MEDIA E MINORI
Il Senato ha approvato oggi la Convenzione di Lanzarote
"È stata una battaglia che come cattolici abbiamo sempre sostenuto e per questo accogliamo con grande piacere la ricezione delle nostre istanze". È il commento al Sir di Franco Mugerli, presidente uscente del Comitato di applicazione del Codice di autoregolamentazione media e minori e già presidente del Copercom, all’approvazione della Convenzione di Lanzarote per la protezione dei minori ratificata questa mattina dal Senato all’unanimità (262 sì). Per la ratifica si sono resi necessari 6 passaggi parlamentari, prima di arrivare al via libera definitivo. Il provvedimento introduce nel Codice penale italiano la parola pedofilia. In particolare, Mugerli evidenzia due aspetti previsti nel testo. Il primo riguarda l’introduzione nel Codice penale del reato di pedofilia e pedopornografia culturale: "Un passo avanti importante per superare un atteggiamento permissivo che talvolta tendeva a giustificare questa pratica aberrante. Basti pensare all’esperienza del partito dei pedofili in Olanda. L’introduzione nel Codice penale, con l’art. 414-bis, del reato di pedofilia e pedopornografia culturale – che punisce con la reclusione da tre a cinque anni chiunque, con qualsiasi mezzo, anche telematico, e con qualsiasi forma di espressione, istiga a commettere reati di prostituzione minorile, di pornografia minorile e detenzione di materiale pedopornografico, di violenza sessuale nei confronti di bambini e di corruzione di minore – è un traguardo da registrare positivamente".
"Altro punto che abbiamo sempre sollecitato", prosegue Mugerli, è "l’introduzione dell’art. 609 undecies, l’adescamento di minorenni o ‘grooming’". La normativa stabilisce che per adescamento si intende qualsiasi atto volto a carpire la fiducia del minore attraverso artifici, lusinghe o minacce posti in essere anche mediante l’utilizzo della rete Internet o di altre reti o mezzi di comunicazione: "Un altro pilastro della nostra battaglia culturale è stato recepito. Fino ad oggi l’adescamento non era punibile. Da questo punto di vista – ribadisce Mugerli -, esprimo grande soddisfazione. I due reati introdotti completano la normativa italiana, tra le più avanzate in Europa". Per il presidente uscente del Comitato media e minori, "l’unico rammarico riguarda i tanti anni trascorsi dalla Convenzione di Lanzarote": "Nonostante l’Italia sia stata tra i Paesi sottoscrittori, per la ratifica definitiva sono occorsi cinque anni e in questo periodo tanti minori non sono stati sufficientemente tutelati a causa della mancanza di una simile normativa. Ci auguriamo che aver colmato questa lacuna possa rendere più spedita anche l’azione della Polizia postale e di quanti sono preposti ai compiti di repressione". Infine un richiamo alla "responsabilità di famiglia ed educatori", perché "nessuno è esente dal pericolo" e per questo occorre stare "accanto ai minori e vigilare".
Convenzione di Lanzarote
La Convenzione di Lanzarote (testo in *.pdf: clicca qui) risponde alla necessità riscontrata dal Consiglio d’Europa di elaborare nuovi strumenti vincolanti per gli Stati membri del Cde nel contrasto allo sfruttamento e all’abuso sessuale dei minori. È stata adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa il 12 luglio 2007 ed aperta alla firma il 25 ottobre 2007 a Lanzarote. Allo stato attuale, il testo è stato sottoscritto da 41 Stati, tutti membri del Cde, tra i quali l’Italia, che l’ha sottoscritta il 7 novembre 2007. Sono 10 ad oggi gli Stati ad averla ratificata: Albania, Danimarca, Francia, Grecia, Italia, Malta, Olanda, San Marino, Serbia e Spagna. Avendo raggiunto l’obiettivo di 5 ratifiche, la Convenzione è entrata in vigore il 1 luglio 2010.
Si tratta di un documento con il quale i Paesi aderenti si impegnano a rafforzare la protezione dei minori contro lo sfruttamento e l’abuso sessuale, adottando criteri e misure comuni sia per la prevenzione del fenomeno, sia per il perseguimento dei rei, nonché per la tutela delle vittime.
La Convenzione ha un grande impatto etico, culturale e sociale perché gli Stati aderenti si sono impegnati ad armonizzare i propri ordinamenti giuridici, modificando, quando necessario, il diritto penale nazionale.
L’obiettivo è contrastare quei reati che, come la pedopornografia, sempre più spesso vengono compiuti con l’ausilio delle moderne tecnologie e sono consumati al di fuori dai confini nazionali del Paese di origine del reo.