CATTOLICI E POLITICA

Riprogettare il cammino

Benedetto XVI questa mattina all’Internazionale Democratico Cristiana

Parte dalla crisi, il Papa, e cita la Caritas in veritate: "ci obbliga a riprogettare il nostro cammino". Così gli indirizzi, i principi della tradizione ormai più che secolare della democrazia cristiana in Europa e nel mondo hanno rinnovata attualità. Ricevendo il comitato esecutivo dell’Internazionale Democratico Cristiana, presieduta dall’italiano Casini, il Papa ritorna sull’appello all’impegno politico, "assumendo con realismo, fiducia e speranza le nuove emergenti responsabilità".
Ovviamente il Papa non entra nel merito delle questioni politiche, delle leadership e delle proposte programmatiche, ma traccia uno schema molto chiaro, per quanto riguarda i contenuti.
Parte dalla crisi, che è alla radice della crisi finanziaria, proprio per assenza di basi etiche di un mercato globale che era sembrato autoreferenziale. Invece no: non si può fare a meno, proprio per la sostenibilità economica del mercato, di un "fondamento etico". Insomma: "nell’ordinare le cose ci si deve adeguare all’ordine delle persone e non il contrario", parola del Concilio. Sono passati cinquant’anni, dall’età del "boom" a quella della crisi, ma bisogna sempre cominciare a partire da qui. E’ il compito della politica, della buona politica.
Che, proprio per avere successo, deve puntare sugli "interessi più vitali e delicati della persona". Quello che si definisce "populismo" o "antipolitica" nasce proprio, alla radice, dalla cattiva politica, degradata a piccolo cabotaggio di gestione di interessi gretti e meschini o a vuota retorica, o all’inseguimento delle più diverse pulsioni individualistiche.
Benedetto XVI parla della vita, del rispetto della vita in tutte le sue fasi, del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, della famiglia come primo e fondamentale luogo dell’educazione e base della convivenza sociale. Si comincia di qui: sono i fondamenti della società e nello stesso tempo la base della felicità. E’ un passaggio che bisogna sottolineare. Quando declina quelli che in altre occasioni ha chiamato i "principi non negoziabili", il Papa non ricorda dei precetti, non fa il censore, ma indica una concreta prospettiva di vita buona e di felicità. I "no" che ripete sono prima di tutto dei "sì", perché senza queste basi è difficile costruire. Per questo è necessario in concreto sostenere vita, famiglia e matrimonio, ed educazione. E’ un preciso interesse della politica, della buona politica.
La crisi sta mostrando che una certa idea di progresso porta ad un vicolo cieco: l’isolamento individualistico "fonte di sofferenza e di inaridimento sia per il singolo sia per la stessa comunità".Ma mette tutti di fronte alla responsabilità di dare delle risposte. Ovviamente in primo luogo chi ha un ruolo di responsabilità. Il messaggio all’Internazionale Dc è fiducioso, così come l’incoraggiamento. Che comunque mette tutti di fronte alla prova dei fatti.