PARLAMENTO UE

Ha vinto il buon senso

Gli eurodeputati hanno approvato la nomina del commissario maltese Borg

Un occhio al conflitto in Terra Santa e un altro ai problemi interni, dai negoziati sul bilancio pluriennale al sostegno finanziario alla Grecia: la sessione plenaria dell’Europarlamento (19-22 novembre) è stata contrassegnata dai “grandi eventi”, ma si è occupata anche di legislazione ordinaria e di argomenti di estrema concretezza, come la sicurezza dei minori in internet, gli scarichi inquinanti delle motociclette o lo sfruttamento dei gas da scisti. L’emiciclo ha inoltre accolto il presidente di Haiti Michel Martelly, che ha chiesto all’Europa di “continuare a sostenere” il suo Paese dopo il terremoto del 2010 “che ha devastato l’isola”. A margine dei lavori si è avuta la presenza del cardinale Peter Turkson, che nel corso di una conferenza ha richiamato il valore della libertà religiosa nel quadro della più ampia tutela da accordare ai diritti fondamentali.

Via libera al commissario pro-life. Tra le votazioni più attese della settimana spiccava quella sull’ex ministro degli esteri maltese Tonio Borg, indicato dal governo della Valletta per succedere al connazionale dimissionario John Dalli nell’incarico di commissario Ue alla salute e difesa dei consumatori. L’Europarlamento si è espresso con 386 voti a favore della nomina, 281 contrari e 28 astenuti. Si tratta di un voto di particolare significato: Borg era stato accusato da una parte delle forze politiche europee di non essere adatto a tale ruolo per le sue posizioni pro-life. A Borg era stato inoltre imputato un atteggiamento omofobico in ragione della sua contrarietà al matrimonio fra persone dello stesso sesso. Nell’audizione tenuta la scorsa settimana davanti all’Eurocamera, lo stesso Borg aveva ribadito il proprio no all’aborto in ragione della sua fede cattolica, ma aveva anche segnalato che i temi della vita e della famiglia non sono di competenza dell’Unione europea (essendo materia di esclusiva competenza nazionale). Borg aveva peraltro spiegato che nel suo eventuale incarico di commissario rispetterebbe pienamente i Trattati Ue e la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione. Ora, avuto il voto favorevole del Parlamento, può completarsi l’iter di nomina e nei prossimi giorni Borg sarà ufficialmente parte del Collegio Barroso. “L’Europa garantisce i diritti e le libertà fondamentali. Allo stesso modo rivendichiamo il diritto di essere cattolici, di costituire una famiglia fondata sul matrimonio, di avere dei figli, di poter andare a messa la domenica”. Joseph Daul, capogruppo dei Popolari all’Europarlamento, ha commentato con queste parole il voto con il quale l’emiciclo ha dato l’assenso alla candidatura di Borg. Secondo Daul sono state sconfitte quelle forze politiche o quelle visioni culturali “che non rispettano la libertà di coscienza e religiosa”. Il parlamentare europeo Simon Busuttil, maltese, ha dichiarato a sua volta: “Ha vinto il buon senso sui pregiudizi. In questo frangente c’era il rischio che le diversità di opinioni in Europa fossero soffocate. Ma chi distrugge la diversità mette in pericolo l’unità, e di fatto distrugge l’Europa stessa”.

Il diritto di credere. Il card. Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio della giustizia e della pace, rivolgendosi agli eurodeputati a Strasburgo, ha dal canto suo segnalato il “ruolo centrale” della difesa dei diritti e delle libertà fondamentali, “fra cui quella religiosa”, intesa come un “pilastro della convivenza civile” in “una società pluralista come quella europea”. Un’Europa “fedele alle sue radici cristiane, impegnata per il rispetto della libertà religiosa per ogni essere umano”, invia un segnale positivo e di speranza a tutto il mondo, ha puntualizzato il cardinale ghanese. Il porporato – accompagnato da mons. Aldo Giordano, osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa – ha affrontato quattro punti principali: lo sviluppo storico e attuale dei diritti umani; come la Chiesa cattolica intende i diritti umani; come essa concepisce la responsabilità delle istituzioni politiche verso la libertà religiosa; la difesa e promozione della libertà religiosa nel mondo. “La libertà di religione è una questione di giustizia” ed “è legata allo sviluppo della pace e dei diritti inalienabili dell’uomo” nella storia e in ogni continente, ha aggiunto Turkson, il quale nel suo discorso ha fatto riferimento alla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e ai documenti del Concilio Vaticano II, citando Benedetto XVI e Jacques Maritain. “La libertà di credo e di culto valgono per ogni essere umano e devono essere osservati ovunque. Nessuno può privare altri di tali diritti”. Il porporato ha quindi denunciato le numerose violazioni della libertà religiosa e le discriminazioni subite dai cristiani in numerosi Paesi. Turkson ha insistito sul dialogo e il rispetto reciproco tra le fedi religiose e sul dialogo tra le religioni e le istituzioni politiche. Ha quindi dedicato una parte della sua riflessione all’impegno dei credenti nella realtà sociale e politica: “La presenza dei cristiani nello spazio pubblico va intesa quale contribuito alla costruzione del bene comune a vantaggio di tutti”.