ANZIANI DIGITALI

Voglia di esserci

Auser: internet e computer per stare e fare di più insieme

È partita da Genova, dalla VI edizione de "La Città che apprende", la nuova sfida culturale dell’Auser: una campagna di iniziative, corsi, attività per aiutare gi anziani a superare l’analfabetismo digitale. Perché, per l’Auser, "l’accesso alla rete è un diritto di cittadinanza, ma milioni di persone, fra cui molti anziani, hanno competenze insufficienti o assenti per vivere in una società sempre più complicata". L’Auser darà il suo contributo a questa battaglia, attraverso la sua rete di 83 università popolari e 420 circoli culturali sparsi in tutta Italia, alle cui attività partecipano oltre 100.000 iscritti ogni anno.

Una piattaforma digitale. I dati Istat, ha ricordato a Genova Patrizia Mattioli di Auser nazionale, raccontano di una generazione di giovani "nativi digitali" che rientra nella media europea, ma "il 50% di adulti over 40 non possiede un computer né sa usare le e-mail. Un dato che si accentua con il progredire dell’età: tra i 60-64 anni solo il 27% sa usare il computer a livello base, tra i 65-74 anni il 12%, fino a raggiungere il 3% negli over 75. Un analfabetismo digitale alto, specie se paragonato al resto d’Europa e agli Stati Uniti". Tra le iniziate messe lanciate dalla "Città che apprende", la piattaforma digitale "Timu – la vita che dura", che Auser con la Fondazione Ahref e la Fondazione Di Vittorio ha attivato in coincidenza con la manifestazione di Genova. La piattaforma sarà un luogo stabile di narrazioni di storie ed esperienze di vita, testimonianze del proprio vissuto, condivisione di foto, filmati. Una piattaforma aperta a tutti, anziani e non, un luogo virtuale per incontrarsi e conoscersi, che si affiancherà ai luoghi reali di incontro fra le persone. "Grazie a questa piattaforma – ha sottolineato Mattioli – ci parleremo più spesso, ci racconteremo, contrasteremo gli stereotipi che ancora sopravvivono". "Un ulteriore impegno che indichiamo – ha proseguito Mattioli – è inserire in modo stabile, nei programmi e nelle iniziative delle università popolari e dei circoli culturali, temi e contenuti relativi al mondo della comunicazione e dell’informazione".

Nuove opportunità. "Nel mondo della comunicazione tutto corre veloce. Conoscere ed essere informati è importante e il tema della democrazia dell’informazione assume un ruolo centrale per la vita democratica dei cittadini e del Paese. Per questo, occorre aiutare chi resta indietro e rischia di essere tagliato fuori. Chi rischia di più sono gli anziani, ma è proprio questa la fascia di popolazione che può trarre maggiori benefici dalla digitalizzazione dell’attività della vita quotidiana", ha rilevato il presidente nazionale Auser, Michele Mangano. "Uno dei nostri compiti – ha aggiunto – è aiutare gli anziani a entrare in modo consapevole dentro queste nuove opportunità". Lo strumento principale per avvalersi di queste opportunità, per Mangano, "è e rimane l’apprendimento permanente come mezzo di aggiornamento e di nuove conoscenze". Sono molti gli over 65 che vorrebbero imparare a usare il computer e non riescono a soddisfare questo bisogno, una "domanda silente che va intercettata", per l’Auser. Infatti, ha affermato Mangano, snocciolando alcuni dati, "il 9,8% e il 12% delle persone anziane usa il computer e si collega o pensa di collegarsi a internet. C’è un altro 8,9% che ritiene di volerlo fare nell’immediato futuro. Vi è un recupero di volontà che si è manifestato via via nel tempo per quanto riguarda l’acquisizione e l’uso degli strumenti di comunicazione evoluti che sono posseduti dalle persone mature". Lo stesso accesso a internet è molto apprezzato tra gli over 65, "soprattutto per ricevere informazioni sui servizi della pubblica amministrazione e sul servizio sanitario nazionale".

Vincere la solitudine. Uno degli obiettivi più importanti, ha evidenziato il presidente dell’Auser, è "acquisire o mantenere – anche attraverso questi strumenti – l’autonomia di movimento; la voglia e la possibilità di essere attivi nella comunità in cui si vive; essere utili a se stessi e agli altri. In questo contesto, il rapporto con il computer e con internet comincia ad assumere un rilievo non più marginale". Occorre inoltre costruire "una piattaforma comune per la generazione matura per condividere l’esigenza di guardare alle persone in età avanzata non solo come soggetti passivi, ma come persone che sono, a un tempo, consumatori di prodotti di comunicazione e cittadini attivi, vitali, desiderosi di contare di più". È necessario "inserire le persone anziane in un ampio sistema di relazioni, in cui essi insieme con gli altri possono svolgere un ruolo attivo e sconfiggere la sindrome della solitudine anche e non solo attraverso internet e il computer". "La nostra sfida – ha concluso Mangano – si concretizzerà nel costruire una tecnica di avvicinamento e di accompagnamento al sistema digitale per le persone mature per aiutarle ad attrezzarsi per sostenere meglio le sfide che la modernità impone. I nostri obiettivi saranno l’alfabetizzazione digitale, l’alfabetizzazione funzionale, iniziative culturali e corsi di aggiornamento sul tema della comunicazione, metodologie didattiche appropriate".