PARLAMENTO UE

Crisi, risposte credibili

In plenaria dibattito sugli esiti del summit e budget comunitario

L’Unione europea è alla ricerca di risposte praticabili ed efficaci per superare la crisi che attanaglia il vecchio continente da quasi cinque anni. Il Consiglio europeo della scorsa settimana ha confermato alcune linee di azione (creazione della vigilanza unica bancaria, rafforzamento dell’unione economica e monetaria, controllo dei debiti nazionali, interventi per la crescita e l’occupazione), per le quali, però, occorrono tempo e fondi sufficienti. Nel frattempo sono in corso i negoziati per il bilancio comunitario 2013 e per il Quadro di bilancio pluriennale 2014-2020: il budget Ue viene inteso come uno degli strumenti utili per ridar fiato all’Europa, al sistema economico, al mercato unico, alla coesione territoriale, alle piccole e medie imprese, all’occupazione… Nel corso della doppia sessione plenaria dell’Europarlamento a Strasburgo (22-23 e 25-26 ottobre) le istituzioni Ue sono tornate su questi temi.

Le responsabilità degli Stati. “Serve un profondo esame di coscienza; dobbiamo ammettere che la crisi è stata sottovalutata in tanti Stati membri. Alcuni Paesi hanno accumulato un debito gigantesco e in questo contesto non si può sfuggire a politiche correttive di austerità. Non è l’Ue che lo impone, ma la cattiva politica condotta” in alcune capitali. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, intervenendo nell’emiciclo di Strasburgo il 23 ottobre, ha avuto parole piuttosto chiare e un tono deciso nel rimandare ai governi talune responsabilità. “Negli ultimi due-tre anni abbiamo fatto passi avanti per contrastare la crisi”, ha quindi insistito Van Rompuy rispondendo alle obiezioni degli eurodeputati. “Ma c’è ancora tanto da fare. Si tratta soprattutto di passare dalle decisioni ai fatti”. “La vigilanza unica bancaria”, confermata dal Consiglio europeo della scorsa settimana, “rappresenta una svolta rivoluzionaria. Ma ora dobbiamo procedere con attenzione. Alla Banca centrale europea occorreranno infatti alcuni mesi per organizzarla”, ha chiarito l’oratore. “Noi procediamo con una filosofia graduale”, ha specificato il presidente. “Qualche risultato è già visibile”, come “la diminuzione dello spread” in vari Paesi. “Siamo impegnati a ristabilire la fiducia” degli operatori economici, dei cittadini e delle imprese”. La discussione con gli eurodeputati ha mostrato l’apprezzamento per una parte degli esiti dell’ultimo summit, anche se da alcuni settori dell’emiciclo, soprattutto fra gli euroscettici e i conservatori britannici, sono giunte critiche radicali.

Aspetti sociali e occupazionali. “L’ultimo Consiglio europeo costituisce un progresso, avendo confermato decisioni precedenti” sull’unione bancaria e sull’unione economica e monetaria, ha voluto sottolineare davanti alla plenaria José Manuel Barroso, presidente della Commissione. “Ma altre decisioni vanno assunte per fornire risposte efficaci alla crisi”. Barroso ha commentato positivamente le proposte emerse da diversi deputati per il rafforzamento della “dimensione sociale” nella risposta alla recessione. “Gli aspetti sociali e occupazionali sono elementi prioritari del problema che stiamo affrontando”. Fra i temi toccati in aula dagli eurodeputati – sono intervenuti, con sottolineature interessanti, i capigruppo dei Popolari, dei Socialisti e democratici, dei Liberaldemocratici e dei Verdi – la necessità di far procedere insieme i 27 Stati Ue e non solo i 17 dell’Eurozona; sul Quadro finanziario pluriennale (budget Ue 2014-2020) si chiedono fondi adeguati per le sfide europee; i deputati insistono quindi affinché gli Stati aderenti rispettino gli impegni sottoscritti a giugno per la crescita e l’occupazione. Inoltre in aula si è discusso del ruolo del Regno Unito nell’Europa comunitaria. “Non è onesto dire che l’euro è alla radice della crisi – ha concluso Barroso -; pensiamo alla situazione dei debiti e dei conti pubblici degli Stati…”. “L’Europa è parte della soluzione, ma per questo occorre dar corso agli strumenti necessari in campo economico e finanziario”.

Un bilancio per l’Europa. I lavori dell’Euroassemblea seguono un’agenda che comprende anche l’istituzione del 2013 quale “Anno europeo dei cittadini”, i diritti dei passeggeri, la direttiva “Cielo unico europeo”, il programma Erasmus (a rischio in futuro per scarsità di fondi), la tutela consolare, le prossime elezioni in Bielorussia e in Georgia. L’emiciclo si è quindi espresso sul futuro bilancio comunitario, per il quale è in corso una serrata trattativa che vede su sponde differenti l’Europarlamento e il Consiglio dei ministri dell’Ue. A questo proposito il relatore generale per il bilancio, il deputato italiano Giovanni La Via, ha dichiarato dopo il voto dell’aula: “Il Parlamento europeo ha deciso di ripristinare il progetto di bilancio della Commissione e di incrementare le risorse, in maniera selettiva, in alcuni capitoli di bilancio strettamente legati alle politiche di crescita e alla creazione di posti di lavoro, soprattutto per i nostri giovani”. Secondo il relatore, non si può “pensare di mettere in pericolo l’esecuzione di alcuni programmi europei. Penso di non esagerare nel dire che siamo di fronte a un problema di credibilità e affidabilità dell’Unione Europa”.