ILVA - TARANTO
Un incontro in cui diverse responsabilità si sono confrontate con i diritti di tutti
Un momento doveroso, sentito, emozionante. Il ministro della Salute, Renato Balduzzi, nel primo pomeriggio di oggi a Taranto ha presenziato a un incontro organizzato dall’arcivescovo della diocesi jonica, mons. Filippo Santoro, a cui sono stati chiamati a partecipare i coordinatori di associazioni laicali di volontariato del mondo della sanità, i ministri straordinari della consolazione, che si occupano di assistenza morale ai malati, e gli operatori sanitari del territorio. L’arcivescovo aveva convocato l’assemblea senza precisarne le motivazioni. Il chiarimento è arrivato subito quando ha spiegato: "Vi domanderete perché vi ho chiamati oggi, perché il pensiero ai sofferenti è parte integrante del mio ministero a Taranto fin dall’inizio. Il ministro farà una fotografia rapida sulla situazione in cui oggi ci troviamo, ci illustrerà i provvedimenti che verranno attuati e mi auguro che ci darà anche degli orizzonti di speranza verso cui tendere. La nostra non è una posizione politica, ma il gesto di condivisione di un dramma umano che ci tocca tutti".
Il ministro Balduzzi ha spiegato brevemente la sua linea d’intervento, basata su monitoraggio, prevenzione e miglioramento dei servizi assistenziali, parlando di un "programma per la salute per Taranto", un’innovazione "che farebbe scuola anche per altre realtà italiane dove si vive il conflitto tra diritto alla salute e diritto al lavoro". Poi l’incontro è entrato nel vivo, dato che il ministro ha voluto ascoltare tutti coloro che volevano porgergli delle domande o proporre delle idee, prendendo nota "dato che questo genere di problemi ha detto non si risolvono solo con la burocrazia o i numeri, ma ascoltando chi li vive sulla propria pelle". Gli è stato chiesto sostegno economico per continuare nella ricerca sull’analisi del latte materno e sovvenzionamenti per aiuti a donne in gravidanza che non potranno allattare a seguito della presenza di diossina e metalli pesanti nel loro latte. "Una delle emergenze è quella dell’aumento di alcune patologie nell’età infantile e in quella prenatale. Prevediamo per questo analisi del sangue specifiche sul cordone ombelicale e particolare attenzione ai bambini, con attività di prevenzione non onerose per le famiglie". Sulla necessità di un centro specializzato in oncologia pediatrica in città, Balduzzi ha chiarito: "Occorre capire che non si può avere tutto sotto casa. Da ministro vi dico che, se vengono disseminati troppi centri di eccellenza sul territorio, non si hanno vantaggi in termini di salute. Quello che si può fare è agevolare economicamente coloro che hanno necessità specifiche di cura. Meglio fare qualche chilometro in più ma avere un’equipe di alto profilo". Sull’ottimizzazione dell’uso delle risorse ha poi promesso un incontro con la Regione e con i referenti della Asl jonica. "Non è eticamente accettabile che in una realtà dove i problemi sanitari sono più marcati che altrove, la qualità dei servizi non sia di livello medio-alto", ha precisato. "Di certo dopo aver letto i dati nessuno ormai può dire di non sapere".
A chi gli ha domandato perché la politica abbia considerato quello di Taranto un problema nazionale solo dopo il sequestro degli impianti dell’Ilva da parte della magistratura, ha dichiarato: "Io prima della primavera avevo avuto solo un’occasione d’intreccio con Taranto, quando la Regione Puglia mi disse che c’era una particolare sofferenza nell’area tarantina e diedi una disponibilità generica ma vera che ora si sta traducendo in un progetto. Io non appartengo a un’ipotetica linea di pensiero che guarda con sospetto alla magistratura, io ho sempre guardato con fiducia".
a cura di Marina Luzzi – "Nuovo Dialogo" (Taranto)