FRIULI VENEZIA GIULIA
Sostegni nel disagio ma non ancora rivolti alla formazione di nuovi nuclei
Nove milioni di euro saranno destinati, in Friuli Venezia Giulia, allo sviluppo e al consolidamento del sistema integrato di servizi socio-educativi per la prima infanzia e a interventi di sostegno a favore delle famiglie numerose. La novità è stata comunicata dall’Amministrazione regionale in seguito alla stipula di un accordo con la Presidenza del consiglio dei ministri-Dipartimento politiche per la famiglia: un passo rilevante, che conferma una forte sintonia tra l’azione regionale per la famiglia e quella valutata a livello nazionale. Grazie a questo stanziamento saranno sostenuti due interventi previsti dalla legge regionale 11 del 2006, che disciplina gli interventi a sostegno della famiglia e della genitorialità, e dal Piano regionale per la famiglia.Le linee d’intervento. Con la prima azione verrà offerto un supporto specifico alle famiglie con quattro o più figli a carico, una realtà fortemente presente in Friuli Venezia Giulia: attualmente sono registrati circa 1.500 nuclei familiari di questo tipo, di cui 1.132 con 4 figli, 230 con 5, 74 con 6, 33 con 7, 8 con 8, 11 con 9, 2 con 10 e, non da ultimo, 3 famiglie hanno da 11 a 15 figli. Per queste realtà verrà applicata una cifra aggiuntiva di 1.093.450 euro al panel d’interventi inclusi nei parametri della Carta famiglia (strumento a sostegno delle famiglie con figli a carico che prevede agevolazioni e riduzioni di costi e tariffe di beni e servizi o riduzioni d’imposte e tasse locali). Con il secondo intervento verrà sostenuto l’accesso ai servizi educativi per la prima infanzia, attraverso la riduzione indiretta dei costi a carico delle famiglie mediante contributi alla gestione delle strutture. Grazie alla sottoscrizione dell’accordo il Dipartimento politiche per la famiglia erogherà al Friuli Venezia Giulia 2,193 milioni di euro; per quanto riguarda i servizi educativi per l’infanzia la quota statale, pari a 1,2 milioni di euro, andrà ad aggiungersi ai 7 milioni già messi a bilancio per il 2012 dalla Regione, mentre per il supporto alle famiglie numerose il cofinanziamento regionale sarà di 100 mila euro, a fronte di un impegno statale di 993.450 euro.Il problema del limite Isee. Parallelamente a questi interventi la Regione ha annunciato che sta operando per far sì che la Carta famiglia possa essere utilizzata anche per accedere all’acquisto di beni e servizi a prezzi agevolati, con sconti assicurati dai venditori. Al momento questo ammortizzatore sociale si conferma il principale strumento regionale a sostegno delle famiglie con figli a carico e ha registrato un aumento del 19% nel numero dei beneficiari rispetto al 2011. La proposta è stata accolta positivamente dal Forum delle famiglie della Regione Friuli Venezia Giulia. Il suo presidente Giancarlo Biasoni, infatti, ha espresso “un giudizio sostanzialmente positivo sugli interventi effettuati. Si rileva tuttavia che lo strumento della Carta famiglia, puramente assistenziale, andrebbe ampliato per quanto riguarda il limite Isee: ci sono famiglie che, con un limite Isee di 30 mila euro e tre familiari a carico, considerate quindi famiglie non numerose, non possono beneficiare di tale intervento e certamente non possono essere considerate ricche”.Non solo emergenze. “Gli interventi della Regione a favore delle famiglie, di sostegno nel pagamento delle bollette elettriche, di aiuto per le famiglie numerose e di sostegno agli istituti educativi dell’infanzia, sono accolti con molto favore da parte delle associazioni familiari e dai servizi di pastorale familiare delle diocesi – afferma Renzo Boldrini, responsabile della Commissione famiglia e vita della Conferenza episcopale del Triveneto -; dobbiamo però notare che gli interventi puntano in gran parte a tamponare le emergenze e il disagio. Riteniamo che sarebbero opportune iniziative che favoriscano il nascere delle famiglie e la loro formazione, nella relazione di coppia e tra genitori e figli, per esempio. Probabilmente un’attenta e precisa attività di prevenzione, data da proposte formative e di sostegno psicologico ed educativo, eviterebbe il nascere di conflitti insuperabili e relativi guai economici”. Oltre al senso di emergenza rilevato da Boldrini, rimane una certa preoccupazione anche per quanto riguarda le famiglie numerose, molto presenti sul territorio ma che, come sottolineato dalla portavoce della Commissione per la famiglia dell’arcidiocesi di Gorizia, Antonella Bernt, “si trovano a vivere un impatto sociale molto forte, finendo quasi con l’essere catalogate dalla stessa società quasi fossero dei rappresentanti di qualcosa di strano, inusuale. Oltre a ciò si trovano a vivere in questo momento delle gravi difficoltà: se i problemi economici ci sono per tutti, nel loro caso sono sicuramente amplificati”.a cura di Selina Trevisan(15 ottobre 2012)