BENEDETTO XVI
La visita alla casa ”Viva gli anziani” della Comunità di Sant’Egidio
"Vivere è bello anche alla nostra età, nonostante qualche acciacco e qualche limitazione". È il saluto del Papa agli ospiti della casa "Viva gli anziani" della Comunità di Sant’Egidio, visitata oggi nel quartiere romano del Gianicolo. "Vengo tra di voi come vescovo di Roma, ma anche come anziano in visita ai suoi coetanei", ha esordito Benedetto XVI: "Conosco bene le difficoltà, i problemi e i limiti di questa età, e so che queste difficoltà, per molti, sono aggravate dalla crisi economica". Ciononostante, il Santo Padre ha comunicato agli anziani una sua "profonda convinzione": "È bello essere anziani! In ogni età bisogna saper scoprire la presenza e la benedizione del Signore e le ricchezze che essa contiene. Non bisogna mai farsi imprigionare dalla tristezza! Abbiamo ricevuto il dono di una vita lunga".
"Gli anziani sognano e sperano, e i giovani hanno visioni". A soffermarsi sull’attualità di questa visione del profeta Gioele è stato Marco Impagliazzo, presidente della Sant’Egidio, nell’indirizzo di saluto al Pontefice. "Gli anziani sognano quando sono amati e accompagnati ogni giorno", ha testimoniato Impagliazzo a partire dall’esperienza della sua Comunità, che oltre alla nuova sede del Gianicolo ha altre 14 case per anziani. "Grazie allo Spirito – ha proseguito – i giovani hanno visioni di vita: non temono più la debolezza degli anziani, che diviene anzi occasione di scambio e di amore. E gli anziani sono maestri di affetto e di umanità, vedendo in chi li aiuta quasi un angelo". "Angeli visibili": così il Papa ha definito i volontari della Sant’Egidio, parlando a braccio a conclusione della visita, da cui "esco ringiovanito e rafforzato", ha assicurato congedandosi dalla casa famiglia.
Ricchezza per la società. "Gli anziani – ha ribadito il Papa riferendosi all’occasione della visita, l’Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni – sono un valore per la società, soprattutto per i giovani", eppure "spesso la società, dominata dalla logica dell’efficienza e del profitto", non li accoglie come tali, anzi spesso li respinge, "considerando gli anziani come non produttivi, inutili". Di qui l’appello a "operare con maggiore impegno, iniziando dalle famiglie e dalle istituzioni pubbliche, per fare in modo che gli anziani possano rimanere nelle proprie case". "La qualità di una società, vorrei dire di una civiltà – l’ammonimento di Benedetto XVI – si giudica anche da come gli anziani sono trattati e dal posto loro riservato nel vivere comune". "Alla nostra età facciamo spesso l’esperienza del bisogno dell’aiuto degli altri; e questo avviene anche per il Papa", ha rivelato Benedetto XVI, ma "è una grazia essere sostenuti e accompagnati, sentire l’affetto degli altri, in ogni fase della vita", perché nessuno può vivere solo e senza aiuto". "Cari sorelle e fratelli anziani, talvolta le giornate sembrano lunghe e vuote, con difficoltà, pochi impegni e incontri", ha ammesso il Papa rivolgendosi familiarmente agli ospiti. "Non scoraggiatevi mai – ha detto loro – voi siete una ricchezza per la società, anche nella sofferenza e nella malattia. E questa fase della vita è un dono anche per approfondire il rapporto con Dio. L’esempio del Beato Giovanni Paolo II è stato ed è tuttora illuminante per tutti". "Pregate per la Chiesa, anche per me, per i bisogni del mondo, per i poveri, perché nel mondo non ci sia più violenza", la richiesta del Papa agli ospiti: "Il Papa vi ama e conta su tutti voi! Sentitevi amati da Dio e sappiate portare in questa nostra società, spesso così individualista ed efficientista un raggio dell’amore di Dio".
Non mi sento inutile. "Ho imparato tante cose dall’amicizia con tanti giovani e non giovani". Sono parole di Enrichetta, 91 anni, ospite della casa "Viva gli anziani", che ha portato il suo saluto al Papa: "Ho imparato a difendere la vita, anzitutto quella degli anziani abbandonati dalle loro famiglie, andandoli a trovare nei loro istituti e lottando con la Comunità per loro". "Non mi sento inutile", ha testimoniato: "Negli anni non mangio più tanto, ma la preghiera è il mio alimento principale e il mio nutrimento accanto agli altri". Poi, rivolta a Benedetto XVI: "Prego sempre per lei, perché possa dare tanta speranza a questo nostro mondo".