GERMANIA
A Fulda la sessione autunnale dell’assemblea plenaria dei vescovi
Si è conclusa il 28 settembre a Fulda la sessione autunnale dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). All’incontro hanno preso parte i 66 vescovi della Chiesa cattolica tedesca. Molte le questioni attuali all’ordine del giorno, tra cui il processo di dialogo all’interno della Chiesa, la posizione dei separati risposati, il ruolo della donna nella Chiesa e la trasmissione della fede nella lezione di religione nelle scuole e nelle parrocchie. Nella plenaria appena conclusa sono stati delineati nuovi scenari di speranza dopo il recente periodo di crisi scaturita dallo scandalo degli abusi. Presentiamo una breve sintesi dei punti salienti trattati nel corso della plenaria.
Il presente. Sulla situazione attuale del cristianesimo in Europa, mons. Robert Zollitsch, presidente della Dbk, ha affermato che esso continua ad esercitare il proprio influsso e che “la secolarizzazione non è un fenomeno puramente negativo”: infatti, “il processo di secolarizzazione ha dischiuso in Europa sia per l’individuo che per la Chiesa grandi potenziali di libertà. Anzi, il cristianesimo stesso ha messo a disposizione importanti presupposti di pensiero che hanno consentito una secolarizzazione intesa rettamente”. Allo stesso tempo, è necessario “confrontarsi in modo critico nei confronti di quelle tendenze alla secolarizzazione in cui la fede viene relegate a qualcosa di puramente privato e che viene escluse dalla discussione pubblica”. “Queste forme di scristianizzazione della società”, ha ribadito mons. Zollitsch, “pongono la Chiesa davanti a una sfida particolare a dimostrare la sua capacità di dialogo per aprire anche oggi percorsi praticabili verso i luoghi della vita”. L’arcivescovo ha menzionato il Congresso eucaristico previsto per il 2013 a Colonia come occasione per riaffermare il ruolo della Chiesa: l’evento, ha affermato, “ha un’importanza particolare poiché contribuisce a mettere nuovamente Cristo stesso al centro della pastorale”.
Affrontare le sfide. Per contrastare il problema dell'”indifferenza religiosa”, che definisce “un particolare segno dei tempi”, mons. Zollitsch ha illustrato una “serie di impulsi missionari che sembrano adatti ad affrontare le sfide della società post-moderna: “corsi di fede” per adulti, “pastorale del tempo libero”, “pastorale cittadina o del pellegrinaggio”. “Anche la maggior attenzione verso l’istruzione religiosa negli asili e nella scuola, così come le diverse forme della presenza della Chiesa in Internet, la realizzazione artistica delle Chiese e il crescente valore attribuito alla meditazione dimostrano una consapevolezza attenta per una pastorale più contemplativa e comunicativa, che osa il dialogo spirituale”. Occorre in ogni caso che il “punto di partenza della missio apostolica” sia “una vita apostolica, che vive di un rapporto vitale con Cristo”. Per quanto riguarda la pastorale delle parrocchie, mons. Zollitsch ha auspicato “una nuova consapevolezza nella corresponsabilità per la Chiesa nel suo complesso e come rete della fede, che si adegua alla situazione sociale mutata” e ha affermato che “il prestigio della Chiesa dipende dalla credibilità di ogni cristiano, dalle persone che vivono e testimoniano la propria fede con umile consapevolezza, che si adoperano per gli altri e per i deboli, difendendo coraggiosamente le proprie convinzioni di coscienza anche quando non vengono lodate pubblicamente per esse”.
Continuare il processo di dialogo. Mons. Zollitsch ha riferito che i vescovi hanno discusso anche dell’incontro del 14-15 settembre ad Hannover in prosecuzione del processo di dialogo all’interno della Chiesa cattolica, iniziato a Mannheim nel 2011. “In quest’anno abbiamo affrontato in particolare la speranza di una vicinanza viva della Chiesa nei confronti dei bisognosi e la questione di un impegno sociale forte”, ha spiegato l’arcivescovo. Mons. Zollitsch si è poi soffermato sul tema dei separati divorziati, che ha definito “una questione urgente anche per i vescovi: è ora che cambi qualcosa”. Per affrontare la questione in maniera più approfondita, durante l’assemblea, i vescovi hanno istituito un gruppo di lavoro che dovrà elaborare proposte in merito. Un’opera che richiede pazienza, poiché “occorre chiarire delle questioni teologiche difficili”, sulle quali l’arcivescovo intende dialogare anche con Roma nelle prossime settimane. Il presidente della Dbk ha ricordato la posizione più volte ribadita dai vescovi sull’indissolubilità del matrimonio: allo stesso tempo, la Chiesa “deve rivolgersi al numero crescente di persone che dopo aver divorziato hanno contratto un secondo matrimonio civile”. “Le comunità cattoliche devono fare il possibile affinché i separati risposati si sentano amati e accettati”, ha dichiarato mons. Zollitsch, sottolineando che queste persone “non sono outsider, anche se non possono ricevere l’assoluzione e l’Eucaristia”.