CRISI ECONOMICA
Spagna: dai vescovi un messaggio al Paese ma anche all’Europa
"Di fronte alla crisi, la solidarietà". È il titolo della Dichiarazione sulla attuale situazione sociale ed economica, approvato dai vescovi spagnoli, durante la CCXXV riunione della Commissione permanente della Conferenza episcopale spagnola (Cee), che si è svolta nei giorni scorsi a Madrid.
Per il ben comune. Con questo documento, i vescovi vogliono esprimere, ancora una volta, il sentimento della Chiesa in Spagna "per la grave situazione che stiamo affrontando, e prestare la sua voce all’esortazione e alla chiarezza, come già sta facendo dal 2008 incoraggiando a gesti di carità, come donazioni straordinarie alla Caritas e con documenti come la Dichiarazione di fronte alla crisi morale ed economica del 2009". Anche nell’attuale piano pastorale della Cee approvato quest’anno, c’è l’invito a "continuare la riflessione e a ringraziare e incoraggiare la carità effettiva, che passa dalle parole ai fatti". Ora, con la nuova Dichiarazione, i vescovi si riferiscono alla situazione attuale: "Temiamo che la crisi, o almeno le sue consegnuenze, non abbia ancora dispiegato fino in fondo i suoi effetti". Riconoscono il grande sforzo che molte persone stanno facendo nel mezzo della difficoltà, e chiedono alle autorità di "garantire che i costi della crisi non ricadano sui più deboli". "Non è ignoto ad alcuno – dicono – che la tensione sociale cresce e che alcune proposte politiche hanno aggiunto elementi di preoccupazione in tempi già di per sé difficili. In questa situazione, riteniamo che sia nostro dovere rivolgere in particolare ai cattolici, ma anche a tutti coloro che desiderano ascoltarci, parole che vogliono portare la luce e l’incoraggiamento nello sforzo che è particolarmente necessario per il raggiungimento del bene comune". I vescovi lo fanno rivolgendo a tutti un triplo invito: alla fede, alla carità e alla speranza.
Non approfittare del disagio. "Prima di tutto, invitiamo alla fede – sottolineano i vescovi – perché quando si chiude l’orizzonte della fede, alla vera conoscenza e all’amore di Dio, il cuore dell’uomo si rimpiccolisce. Non sarà possibile perseguire il bene e uscire dalla crisi in modo permanente senza uomini retti, se non convertiamo il cuore a Dio". "Invitiamo anche alla carità", continua il testo, citando la lettera enciclica del Papa "Porta fidei", perché "la fede, senza la carità non porta frutto e la carità senza la fede sarebbe un sentimento sempre alla mercé del dubbio". I vescovi evidenziano che la carità si esprime in molti modi rispetto al prossimo perché copre tutte le dimensioni della vita: personale, familiare, sociale e politico, e sottolineano che uno degli aspetti più dolorosi e inquietanti della situazione attuale è il modo in cui i giovani stanno soffrendo in modo più intenso gli effetti della crisi e sono colpiti dalla mancanza di lavoro in percentuali difficili da sopportare. Facendo riferimento alla carità che riguarda direttamente le relazioni politiche, dicono che "il malessere sociale e politico dovrebbe essere per tutti un diritto alla ricerca sincera del bene comune e al lavoro per costruirlo insieme". Questo disagio non dovrebbe essere alimentato come scusa per promuovere un interesse politico o economico particolare, a scapito dell’interesse generale, cercando di sfruttare a proprio vantaggio il loro malcontento e sofferenza di molti".
Il bene dell’unità. Ricordando l’Istruzione pastorale "Orientamenti morali di fronte alla situazione attuale in Spagna" del 2006, i vescovi hanno chiarito: "Riconoscendo, in linea di principio, la legittimità delle posizioni nazionaliste sinceramente attente al bene comune, c’è anche una chiamata alla responsabilità per il bene comune di tutta la Spagna che è oggi è necessario ricordare. Nessuno dei popoli o delle regioni che fanno parte dello Stato spagnolo potrebbe intendersi, come lo è oggi, se non fosse stato parte della lunga storia di unità culturale e politica di questa antica nazione che è la Spagna. Proposte politiche volte alla disintegrazione unilaterale di questa unità ci preoccupano molto. Al contrario, invitiamo vivamente al dialogo tra tutti gli interlocutori politici e sociali. Si deve conservare il bene dell’unità, allo stesso tempo quello della ricca diversità dei popoli della Spagna".
Piccoli gesti. "La crisi – affermano – può essere anche l’occasione per il compito appassionante di migliorare i nostri costumi e andare assumendo uno stile di vita più responsabile del bene della famiglia, dei vicini e della comunità politica. La virtù teologale della speranza alimenta le speranze umane di migliorare, di non cedere allo scoraggiamento". "La comunità vuole e deve essere un segno di speranza" e i vescovi, concludono la Dichiarazione esortando tutti a dare "nella nostra vita segni di speranza agli altri, non importa quanto piccoli siano". In particolare, chiedono un aiuto per quelle famiglie che non possono permettersi di pagare per le loro case e sono sfrattati.