SETTIMANA SOCIALE

Portatrice di speranza

Presentata oggi a Torino la 47ª edizione, dedicata alla famiglia

Dopo Reggio Calabria, nel 2010, arriveranno al Nord, nel 2013, le Settimane Sociali dei cattolici italiani, per ribadire nella loro 47ª edizione che la famiglia è "indispensabile" per guardare al futuro. L’appuntamento, presentato questa mattina al Palazzo di città di Torino, sarà dal 12 al 15 settembre 2013 nel capoluogo piemontese e ha per tema "Famiglia: speranza e futuro per la società italiana", come ha annunciato l’arcivescovo di Cagliari e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, mons. Arrigo Miglio.

Risorsa fondamentale. Il presidente del Comitato è partito dal ricordo di Reggio Calabria e dell’"Agenda di speranza per il futuro del Paese" scaturita in quella circostanza – laddove il tema della famiglia "era trasversale in vari punti, dal problema dell’impresa e del fisco a quello dell’educazione e degli immigrati" – per giungere alla prossima edizione, che proprio della famiglia farà il suo centro. "In questi ultimi anni – ha ricordato mons. Miglio – si è chiesto e si chiede sempre molto alla famiglia", mentre si scontano "molti ritardi dal punto di vista politico e legislativo, maggiori rispetto a vari altri Paesi europei". Al contempo "molte famiglie non ce la fanno più": "lo sanno bene le parrocchie e le Caritas" e ne ha recentemente parlato pure il presidente della Cei. Il vescovo ha fatto memoria della crisi demografica e di come le famiglie d’immigrati portino "gli stessi pesi, molte volte accresciuti", rispetto a quelle italiane. Da qui partirà la Settimana Sociale 2013, "per dire anzitutto che la famiglia può e deve essere una risorsa fondamentale per il futuro del Paese e quindi portatrice di speranza. Il Paese – ha evidenziato – ha bisogno di riscoprire la famiglia come soggetto primario della società civile, portatrice di diritti educativi e sociali che le vanno riconosciuti in modo adeguato e concreto; non si tratta di concessioni, ma di riconoscimenti".

Per il rilancio del Paese. Guardando allo specifico torinese, ma non solo, di "occasione straordinaria" e "strumento capace di stimolare il rilancio del nostro Paese in momenti particolarmente difficili come quello attuale" ha parlato l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia. "Torino – ha richiamato – ha sempre dimostrato di essere un interessante laboratorio d’idee e azioni innovative nell’ambito economico, sociale e politico. La cultura del nostro territorio, composta certamente di diverse sfaccettature, ha espresso nel tempo, anche grazie alle sue profonde radici religiose, figure straordinarie di santi che hanno tradotto in modo mirabile il loro essere discepoli di Cristo negli ambiti sociali più diversi, con particolare riferimento al lavoro e all’educazione dei giovani". L’arcivescovo ha quindi sottolineato lo "stile" del "fare insieme", da perseguire nel cammino di preparazione dell’evento.

Una proposta forte. Venendo al tema della Settimana Sociale, mons. Nosiglia ha precisato come la famiglia sia "un luogo educativo privilegiato da sostenere e da curare, dove si sperimenta naturalmente il concetto di solidarietà e di bene comune, che sappiamo essere il collante valoriale fondamentale della convivenza civile". Il 2013 – che "vedrà anche un vivace dibattito sulla libertà religiosa in occasione del XVIII centenario dell’editto di Costantino" – sarà occasione per "una proposta forte che comprenda l’annuncio del Vangelo della famiglia", presentandola "come cellula primaria e fondamentale della vita sociale e come portatrice di diritti, anzitutto della libertà educativa, in base ai quali esigere politiche adeguate, larga attenzione e speciale rispetto da parte dello Stato". Tutto ciò, però, avendo l’obiettivo "di creare spazi d’ascolto e di dialogo autentici – ha ribadito l’arcivescovo di Torino – capaci, soprattutto in questo momento storico, d’infondere ragioni di speranza e di fiducia indispensabili per la convivenza civile", aprendosi "al dialogo con tutte le componenti della società civile a partire da una storia condivisa".

Risorsa necessaria. A sottolineare il "grandissimo rilievo" del tema scelto pure il sindaco di Torino, Piero Fassino, che ha osservato come questa "fase di crisi economica e sociale" sottoponga "la famiglia a sfide e tensioni molto acute". Garantendo che "la città accompagnerà questo evento", il sindaco ha pure auspicato un intervento della politica volto sempre più a "riconoscere il ruolo sociale della famiglia". Tanto più che, ha messo in guardia mons. Domenico Pompili, direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali e sottosegretario della Cei, moderando la conferenza, "non manca ai nostri giorni chi ne metta in dubbio, ancor prima che l’identità, la stessa necessità", magari asserendone "l’inutilità sociale", e "di qui il passo a sostenere politiche sociali ed economiche in cui la famiglia sarebbe trattata al pari di altre forme di unione è veramente breve". Viceversa, la Settimana Sociale "muove precisamente dall’intento contrario, cioè dalla consapevolezza che la famiglia è una risorsa", un "bene relazionale" necessario, "luogo indispensabile per apprendere le ‘virtù sociali’ che rendono possibile la felicità pubblica".

a cura di Francesco Rossi, inviato Sir a Torino