OSPEDALI CATTOLICI

Luoghi della misericordia

Convegno internazionale in Vaticano e nuova ”Carta degli operatori sanitari”

"Gli ospedali, di cui si occuperà la XXVII conferenza internazionale che si aprirà tra due giorni in Vaticano, in armonia con il corrente ‘Anno della fede’ e con la recente assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, sono luoghi di attuazione dell”Apostolato della Misericordia’, come lo definì il Beato papa Giovanni Paolo II che nel 1985 istituì il nostro Pontificio Consiglio di pastorale della salute": lo ha detto oggi in Vaticano il presidente dello stesso Pontificio Consiglio, mons. Zygmunt Zimowski, aprendo la conferenza stampa di presentazione dell’incontro che vedrà confluire a Roma dai cinque continenti, dal 15 al 17 novembre, oltre 650 tra medici, operatori sanitari, dirigenti ed esperti, per riflettere sul tema "L’ospedale, luogo di evangelizzazione: missione umana e spirituale". "Le strutture sanitarie cattoliche nel mondo – ha proseguito mons. Zimowski – sono oltre 120 mila, con dimensioni molto varie: si va dai piccoli dispensari o consultori medici dei Paesi in via di sviluppo ai grandi ospedali e centri sanitari. Si tratta di strutture tra loro simili ma dalle problematiche molto diversificate secondo la realtà d’appartenenza. Nei Paesi industrializzati, oltre alla grave congiuntura economico-finanziaria che ha attanagliato numerose nazioni portando a riconsiderare anche in modo drastico i servizi sanitari, si devono fronteggiare gravi sfide a partire da quelle della salvaguardia dell’identità degli ospedali e degli altri presìdi sanitari cattolici e del mantenimento del loro specifico ruolo di ‘sussidiarietà’".

La situazione nei Paesi più poveri. Il presidente del Pontificio Consiglio ha anche messo in luce che ci sono alcune "questioni fondamentali" che non possono essere sottaciute riguardo agli ospedali e alle politiche sanitarie sviluppate nei diversi Paesi. Ha fatto riferimento, ad esempio, a quella dell’"assoluto rispetto della vita dal concepimento alla sua fine naturale", alla necessità di "umanizzazione delle cure, cioè del dovuto pieno rispetto verso la persona malata, della sua identità e del suo vissuto", all’utilizzo di "cure palliative". Accanto a questi valori centrali dell’etica cattolica, ha citato poi come "nella maggior parte dei Paesi economicamente svantaggiati, permane una grave carenza persino nella possibilità di accesso alle cure di base e spesso le persone muoiono per la mancanza di farmaci del costo di appena qualche dollaro, come nel caso delle terapie antimalariche. Mancano inoltre le strumentazioni diagnostiche di base e la possibilità di farle funzionare, un’auspicabile formazione specialistica del personale sanitario, impedita in primo luogo dalla mancanza di possibilità, generalmente economica, di approfondire quanto studiato". Così mons. Zimowski ha sottolineato che "il poco a disposizione di tali nosocomi attivi nelle regioni più povere viene utilizzato in favore della popolazione e senza distinzioni basate su fede o appartenenza etnica, come la Parola, gli insegnamenti della Chiesa e lo spirito e la Storia delle missioni insegnano".

Grande incontro con il Papa. Ciò che unisce i grandi policlinici metropolitani e i piccoli ospedali rurali consiste – secondo mons. Zimowski – "nel rapporto paziente-operatore sanitario e, come a noi donato, l’appartenenza alla Chiesa cattolica universale, la necessaria adesione ai suoi principi e insegnamenti". È partendo da questi valori e convincimenti che la conferenza internazionale svilupperà i suoi lavori con interventi di prestigiose figure del mondo scientifico, sanitario, ecclesiale, teologico-pastorale (tra i relatori: i cardinali Jean-Baptiste Pham Minh Mân, Wilfrid Fox Napier, Willem Jacobus Eijk e Angelo Comastri, oltre a mons. Rino Fisichella, mons. José Luis Redrado). Il terzo giorno di lavori, sabato 17 novembre, vedrà inoltre riunirsi i partecipanti alla conferenza con i congressisti dell’Amci (medici cattolici italiani) e della Feamc (Federazione delle associazioni europee di medici cattolici), che si riuniranno a Roma negli stessi giorni (15-18 novembre), presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, per un convegno su "Bioetica ed Europa cristiana". Assieme a loro interverranno anche per un’udienza con il Papa, in Aula Paolo VI, moltissimi malati accompagnati dall’Unitalsi, e gli studenti di scienze mediche e infermieristiche.

La nuova "Carta degli operatori sanitari". Nel corso della conferenza stampa, il sottosegretario del Pontificio Consiglio, p. Augusto Chendi, ha informato è in corso la revisione e l’aggiornamento della "Carta degli operatori sanitari", la cui prima edizione risale al 1995. Tra le revisioni, le più significative riguardano la bioetica, per la quale ha citato come riferimenti la Nota vaticana sull’impegno dei cattolici nella vita politica emanata dalla Congregazione per la dottrina della fede nel 2002 e anche l’intervento dei vescovi statunitensi sull’alimentazione e idratazione artificiale del 2007, oltre all’Istruzione "Dignitas personae" circa la bioetica del 2008. P. Chendi ha richiamato anche la "Caritas in veritate" nella quale il Papa parla dei principi di solidarietà e sussidiarietà, applicabili anche al mondo sanitario, e ha fatto anche riferimento alla tematica delle "malattie neglette" o "orfane", per le quali le case farmaceutiche non hanno interesse a produrre farmaci per la scarsa resa economica dell’investimento, facendo ricadere sugli ammalati l’onere di procurarsi all’estero – quando esistenti – tali rarissimi farmaci a costi proibitivi.