CATTOLICI IN POLITICA

Con idee e impegni precisi

Continua oggi l’incontro ”Todi 2”

È iniziato ieri pomeriggio a Todi l’incontro organizzato dalle organizzazioni promotrici del Forum delle persone e della associazioni di ispirazione cattolica nel mondo del lavoro per "un rilancio della buona politica". In particolare, ieri sono stati presentati i lavori di gruppo su "Valori per lo sviluppo economico-sociale", "Dal Comune all’Europa per il rinnovamento istituzionale", "Nuovi motori per la crescita economico-sociale", "Per un welfare sussidiario con al centro le persone".

A servizio del Paese. "Un elemento che è emerso ieri pomeriggio è tantissima concretezza. C’è stato un buon avvio che indica che quanti sono venuti qui lo hanno fatto non per tattica, ma perché credono davvero di poter dare un contributo rispetto alla ricostruzione del Paese", spiega al Sir Andrea Olivero, presidente nazionale delle Acli, una delle organizzazioni promotrici. "In particolare, abbiamo lavorato ieri su alcune questioni strategiche – evidenzia Olivero -, dal tema della democrazia fondata sui valori, ad esempio vita e famiglia, all’economia, al welfare e alle riforme istituzionali da farsi". Tra le proposte emerse, "l’idea di creare un fondo patrimoniale di garanzia per gli investimenti strategici, chiedendo alla parte più ricca del Paese di investire per un determinato numero di anni sulla scommessa di crescita dell’Italia; l’idea di una serie di riforme come il federalismo solidale o il superamento del bicameralismo perfetto". C’è, secondo Olivero, "la voglia di stare dentro alle questioni con il nostro punto di vista e contestualmente il desiderio di superare la palpabile crisi che sentiamo intorno a noi, a partire da un nuovo protagonismo, che non è generico, altrimenti potremmo rischiare anche noi di finire nel politichese, ma che invece scaturisce dal fatto che abbiamo idee che pensiamo di poter mettere al servizio del Paese, con umiltà".

Proposte innovative. "Le proposte avanzate ieri pomeriggio sono di grande spessore e innovative: tutte le persone di buon senso e di buona volontà dovrebbero sottoscriverle", dice al Sir l’economista Stefano Zamagni, che è stato relatore per il gruppo sul welfare. "C’è unanime accordo – precisa l’economista – che non si può costituire un nuovo partito cattolico, ma anche la soluzione opposta, ossia continuare sulla via del pre-politico e della formazione, non è considerata più sufficiente, dato che le cose stanno peggiorando sul fronte del lavoro e della crescita". Allora, cosa fare? "Potrebbe prendere forma l’idea di presentarsi alle prossime elezioni con liste civiche su base territoriale, tra loro coordinate a livello nazionale, tutte con la stessa sigla. Questo, ovviamente, potrebbe servire, da un lato, a contarsi; dall’altro, a predisporre un pacchetto di seggi con i quali i responsabili di questa ipotetica lista andrebbero a stringere alleanze sulla base del programma di ‘Todi 2’, che tra qualche settimana sarà stampato. Se si raggiungesse una soglia critica indicata tra il 15 e il 20%, non ci sarebbe più un mondo cattolico subalterno" perché "sulle questioni di fondo i rapporti di forza cambierebbero". Rispetto a un anno fa, nota Zamagni, "lo schieramento politico è radicalmente cambiato. Ecco perché avere tra sei mesi, quando si andrà a votare, una forza non partitica, ma politica, con le percentuali ipotizzate prima, potrebbe essere decisivo per garantire l’equilibrio e la stabilità al Paese. Altrimenti, il rischio è che si vada a una situazione confusa. Nel frattempo, però, il nostro mondo soffre. Basti pensare a tanti ordini religiosi costretti a chiudere strutture". L’economista è "moderatamente ottimista": "È la prima volta che il mondo cattolico, nelle sue varie articolazioni e nel rispetto delle proprie identità, si trova unito. Già questo è quasi un miracolo".

Attenzione alla sussidiarietà. Anche Francesco Belletti, presidente nazionale del Forum delle associazioni familiari, ieri e oggi è a Todi. "Ieri – racconta al Sir – è emersa una grande attenzione a una prospettiva di sviluppo legato alla sussidiarietà, a una ripresa della libertà di iniziativa di tutti i soggetti sociali, con politiche di promozione della capacità di fare impresa e delle famiglie". "Dal mio punto di vista – chiarisce – c’è una logica giusta, che è di sostegno alle famiglie, con il fattore famiglia e le politiche fiscali. C’è stata poi la conferma di una netta attenzione ai valori non negoziabili, che sono stati definiti irrinunciabili, come valori antropologici, dell’umano. Sono nodi che saranno esplicitati nel documento finale". Un altro aspetto interessante, per Belletti, è "l’idea di mettere mano alla riforma dei sistemi istituzionali, anche con la proposta di un percorso di revisione costituzionale, per modernizzare l’assetto delle competenze delle varie istituzioni: Camera, Senato, ruolo delle Regioni e dei comuni. C’è la consapevolezza che oggi la politica e la pubblica amministrazione vanno riqualificate per uscire dalla crisi". Dalla prima giornata, conclude il presidente del Forum, "è venuto fuori un progetto culturale, che, per quanto non definitivo, è già di grande innovazione rispetto allo scenario con degli obiettivi molto concreti".