EUROPA E SINODO

Nella pubblica piazza

Gli interventi dei vescovi europei nell’aula sinodale (2)

Anche di Chiesa e società, matrimonio e famiglia, secolarizzazione e desiderio di senso hanno parlato i padri sinodali europei intervenuti in aula.

Chiesa, società e media. “La Chiesa non deve temere di mostrarsi al mondo, di esporsi allo sguardo della società. Essa deve essere nelle istituzioni, nelle finanze, nel modo di esprimersi con chiarezza, un testimone udibile e credibile”. Il monito è di mons. Pascal Wintzer, arcivescovo di Poitiers (Francia), intervenuto il 10 ottobre, per il quale “si tratta di guardare avanti, di vivere e di comunicare ciò che costituisce la gioia della Chiesa: il suo Signore”. Nella sua riflessione del 12 ottobre, mons. Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk-Mohilev (Bielorussia), si è soffermato sui media come strumenti di nuova evangelizzazione all’interno del Paese: due case editrici, tre giornali, sette riviste, un uso sempre maggior di Internet e il sito www.catholic.by che, ha spiegato, “offre materiali informativi, catechistici e culturali in cinque lingue”. Mons. Kondrusiewicz ha quindi annunciato l’imminente avvio delle trasmissioni di “Radio Maria”. “La Chiesa, per essere evangelizzatrice, deve essere mediatica. Nel nuovo ambito di vita creato dalle tecnologie informatiche noi siamo chiamati a predicare la parola di Dio e ad annunciare Cristo”: in questo “sta il senso profondo della nuova evangelizzazione. Nella nuova cultura secolarizzata i mezzi di comunicazione sociale devono essere in grado di aiutare la Chiesa ad essere davvero evangelizzatrice e missionaria”, secondo le “esigenze del tempo, quando è necessario non soltanto battezzare i convertiti, ma anche convertire i battezzati”.

Persona umana, matrimonio e famiglia. “Il primo successo della nuova evangelizzazione sarà il ritorno della dignità alla famiglia” come “nido d’amore, di solidarietà e unità”, ma la nuova evangelizzazione “avrà successo se riuscirà” a ripristinare “il valore della sacralità del matrimonio”. Parola di mons. Vinko Puljic, arcivescovo di Vrhbosna (Bosnia ed Erzegovina), intervenuto il 10 ottobre. Secondo mons. Puljic, la chiave dell’evangelizzazione “è l’incontro con Cristo”, e ciò avviene attraverso la fede di cui “la famiglia è il più forte testimone” perché “la trasmette con il cuore”, ossia “con ciò che è che” più che “con ciò che dice”. Per mons. Philip Tartaglia, arcivescovo di Glasgow (Scozia), nel Paese “la nuova evangelizzazione è già all’opera come impulso generale verso il rinnovamento della fede”. Parlando ai padri sinodali il 12 ottobre, mons. Tartaglia ha auspicato una “testimonianza di Cristo, del suo Vangelo e della fede della Chiesa con nuova franchezza, nuovo coraggio e nuova speranza”. “Sulla base della recente esperienza nella difesa e nella promozione del matrimonio come unione unicamente tra un uomo e una donna – ha osservato – i vescovi scozzesi possono affermare che la maggioranza dei cattolici, molti altri cristiani e anche gli appartenenti ad altre fedi, rispondono in maniera positiva e si rallegrano nell’ascoltare la verità religiosa e morale esposta in modo chiaro, semplice e aperto”. Oggi, ha concluso, per “vivere una vita umana autentica”, “le persone, specialmente i giovani, hanno bisogno sia di verità sia di amore”.

Secolarizzazione e desiderio di significato. “È imprescindibile conoscere il ‘Sitz im Leben’ (il contesto vitale) della nuova evangelizzazione, se la si vuole impostare e realizzare in modo corretto. Il secolarismo è forse il suo segno più caratteristico”. L’affermazione, del 15 ottobre, è del card. Antonio María Rouco Varela, acivescovo di Madrid, presidente della Conferenza episcopale di Spagna. Dopo il Concilio Vaticano II, ha fatto notare, la “rivoluzione del ’68” ha “rilanciato e radicalizzato fino all’estremo” la “negazione della dignità di ogni essere umano”. Ma, l’interrogativo del porporato, “la Chiesa – vescovi, sacerdoti, religiosi e laici – è stata all’altezza di questa sfida?”. “Non ci siamo a volte lasciati influenzare dall’ideologia secolarista? Non ci è costato mostrare ciò che siamo e chi siamo dentro e fuori nella ‘pubblica piazza della storia’?”. Senza “l’esame di coscienza dei nostri peccati” e “la conversione del cuore” auspicati dal Papa, è il monito del card. Rouco Varela, “l’impegno di evangelizzare nuovamente sarebbe inutile”. Nonostante la secolarizzazione, nell’uomo “vi è un intimo desiderio di significato, che nel mondo moderno non è morto, ma è stato sovrastato e coperto, e tuttavia continua a ripresentarsi”. Ne è convinto mons. Robert Zollitsch, arcivescovo di Freiburg im Breisgau, presidente della Conferenza episcopale di Germania. “La nuova evangelizzazione – ha spiegato il 15 ottobre mons. Zollitsch – significa quindi aiutare le persone a portare alla luce questi rivoli di fede, accompagnarle nel loro cammino e aiutarle a scoprire le tracce di Dio nella vita quotidiana. Occorre cercare insieme la ‘veritas semper maior'” facendo “anzitutto sperimentare”, attraverso “il nostro comportamento, l’amore gratuito di Dio per ogni singolo uomo”.