AZIONE CATTOLICA
Sedici appuntamenti regionali sulla famiglia in vista della Settimana Sociale
"Il territorio prima di tutto". A dirlo è Franco Miano, presidente di Azione cattolica (Ac), presentando i sedici appuntamenti sul tema "Famiglia: speranza e futuro per la società italiana" che l’associazione organizza in preparazione alla Settimana Sociale di Torino (12-15 settembre 2013).
Tutte le sfaccettature della famiglia. "Abbiamo scelto di privilegiare il territorio per favorire di fatto una maggiore sensibilizzazione" e per "leggere il tema generale a partire da contesti locali che presentano da una parte analogie e dall’altra specificità", aggiunge Miano. Gli appuntamenti pubblici, che si pongono in continuità con l’Incontro mondiale della famiglie di Milano dello scorso maggio, partono il 3 novembre a Foligno e faranno tappa in tutte le regioni ecclesiastiche d’Italia prima di concludersi, in maggio, a Roma: dalla scuola alla crisi, passando per l’Europa e la crisi, fino al rapporto con il Concilio Vaticano II, i temi s’intersecano con la famiglia in tutte le sue sfaccettature (l’intero calendario su www.azionecattolica.it). L’obiettivo è "lavorare affinché attenzione alla vita della famiglia nella concretezza sia sempre viva" e, nel contempo, "sviluppare aspetti in linea con lo stile di vita familiare: il dialogo tra le generazioni, il rapporto tra le problematiche della famiglia e della vita, la relazione con la vita delle città".
Famiglia è società. Non bisogna dimenticare, aggiunge il presidente di Ac, che "trattando della famiglia parliamo dell’intera società: occorre mettere in evidenza quanto le questioni della vita familiare siano al centro della società, e pensare, parlando della famiglia, a un interlocutore fondamentale anche dal punto di vista dell’annuncio del Vangelo oggi", alla luce dell’Anno della fede e dell’anniversario del Concilio Vaticano II. La Settimana s’inquadra, in quest’ottica, come "momento fondamentale che tocca il territorio", per essere "interlocutori di realtà concrete" e "ribadire la centralità dell’attenzione alla famiglia" mostrando "il significato fecondo della testimonianza cristiana".
Crescere da Nord a Sud. In un percorso di condivisione dell’esperienza associativa così strutturato, anche i ragazzi troveranno occasioni di confronto: "Nel corso dell’incontro del 10 novembre a Brindisi, per esempio, sono previsti due momenti in cui i ragazzi prenderanno parte ai lavori", spiega Teresa Borrelli, responsabile nazionale dell’Azione Cattolica dei ragazzi (Acr). E l’anno prossimo "tutti i ragazzi d’Italia vivranno un momento di comunità regionale". Se "i ragazzi sono più o meno gli stessi dappertutto", è anche vero, aggiunge, che "chi abita al Nord vive esperienze e disagi diversi da chi sta al Sud, insomma è diverso il modo di gestire il dono della vita".
Speranza e futuro. "Il punto è aggiunge Borrelli vivere le radici delle identità legandole al territorio. Protagonista dev’essere ciascun ragazzo inserito nel suo contesto. Ciascuno è frutto di un amore tra un papà e una mamma, indipendentemente dalle scelte che possono maturare poi. La famiglia va vissuta come esperienza di speranza e di futuro". Tra i ragazzi dell’Acr ci sono anche quelli "che vivono esperienze di famiglie che non li sostengono in un cammino"; per questo si punta al "coinvolgimento della famiglia: tentiamo un accompagnamento per educare i piccoli non solamente alla fede, ma a un’educazione a tutto tondo".
Un confronto condiviso. Come "accompagnare le nuove famiglie" e "come sostenere quelle in difficoltà" sarà al centro della riflessione condotta dai giovani, spiega Marco Sposito, vicepresidente per il settore: "I giovani attirano dinamiche e valori fondamentali per la vita del Paese. Inoltre, dopo ogni convegno, durante il quale potranno incontrare i responsabili e altri giovani dell’associazione provenienti da tutta Italia, sono previsti momenti di riflessione condivisa". La formazione sarà "costante, in ogni occasione di dialogo con le realtà territoriali", che si traduce in "momenti di discernimento e di confronto con la società civile e con le istituzioni". Così in modo particolare i giovani potranno "coniugare la loro esperienza di fede con la vita", secondo "una modalità entusiasmante per esprimere senso di comunità, apertura a tutti e al mondo".