale, ricordando che questa festa è stata confermata dall’Accordo fondamentale tra la Santa Sede e la Repubblica slovacca.