MEDITERRANEO

C’è anche chi osa il dialogo

Dalla diocesi di Mazara del Vallo un seme di speranza per la pace

"Il dialogo possibile: le religioni e il Mediterraneo": è il tema del seminario di alta formazione inaugurato ieri a Mazara del Vallo (Trapani), all’interno della quinta edizione di "Sponde", incontro internazionale sul dialogo religioso nel Mediterraneo. Fino a domenica la città siciliana sarà luogo di confronto sul rapporto fra il mondo latino e quello orientale, e sulle risposte da dare alle sfide dell’interculturalità e dell’integrazione fra i popoli. "Sponde" – organizzato dalla Diocesi di Mazara del Vallo in collaborazione con il Cemsi (Centro mediterraneo di studi interculturali) – vede per la prima volta la partecipazione del Pontificio Istituto Orientale e della Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia.

Mediterraneo sinonimo d’integrazione. Il seminario si è aperto con il saluto dell’arcivescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, che ha rilevato come "il Mediterraneo non sia solo un’espressione geografica, ma un luogo antropologico, una realtà in cui s’incontrano persone, culture e religioni diverse. Questo non deve rappresentare un problema, come comunemente siamo tenuti a pensare, ma una risorsa". "Nella nostra città – ha aggiunto – sperimentiamo ogni giorno valide esperienze d’integrazione: basti pensare solo a quella che si realizza sui pescherecci, dove mazaresi, tunisini, marocchini e algerini vivono insieme le stesse condizioni di lavoro". "Per questo – ha continuato il vescovo – vorremmo far risaltare il Mediterraneo come un ambiente vitale, nel quale proporre un nuovo ecumenismo". Mediterraneo come "mare di Dio, spazio di Abramo, luogo in cui vivono i fedeli delle tre religioni monoteiste", per riprendere la visione ideale di due grandi siciliani, Giorgio La Pira e don Luigi Sturzo.

Gli obiettivi della chiesa mazarese. Concretamente, la Chiesa mazarese vuole "rafforzare il suo ruolo in questo contesto strategico, proponendosi come punto di riferimento per il rispetto dei diritti umani". Vuole porsi al servizio "non solo di chi vive in questa terra, ma anche di chi abita sull’altra sponda del Mediterraneo, e ha difficoltà a farsi conoscere". Infine, l’auspicio della diocesi di Mazara del Vallo, compatibilmente alle disponibilità economiche, è "poter costituire al più presto un centro di ricerca e documentazione sul cristianesimo arabo". "La questione del dialogo interreligioso nel Mediterraneo – ha concluso mons. Mogavero – non è più rinviabile, e deve partire dal riconoscimento non di una semplice libertà di culto, ma di una vera e autentica libertà religiosa".

Conoscere le chiese orientali per migliorare il dialogo. A inaugurare il seminario di alta formazione è stato mons. Cyril Vasil, segretario della Congregazione per le Chiese orientali, che ha tenuto una lectio magistralis sulla nascita dell’istituto patriarcale e sulle origini delle comunità ecclesiastiche orientali. "Le attuali divisioni fra Chiesa latina occidentale e Chiesa orientale – ha spiegato – affondano le radici nell’impero romano, impegnato a mediare continuamente fra le tendenze accentratrici del governo centrale e quelle centrifughe dei gruppi locali". Le prime comunità cristiane si raccolsero intorno alle tre città madri di Roma, Antiochia e Alessandria, con una netta prevalenza della prima. Ma "quando, nel 328 d.C., l’imperatore Costantino spostò la capitale dell’impero a Costantinopoli, anche gli equilibri ecclesiastici ne risentirono, e questo provocò attriti che hanno influenzato la vita della Chiesa fino ai giorni nostri". "Per rafforzare il dialogo – ha osservato mons. Vasil – occorre conoscere in modo approfondito la storia e le strutture delle Chiese orientali, in cui da sempre hanno fermentato nuove idee e si sono creati istituti a loro congeniali, come quello patriarcale". In tema di dialogo interreligioso, il presule slovacco ha ricordato che "l’ecumenismo ha registrato enormi passi avanti negli ultimi cinquant’anni. A livello pratico, sono migliorati i rapporti interpersonali e fra le strutture delle varie Chiese. A livello teologico, invece, i risultati sono ancora parziali". Dal 1979 le commissioni cattolica e ortodossa si riuniscono periodicamente: "Ci sono molti ostacoli da superare, ma altrettante speranze di successo".

a cura di Graziella Nicolosi, inviata Sir a Mazara del Vallo