CONSIGLIO EUROPEO
Passi avanti a Bruxelles su unione bancaria e Uem. Messaggio alla Grecia
“È stato un vertice produttivo. Dopo gli accordi sull’unione bancaria e un ulteriore passo verso l’unione economica e monetaria” (Uem), “abbiamo esaminato le azioni per la crescita e il lavoro. Molto resta da fare; la situazione è ancora preoccupante, dobbiamo agire per ridare fiducia agli attori economici e ai consumatori e per creare lavoro”. Herman Van Rompuy ha riassunto così le decisioni assunte dal Consiglio europeo del 18 e 19 ottobre Ue.
Vigilanza bancaria. La riunione dei 27 capi di Stato e di governo tenutasi a Bruxelles ha permesso di sciogliere alcuni nodi circa la risposta alla crisi, benché permangano non pochi elementi di incertezza. In sostanza la supervisione unica bancaria nell’Eurozona la cosiddetta “unione bancaria” dovrebbe concretizzarsi nel 2013, posto che entro la fine di quest’anno Consiglio ed Europarlamento dovranno varare un apposito testo legislativo entro il quadro dei trattati in vigore. Questo compito di vigilanza sarà affidato alla Banca centrale europea, che però dovrà nettamente distinguere la politica monetaria e di controllo sull’inflazione dalla stessa attività di supervisione. Dal vertice non è emersa alcuna indicazione sul “super commissario dell’euro”, in grado di porre veti ai bilanci nazionali, così come era stato proposto da Berlino. Per la tassa sulle transazioni finanziarie si attende una imminente proposta della Commissione, mentre sembra essere calato il silenzio, almeno per il momento, sugli eurobond. Tutte le trattative hanno dovuto fare i conti con una sorta di “sdoppiamento” del Consiglio europeo, che comprende i 27 Stati aderenti all’Ue, solo 17 dei quali utilizzano la moneta unica. Herman Van Rompuy, presidente dell’assise, ha più volte ribadito che si cercherà di “tenere insieme” gli interessi dell’Eurozona e quelli dell’Ue nel suo complesso.
Priorità alla ripresa. Van Rompuy al termine del summit ha quindi sottolineato alcuni settori prioritari in cui “occorre agire” per far ripartire l’economia dei Ventisette: “investimenti catalizzatori per la crescita”, mercato interno, opportunità commerciali, provvedimenti a favore del lavoro, “specialmente per i giovani”, politica industriale. Il prossimo Consiglio europeo ha confermato Van Rompuy – sarà a fine novembre e si concentrerà sul Quadro finanziario pluriennale; quello di metà dicembre rimetterà all’ordine del giorno la sorveglianza unica sulle banche e l’Uem. José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha invece spiegato: “Abbiamo compiuto molti progressi in questo vertice. Nelle prossime settimane lavoreremo per definire un calendario per l’unione economica e monetaria che presenteremo a dicembre. Ora, però, bisogna muoversi per favorire la crescita. I cittadini sperimentano ogni giorno situazioni dolorose e compiono molti sacrifici: ecco perché il patto per la crescita e il lavoro”, sottoscritto durante il summit di giugno, “deve diventare subito una realtà”. Il capo dell’Esecutivo ha annunciato che “la Commissione sta per lanciare una proposta di cooperazione rafforzata per concretizzare la tassa sulle transazioni finanziarie”.
Undici azioni. “Il Patto per la crescita e l’occupazione convenuto lo scorso giugno costituisce il quadro generale per l’adozione di misure a livello nazionale, della zona euro” e dell’Ue27, “con mobilitazione di tutti gli strumenti, leve e politiche. Tutti gli impegni che vi sono delineati devono essere onorati pienamente e rapidamente”. Le “Conclusioni” documento ufficiale che raccoglie le decisioni assunte dal Consiglio europeo confermano che gli Stati membri si sono nuovamente impegnati a dar corso, diversamente da come hanno fatto sinora, alle azioni da loro stessi convenute per stimolare il rilancio dell’economia e il lavoro. I punti per realizzare il Patto per la crescita e l’occupazione sono 11: investire nella crescita (pacchetto di finanziamenti per 120 miliardi, reindirizzo dei fondi strutturali, varo dei project bond per investimenti mirati, adeguato Quadro finanziario pluriennale), rafforzare il mercato unico, “collegare l’Europa” (reti, infrastrutture), mercato unico digitale entro il 2015, maggiori investimenti in ricerca e innovazione, accrescere la competitività dell’industria, normative favorevoli per la ripresa, politica fiscale, promozione del lavoro e dell’inclusione sociale, attuazione della strategia Europa 2020, valorizzazione delle potenzialità commerciali.
Mano tesa ad Atene. I leader dei Paesi della moneta unica hanno inoltre inviato un messaggio distensivo alla Grecia: “Accogliamo con favore la determinazione del governo greco a rispettare i suoi impegni e plaudiamo ai notevoli sforzi profusi dal popolo greco”. Il segnale è stato indirizzato a un Paese dilaniato da scioperi e manifestazioni legati all’austerità imposta dal governo per affrontare la situazione dei conti pubblici. L’Eurozona afferma quindi: “Ci attendiamo che la Grecia prosegua le riforme di bilancio e strutturali”. Tali condizioni “consentiranno alla Grecia di realizzare una crescita rinnovata e ne assicureranno il futuro nella zona euro”.