CHIESE IN BREVE

Italia, Austria, Bielorussia

Italia: nota pastorale sul fidanzamento
“Orientamenti pastorali sulla preparazione al matrimonio e alla famiglia” è il documento pubblicato lo scorso 9 novembre dalla Conferenza episcopale italiana. “Educare all’amore e accompagnare nel percorso del fidanzamento – ha spiegato mons. Enrico Solmi, vescovo di Parma e presidente della Commissione episcopale per la famiglia e la vita -, sembrano, oggi, imprese particolarmente difficili, per alcuni, addirittura, improponibili, ritenendo che i mutamenti culturali e sociali siano tali da mettere radicalmente in discussione l’esistenza stessa dell’istituto del matrimonio”. Il documento dei vescovi è motivato dalla considerazione che “la comunità cristiana conosce bene queste posizioni e le scelte che ne derivano, ma riconosce ancor più e ribadisce il valore e la fiducia nella persona umana come essere educabile all’amore totale, unico, fedele e fecondo, come è l’amore degli sposi, attraverso un percorso progressivo e coinvolgente”. Credendo alla possibilità di educare e crescere nell’amore”, il testo si propone di offrire “linee rinnovate per i percorsi verso il matrimonio”. Tra le convinzioni proposte dai vescovi, quella che “costruire la famiglia rinnova la società”, in quanto la famiglia si pone come “cellula vivificante e risorsa feconda” che “partecipa alla vita della società per far crescere in umanità i suoi membri”. La famiglia, inoltre, “alimenta la coesione sociale e ne è l’autentica sorgente”. Dentro questo orizzonte, il primo aspetto che il documento affronta è quello dell'”affettività e innamoramento”, in un contesto in cui sembra prevalere una banalizzazione dell’amore sotto forma di puro erotismo. Viene quindi riproposta la bellezza dell’amore umano con i valori correlati del “pudore” e della “castità”, ribadendo al riguardo il compito educativo dei genitori, oltre che il “prezioso apporto dei carismi e della vita consacrata”. La preparazione al matrimonio non è qualcosa d’improvvisato, ma – sostiene il documento – “un cammino graduale e continuo”, da proporre “per tempo”. Solo così i fidanzati possono giungere a considerare la loro come una “relazione umanamente matura” in cui si ravvisino i tre elementi della “identità”, della “reciprocità” e della “progettualità” come coppia.
Austria: 50° diocesi russo-ortodossa di Vienna
Si sono svolti il 12 novembre, a Vienna, i festeggiamenti per il cinquantenario della diocesi russo-ortodossa. La cerimonia ha avuto luogo nella Cattedrale russo-ortodossa di san Nicola nel segno dell’unità dei cristiani ortodossi e dell’apertura al dialogo ecumenico, come riportato dall’agenzia di stampa cattolica Kathpress. L’arcivescovo ortodosso Mark (Golowkow), che ha presieduto la cerimonia, ha ricordato che gli ortodossi in Austria costituiscono una famiglia “indipendentemente dalle lingue e dalle nazioni” e che nel rapporto con i cattolici “non vi sono contrasti bensì amore reciproco”, il che “consente la cooperazione in ambito sociale e in altri settori”. Alla funzione in lingua russa e tedesca hanno partecipato il segretario di Stato austriaco, Sebastian Kunz, e rappresentanti delle Chiese cristiane, tra cui il nunzio apostolico mons. Peter Stephan Zurbriggen, il metropolita Arsenios (Kardamakis), il vescovo evangelico Michael Bünker e il presidente del Consiglio ecumenico delle Chiese austriache, Nicolae Dura, con il suo predecessore, Christine Gleixner. Il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha inviato un messaggio di saluto in cui ha ricordato la “riscoperta” delle Chiese ortodosse compiuta dal Concilio Vaticano II auspicando la visita del patriarca Cirillo I a Vienna.
Bielorussia: nunzio visita centro formativo sardo
Il nunzio apostolico in Bielorussia, mons. Claudio Gugerotti, lo scorso 9 novembre ha visitato a Minsk il Centro di formazione “Sardegna Global”, costituito nella capitale bielorussa grazie al sostegno della legge regionale sarda 19/96 sulla cooperazione internazionale. L’ente, fondato nel 2004, ha formato in questi anni oltre 3.000 giovani nel settore edilizio con una percentuale di inserimento lavorativo che rasenta il 100%. Il progetto sardo rappresenta il programma leader della cooperazione italiana nel Paese, ed è considerato fondamentale dalle autorità locali. Il nunzio apostolico accompagnato dal console onorario bielorusso in Sardegna, Giuseppe Carboni, e da autorità bielorusse, si è intrattenuto con gli allievi (al momento oltre 100). Parlando alla stampa il nunzio ha precisato: “Poter vedere con i miei occhi quello che mi è stato presentato teoricamente rappresenta veramente una bella e piacevole esperienza. Mi piace molto il fatto che dalla Sardegna, regione che assomiglia molto alla Bielorussia, per carattere, persone di non molte parole, ma grandi lavoratori, grande cuore, venga l’esempio che ci si possa incontrare e scambiare esperienze che formano al lavoro ma anche alla vita. È interessante che un’isola serva a costruire ponti più di un continente”.