MINORI
Unicef per i minorenni di origine straniera
Negli ultimi dieci anni il numero dei minorenni di origine straniera (comunitari e non) residenti è passato da 284.224 del 1° gennaio 2002 a 993.238 del 1° gennaio 2011 (ultimo dato disponibile). Poco più di un anno fa i minorenni di origine straniera erano pari al 9,1% dell’intera popolazione minorile italiana (pari a 10.837.854). Nell’arco di un decennio l’incremento è stato pari al 249,5%. Del quasi un milione di minorenni di origine straniera attualmente residenti in Italia, circa 500.000 (dati di luglio 2012) sono nati sul territorio nazionale da genitori non cittadini. È quanto emerge da "Facce d’Italia Condizione e prospettive dei minorenni di origine straniera", una pubblicazione curata da Unicef Italia e presentata oggi a Roma, che illustra gli ambiti d’intervento che, come ha detto Giacomo Guerrera, presidente del Comitato italiano per l’Unicef, "possono fare la differenza in maniera positiva per la vita di questi bambini e adolescenti proponendo azioni concrete volte a fronteggiare il rischio di esclusione sociale e mancanza di opportunità". Un impegno arduo se si pensa, dati Istat alla mano, che "i minorenni non comunitari presenti in Italia rappresentano in questo momento il 23,9% degli stranieri non comunitari regolarmente soggiornanti, mentre nel 2011 costituivano il 21,5%".
"Io come tu". A fronte di questi numeri contenuti nel Rapporto, l’Unicef ha lanciato la campagna "Io come Tu – Tutti uguali davanti alla vita, tutti uguali di fronte alle leggi" (www.unicef.it/iocometu), con lo scopo di richiamare l’attenzione sull’uguaglianza dei diritti di tutti i minorenni e la non discriminazione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera che vivono in Italia. L’iniziativa, proposta in vista del 23° anniversario dell’approvazione della Convenzione Onu sui diritti dell’infanzia e della Giornata nazionale dell’infanzia e l’adolescenza, il prossimo 20 novembre, vedrà i Comitati locali Unicef promuovere oltre 100 eventi pubblici in tutta Italia. Oltre a ciò, attraverso il programma "Città Amiche", Unicef propone ai Comuni di favorire la cultura dell’inclusione, concedendo la cittadinanza onoraria ai bambini di origine straniera nati o residenti nel territorio comunale. "L’adesione dei Comuni è stata straordinaria ha dichiarato Guerrera – ad oggi, sono 61 i Comuni che hanno già conferito in questi giorni, o lo faranno il 20 novembre, la cittadinanza onoraria ai minorenni. Altre 106 amministrazioni comunali hanno assicurato che lo faranno nelle prossime settimane". Per il presidente del Comitato italiano Unicef, si tratta di "un segnale forte che il nostro presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, apprezzerà e che speriamo sia di stimolo perché si arrivi finalmente a una revisione dell’attuale legge sulla cittadinanza".
Una sfida culturale. La pubblicazione evidenzia che "i bambini e gli adolescenti di origine straniera residenti in Italia affrontano sfide educative ed economiche maggiori. Il loro benessere è quindi compromesso in molti ambiti, sanità, istruzione, sicurezza economica, lavorativa e abitativa. Questo contesto, aggravato dalla crisi economica, favorisce l’emergere di comportamenti discriminatori contribuendo a un grave rischio di esclusione sociale". Per l’Unicef si tratta di una "sfida culturale" da vincere anche grazie a campagne come quella "Io come tu" e all’applicazione di misure concrete per "assicurare che il superiore interesse dei bambini e degli adolescenti di origine straniera sia sempre garantito nella definizione di politiche e nell’attuazione di provvedimenti loro rivolti; promuovere la riforma dell’attuale legge sull’acquisizione della cittadinanza (L. 91/1992) per i bambini e gli adolescenti di origine straniera sulla base dei principi di non discriminazione e di superiore interesse; adottare un piano d’azione nazionale sulla prevenzione del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e dell’intolleranza; incoraggiare l’utilizzo di un linguaggio che non favorisca stereotipi e stigmatizzazioni e rispettoso delle diversità e dell’identità di ognuno; promuovere le occasioni d’incontro, partecipazione, scambio e le iniziative di sensibilizzazione rivolte a bambini e ragazzi sul tema dell’eguaglianza dei diritti, della non discriminazione, della xenofobia e del razzismo con particolare attenzione alla condizione dei bambini e degli adolescenti di origine straniera e delle seconde generazioni; promuovere le iniziative volte a favorire tra i ragazzi, in particolare tra quelli di seconda generazione, la diffusione della conoscenza della normativa italiana in materia di accesso alla cittadinanza; favorire la circolazione e lo scambio delle buone prassi sperimentate sul territorio nazionale in tema di non discriminazione". "L’impegno per la cittadinanza italiana ai bimbi stranieri non deve cadere. Gli italiani di tutti gli orientamenti davanti ai bambini sentono il dovere di questa scelta. Questi bambini sono figli della nostra terra. Anche se ci portano un’origine e una storia differenti, ci arricchiscono e con loro costruiremo un grande futuro", è stato il commento del ministro per la Cooperazione e l’Integrazione, Andrea Riccardi, presente al lancio della campagna. "Gli stranieri – ha ribadito – non sono un problema umanitario ma un aiuto per la crescita".