CALABRIA
Il premio Anassilaos alla Conferenza episcopale
“Nella crisi di valori che caratterizza il momento storico che viviamo, la Conferenza episcopale calabra (Cec), erede dei tesori di santità profusi nel corso dei secoli dagli uomini santi che hanno toccato la nostra terra o vi hanno vissuto, con i suoi mirati e puntuali interventi, con le sollecitazioni paterne, gli incoraggiamenti e gli ammonimenti, è divenuta un punto di riferimento per i calabresi di buona volontà, per i calabresi onesti che sono la maggioranza della popolazione e soffrono di essere riguardati come malavitosi a causa di una minoranza che occupa la ribalta della cronaca soltanto perché il male fa più notizia di tante opere di bene”. Con questa motivazione l’Associazione culturale Anassilaos ha conferito l’annuale “Premio per la pace Beato Giovanni Paolo II” alla Conferenza episcopale calabra.
La consegna è avvenuta questa mattina e a ritirare il riconoscimento è stato il presidente della Cec mons. Vittorio Mondello, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova.
Nel ritirare il premio il presule calabrese ha ribadito che la Chiesa “non ha il compito di sostituirsi ad altri organismi istituzionali; ma ha sopratutto la missione di mettersi al servizio delle persone, di ogni persona, perfino delle persone malavitose, con l’intento di aiutarle a risollevarsi nella umanità che hanno sfigurata”.
Mons. Mondello ha quindi rivolto un invito a tutti i cristiani di assumersi le proprie responsabilità: "A 50 anni dall’apertura del Concilio Vaticano II – ha detto – ancora molti fedeli si chiedono cosa faccia la Chiesa, dimenticando che loro stessi sono Chiesa" e "la Chiesa ha bisogno della presenza e della testimonianza di ogni suo membro".
Particolarmente “grato” per il riconoscimento consegnato alla Cec, Mons. Mondello ha sottolineato come si tratta di un premio “che appartiene a tutti i vescovi delle 12 diocesi calabresi” aggiungendo che il lavoro della Conferenza episcopale calabra è “unitario e si fa carico dei problemi che assillano i calabresi, non solo spirituali, ma anche politici e sociali”.
All’inizio della cerimonia, il Presidente dell’Associazione, Stefano Iorfida, ha richiamato le finalità del premio e ricordato la crisi economica e sociale che caratterizza questo nostro tempo. "In questa crisi generale – ha affermato – si innesta la particolare crisi in cui versa la nostra Calabria, crisi di fiducia verso le istituzioni locali e gli uomini che le rappresentano e verso uno Stato sempre più ‘distante’ che sembra anteporre i problemi di contabilità su quelli umani”. “Il riconoscimento che con umiltà offriamo alla Conferenza episcopale calabra, e a Lei che ne è il presidente – ha aggiunto – è soltanto un gesto di gratitudine per il compito che essa svolge; il compito, faticoso e arduo, di dissodare e arare il terreno, affinché nei solchi cosi aperti possa essere sparsa la semente della parola evangelica che grida amore e pace".
A mons. Mondello è stata consegnata una targa che esprime i colori della pace, una litografia che richiama “l’Anno della fede” e una medaglia con il logo dell’Associazione.