GIORNATA DEL RINGRAZIAMENTO
Oggi a Termoli-Larino la celebrazione nazionale promossa dalla Cei
Oggi, domenica 11 novembre, si celebra in Italia la 62ª Giornata nazionale del ringraziamento. Nella diocesi di Termoli-Larino si tiene la celebrazione ufficiale promossa dalla Cei tramite la sua commissione per i problemi sociali e il lavoro. "Confida nel Signore e fa’ il bene: abiterai la terra" è il tema del messaggio della Commissione episcopale per i problemi sociali e il lavoro, la giustizia e la pace per questo appuntamento.
Sappiamo bene come gli stili di vita nel nostro mondo tecnologico sono cambiati notevolmente con un progressivo allontanamento dalla civiltà contadina, legata alla terra, che caratterizzava la nostra società. Questo ci ha portato a dimenticare il nostro rapporto con la terra e a perdere la consapevolezza che la terra è vita. E siccome la vita l’abbiamo ricevuta, vivere è ringraziare. Mio padre faceva il contadino e fin da piccolo mi portava con sé nelle varie stagioni e nelle diverse fasi della coltivazione della terra. Mi piaceva la vita della campagna: l’aratura, la semina, la cura del grano o delle fave mentre germogliavano e crescevano. E poi la mietitura e il fantastico mondo della trebbiatura, quando si accumulavano i covoni nella cosiddetta "imposta" e si dormiva all’aria aperta per sorvegliare che nessuno "asportasse" di soppiatto qualche covone di grano. Ricordo di aver letto tutto il Vangelo di Marco seduto sotto un albero mentre aspettavo che mio padre tornasse dal paese a dorso del suo mulo dopo aver lasciato le fave che aveva preparato a casa. Era naturale per me, ispirato dalla natura, scoprirvi la presenza di Dio e ringraziarlo per il cibo che la terra produceva.
Per ringraziare infatti, è necessario avere uno sguardo contemplativo sulla creazione. L’acqua, l’aria, la luce, le piante, gli animali sono presenze fondamentali che accompagnano la vita di ogni uomo.
Circa questa capacità dell’uomo di ringraziare per il dono del creato, don Paolo Bonetti, consigliere ecclesiastico della Coldiretti, così afferma: "È il dono stesso della vita che ci mette nella condizione di esprimere la nostra riconoscenza. Lo sguardo contemplativo sulla creazione è sorgente della gratitudine perché mi spalanca gli occhi del cuore, mi dà lo sguardo del bambino, che è uno sguardo pieno di magia perché rende il cuore pieno di gioia ma anche di umiltà. Ecco perché, con la Giornata del ringraziamento, comprendiamo che abbiamo bisogno tutti di andare alla scuola della gratitudine, per ricevere il senso dello stupore e imparare di nuovo a dire grazie. Nella società attuale – prosegue don Bonetti – abbiamo dimenticato la gratitudine, attraverso la quale, invece, diventiamo più uomini, più attenti al bene, più maturi, più soddisfatti della vita. La gratitudine ci aiuta a non pensare in negativo e a essere più ottimisti anche davanti alle difficoltà della vita". Le nostre cittadine non sono grandi metropoli e non è raro che molti abbiano una casetta in campagna o un appezzamento di terreno. Il contatto con la madre terra non si è del tutto esaurito. Forse nella nostra società dei consumi, dove i cibi che acquistiamo nei supermercati ci vengono da terre lontane, abbiamo perso la consapevolezza del ciclo produttivo. Urge pertanto educare soprattutto le nuove generazioni al contatto con la terra e alle sue potenzialità. Anche se, diciamolo pure con speranza, i giovani si stanno riavvicinando alla terra, che per noi siciliani rimane la più grande risorsa produttiva. Anche la tecnologia, messa al servizio della produzione agricola, potrà aiutare le nuove generazioni non solo a trarre dalla terra il sostentamento per una vita dignitosa, ma anche a recuperare il senso della gratitudine per i suoi frutti. Nulla ci è dovuto. Tutto è dono!