PUGLIA
Avviato il progetto di educazione ai corretti stili di vita
È partita a ottobre la promozione del progetto “Sbam! (Sport, benessere, alimentazione, mobilità, scuola)”, un programma triennale per la corretta alimentazione e l’attività motoria che ha per destinatari intermedi le famiglie e i docenti e, per destinatari finali, i circa 12.500 alunni pugliesi di terza elementare. L’iniziativa rientra nel programma regionale “Educazione ai corretti stili di vita”, per il cui avvio – con particolare riferimento all’attività motoria – sono stati stanziati 200 mila euro. Il programma coinvolge 5 assessorati e, tra gli altri, le Università di Bari e Foggia, l’Ufficio scolastico regionale, Asl e Coni ed è rivolto agli alunni delle scuole elementari. Tra gli obiettivi principali: promuovere la pratica motoria e sportiva, gli spostamenti a piedi e/o in bici lungo il tragitto casa-scuola, una sana e corretta alimentazione. Secondo i dati dell’indagine “Okkio alla salute 2010”, il 39,2% dei bambini pugliesi è obeso o in sovrappeso (3° posto in Italia), il 29,1% non mangia frutta ogni giorno, uno su tre è fisicamente inattivo.Luci e ombre. “Sembra che il primo elemento importante e buono del progetto sia l’educazione ai corretti stili di vita, cosa estremamente importante e interessante per l’oggi e per il futuro”, esordisce don Pasquale Vasta, presidente regionale dell’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia). Altro elemento positivo è che il progetto “Sbam!” è “inter-assessorile: bambini e famiglie sono guardati da molte angolature che costituiscono una rete”. Si tratta di “uno stile educativo interessante” perché guarda ai fenomeni “non come compartimenti stagni ma come un’occasione di dialogo per cercare risposte comuni tra assessorati”. Un elemento “problematico”, invece, è quello relativo alle risorse finanziarie a disposizione. Duecentomila euro “sono orientativamente stanziati per l’attività motoria”. Quindi, “pur nella positività del progetto, in realtà soldi non ce ne sono, perché 200 mila euro sono poca cosa, considerate le diverse attività da svolgere”. A don Vasta non piace, inoltre, l’impostazione data al progetto: “Complessa, farraginosa, burocratizzata”. Inoltre, “l’esperienza delle realtà associative non è affatto valorizzata”, lamenta. “Mi sorprende il mancato coinvolgimento della realtà sociale di base, costituita da tante associazioni, tra cui l’Anspi, che non hanno come obiettivo il tornaconto economico ma la promozione dello sport come strumento di educazione e aggregazione”, prosegue. Infine, sui corretti stili di vita per i bambini potrebbe intervenire la comunità ecclesiale “attraverso un maggiore impegno nei percorsi oratoriali e l’assunzione di questa responsabilità da parte dei docenti di religione nelle scuole”. Disponibilità a collaborare. “Il progetto nel suo complesso sembra interessante perché cerca di rispondere alla significativa percentuale di bambini pugliesi soggetti a una crescita fisica non armonica”, dice Sabrina Di Paola, responsabile dell’Azione Cattolica ragazzi (Acr) della diocesi di Bari-Bitonto. La scelta di agire “attraverso una conversione di stile di tipo comportamentale sembra esserne il punto di forza”. Oggi “probabilmente la scuola possiede, più delle altre agenzie educative, i mezzi per raggiungere le famiglie”. Quindi, sembra “idonea la scelta di usare questo canale per coinvolgerle e per maturare un rinnovamento radicale degli stili di vita; un cambiamento che oggi, forse, si rende necessario a tutti i livelli, non solo per ragioni sanitarie o di benessere”. Affinché l’obiettivo possa essere raggiunto con successo, è “fondamentale la piena collaborazione di dirigenti scolastici, docenti ‘facilitatori’, famiglie e bambini” perché “un progetto calato sulle teste delle persone che non tenga conto dell’ordinarietà dei percorsi di crescita e apprendimento, già attivati a casa e a scuola, si arenerebbe subito”. Le attività promosse dall’Acr, “coerentemente con il progetto formativo di tutta l’associazione” nell’ordinarietà dei percorsi formativi delle associazioni parrocchiali, “mettono al centro la persona, il bambino e ogni dimensione in cui esso è chiamato a vivere da protagonista: famiglia, scuola, parrocchia, città e tempo libero”. Questo tema vedrà “protagonisti i bambini e i ragazzi dell’Acr nel prossimo incontro regionale che vivremo a Bari a maggio 2013, dal titolo ‘Ragazzi, tutti in scena!'”, annuncia Di Paola. In questa direzione va anche l’incontro che l’Ac di Puglia vivrà, assieme alla presidenza nazionale, il 10 novembre a Brindisi, “dove ci si interrogherà sugli stili di vita possibili oggi, cercando di trovare delle vie concrete”. Perciò “sarebbe davvero interessante, se il progetto potesse diventare un’occasione per sperimentare la costruzione di una rete di relazioni tra le agenzie educative che hanno a cuore la vita e la crescita armonica dei nostri bambini”. In questo senso, conclude, l’Acr “sarebbe disponibile a mettere a disposizione la propria competenza”. a cura di Antonio Rubino(30 ottobre 2012)