FAMIGLIA

Il Paese sia grato

Il premier Monti e il ministro Riccardi al Festival di Riva del Garda

"È alle famiglie che il Paese deve essere grato". Lo ha affermato il Presidente del Consiglio Mario Monti, intervenendo oggi a conclusione del Festival della famiglia a Riva del Garda (Trento), organizzato dalla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le politiche della famiglia e dalla Provincia autonoma di Trento sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica. Il presidente ha spiegato che "è difficile coniugare risanamento del paese e sostegno alle singole famiglie" e che il Governo "quasi un anno fa ha dovuto affrontare scelte difficili senza poterle rinviare", ma se "siamo arrivati qui" è anche "perché in passato si è promesso troppo senza poter mantenere le premesse.". Comunque "la promozione di servizi per l’infanzia e lo sviluppo dell’assistenza domiciliare e del servizi per gli anziani, sono divenute priorità per il governo". Il premier ha poi sottolineato che "per l’anno 2013 abbiamo stanziato 50 milioni per la politiche familiari e 25 milioni per le politiche giovanili". Inoltre "segnali positivi ci sono: il Piano nazionale asili nido, introdotto nel 2007, che si misurava con difficoltà economiche, potrà contare, nelle quattro regioni obiettivo dell’Italia meridionale, non solo per le strutture ma anche per l’esercizio delle funzioni, su risorse europee". Il presidente Monti ha anche segnalato "le misure per una maggiore conciliazione tra vita familiare e vita lavorativa che sono state approvate nei mesi scorsi nell’ambito della riforma del mercato del lavoro".

Cosa fare subito. Quasi a rispondere al presidente, l’Associazione nazionale famiglie numerose, presente al Festival, ha organizzato una singolare forma di protesta: tutti i bambini, sono usciti dalla sala quando il premier ha iniziato a parlare, perché, ha spiegato una mamma "Monti non considera i figli delle famiglie numerose e i loro non lo considerano". Al termine dell’intervento Egle e Mario Sberna, presidente nazionale dell’associazione, e il figlio Manuel, hanno consegnato nelle mani di Monti la lettera “Perchè?”, dove si ponevano al presidente 25 domande a partire dal motivo per cui "l’Italia è tra i paesi che destina in assoluto meno risorse alle famiglie con figli", dal perché "le famiglie italiane possono contare su detrazioni e contributi per ogni figlio tra i più bassi al mondo" e dalla ragione per cui "il sistema fiscale italiano tiene conto solo della equità verticale (quella in base al reddito) e non della equità orizzontale (che tiene conto dei carichi famigliari)". Sberna, intervistato da Sir, ha per esempio preso in esame una delle proposte della legge di stabilità, quella di mettere un tetto massimo di 3.000 euro per le detrazioni, da applicare allo stesso modo a chi vive da solo e a chi ha una famiglia con figli, che "è uno scandalo solo averla pensata". "Tra me e mia moglie – ha spiegato con un esempio il presidente – prendiamo 3.000 euro al mese però siamo in otto in casa. Se si andasse a tassare colui che prende 3000 euro e vive da solo per i 3000 euro e si andasse a tassare noi che siamo in otto per 3.000 diviso il nostro numero, sarebbe più giusto. È una misura immediatamente applicabile, però per farla passare bisognerebbe colpire i poteri forti: eppure ci sono paesi, come la Francia, che mettono in pratica questo sistema di quoziente familiare e hanno una natalità ben più alta della nostra".

In Italia 339.000 bambini poveri. Il ministro per ministro per la Cooperazione internazionale e l’integrazione con delega alle politiche per la famiglia, Andrea Riccardi, intervenuto prima del presidente Monti, ha puntato il suo interesse sui "bambini poveri che sono tanti, 339.000: è un problema grave soprattutto per quelli che fanno parte delle famiglie numerose. Per questo dobbiamo puntare a un welfare mirato sui bambini". Riccardi ha affermato di star preparando, insieme con "il ministero del lavoro a una revisione dell’Isee" e di star cercando di migliorare "la fiscalità per le famiglie con più bambini. Stiamo lavorando per la riduzione delle tariffe elettriche e siamo intervenuti sul vergognoso prezzo dei prodotti dell’infanzia. Inoltre sono orgoglioso che abbiamo portato a compimento il Piano nazionale per le famiglie. Certo resta molto da fare". Per questo "ritengo importate l’approvazione di una proposta di legge, a cui stiamo lavorando, a costo zero, sui congedi familiari".

Misure a costi zero. Da parte sua Lorenzo Dellai, presidente della provincia autonoma di Trento, che si è dotata nel 2011 di una legge avanzata sulle politiche familiari e ha attivato otto distretti famiglia, ha affermato che dal Festival emerge il messaggio che "il tema della famiglia deve essere usato come paradigma della ricostruzione morale del paese". Dellai ha comunque sottolineato che "le cose migliori che abbiamo fatto a livello di politica familiare non costano, togliamoci dalla testa l’idea che da noi si possono fare delle cose perché abbiamo i soldi". "È auto assolutorio – ha aggiunto – per tante realtà italiane dire che non si possono prendere delle iniziative perche non ci sono i soldi, poi magari scopri che i soldi per tante cose inutili ci sono invece. Il problema è l’impostazione culturale e una riflessione pubblica che talvolta non si pone neanche il problema della famiglia. Poi certamente c’è la questione della fiscalità: fare politiche fiscali che valorizzino l’ambito familiare costa molto: questa è una funzione dello Stato ed è la vera grande partita. 

a cura di Simona Mengascini, inviata Sir a Riva del Garda