GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO
La terra e i suoi lavoratori al centro della riflessione di oggi a Termoli
Si concluderà domani a Termoli la 62a Giornata del Ringraziamento, promossa dall’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro. Il tema di quest’anno, ripreso dal messaggio per la stessa Giornata è : "Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra.
Un impegno concreto. Nell’aprire oggi le riflessioni, mons. Angelo Casile direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro, ha ricordato che questa Giornata "è il momento in cui il mondo agricolo, attraverso manifestazioni religiose e civili, esprime gratitudine al Creatore per i doni della terra e del lavoro". Secondo mons. Casile "in questo giorno siamo chiamati, come scriveva Papa Pio XII, a mostrare ai giovani un affettuoso interesse; a formarli e prepararli mediante corsi speciali ai loro doveri di coltivatori; educandoli a larghe e alte vedute spirituali e sociali, non dimenticando che la solida base dell’economia e del benessere è la famiglia". Da questa idea si è sviluppata la riflessione di oggi che ha evidenziato che "famiglia, giovani e fede sono i capisaldi per una testimonianza cristiana vissuta nel mondo rurale". "Il nostro impegno ha aggiunto mons. Casile è promuovere stili di vita improntati su sobrietà e responsabilità, per generare il bene dei nostri territori pensando al futuro".
Verso il futuro. A presentare il messaggio per la Giornata è stato mons. Giancarlo Bregantini, presidente della Commissione Cei per il problemi sociali, il lavoro, la giustizia e la pace, che ha basato il discorso su "lavoro e dignità" il cui intreccio "è necessario per dare slancio alla famiglia e, da essa, all’intera società". "Oggi ha affermato – siamo chiamati a compiere scelte di condivisione e non di rottura, guardando al territorio come una risorsa e facendo dei contadini veri custodi. In questa logica, i giovani possono sentirsi "sentinelle innovative" impegnate a valorizzare l’immagine del territorio stesso". "Il ritorno alla terra ha continuato mons. Bregantini avrà ripercussioni di carattere etico, estetico ed economico e saprà dare il contributo alla crescita del paese, ma occorre orientare investimenti alle piccole realtà, comuni e aziende, e che il mondo degli adulti si affacci alle esigenze e richieste dei giovani".
Profeti e operai. "La mano del contadino ha spiegato mons. Bregantini è una mano di fede che nei gesti del potare, seminare e raccogliere esplica la sua profezia che diventa gioia nel vedere la crescita del seminato. Lavoro e mondo rurale sono una sfida importante che chiama ciascuno a impegnarsi nel favorire nuove politiche per l’accesso dei giovani al mercato fondiario, degli affitti e dell’azionariato popolare diffuso al fine di rendere facile l’accesso al credito per i giovani agricoltori". Dagli intenti, alla testimonianza delle realtà dello Zuccherificio di Termoli e della Solagrital che vivono situazioni difficili (tra avventizi e stipendi non pagati da oltre cinque mesi) e che pongono numerose domande. Occorrono "imprenditori veri" ha affermato mons. Bregantini mentre "i sindacati devono essere capaci di guardare lontano". "L’intera società ha concluso – deve sentire un’azienda ‘sua’ perché, anche in zone di mafia, se una fabbrica è sostenuta da una comunità, non è attaccata".
Uniti per costruire. L’incontro ha visto diverse associazioni del mondo agricolo avviare un confronto attorno alle esigenze del territorio. Hanno partecipato al dibattito Michele Zannini (Acli terra), Vittorio Sangiorgi (Giovani Coldiretti), Claudio Risso (Fai Cisl), Andrea Ruotolo (Federagri) e Pietro Minelli (Ugl Cisl) che, fotografate le urgenze, si sono impegnati a riunirsi nelle prossime settimane per "superare le difficoltà e intavolare un nuovo corso che non consideri le differenze ma metta in comune le richieste del territorio e costruisca, attraverso l’unità, un nuovo concetto di ‘fare agricoltura’" perché "i problemi partono dal territorio e si risolvono in esso". Tra le priorità individuate ci sono la valorizzazione e regolamentazione della filiera, la maggiore attenzione agli interventi e gli usi dei fondi europei, la ricerca di unità nel mondo agricolo e l’individuazione delle strategie per custodire la terra attraverso azioni di prevenzione e non di soccorso ed emergenza".
Innamorarsi del lavoro. "Mescolare terra e sudore": è l’immagine proposta da p. Stefano Piva, vice priore del Monastero di Siloe, che ha voluto sottolineare "l’importanza di ritrovare l’armonia tra l’uomo e il creato. Nel Medioevo, quando si costruivano le abbazie, c’era il desiderio di costruire il "paradiso" e testimoniare l’amore di Dio. Oggi siamo chiamati a recuperare la giusta dimensione delle cose e comprendere che ogni fatica, come quella del lavoro nei campi, è occasione per conoscerci, aiutarci e condividere ogni cosa". "Un uomo che lavora – ha concluso – ritrova l’unità di corpo e spirito e riesce a portare in sé quel paradiso che solo in questo modo può essere testimoniato agli altri".
a cura di Giovanni Perilli (Termoli)