GIORNALI FISC

L’opinione del territorio

Gli editoriali delle testate cattoliche

Editoria, Striscia di Gaza, attualità politica, fatti di cronaca, attualità ecclesiale… Sono alcuni degli argomenti di cui parlano gli editoriali dei settimanali diocesani aderenti alla Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) in uscita in questi giorni. Ne proponiamo una rassegna tra quelli giunti in redazione.

Editoria e territorio. “Neppure più le briciole?”. È l’interrogativo che fa da sfondo alla protesta dei settimanali per i tagli ai contributi pubblici all’editoria. In una nota per il Sir, ripresa da tutte le testate diocesane, Francesco Zanotti, direttore del Corriere Cesenate (Cesena-Sarsina) e presidente della Fisc, fotografa così la situazione: “Il momento è drammatico. Allo stato attuale ai nostri giornali nel loro complesso sarebbe destinato, per il 2012 giunto ormai al termine, solo un milione di euro. Un quarto di quanto necessario per proseguire il lavoro con un minimo di serenità. Una serenità continuamente minacciata dai tagli indiscriminati che la politica intrapresa da mesi in Italia rischia di minare ogni giorno di più. Ne soffrono le testate diocesane e ne soffrono decine di altri giornali che vedono profilarsi all’orizzonte la chiusura come conseguenza di un periodo terribile (…). Non c’è altro tempo da perdere. (…) Si corre il pericolo di una sofferenza, non misurabile in termini di numeri: è la mancanza di confronto, di dibattito pubblico, di quella pluralità di voci di cui questo Paese ha sempre usufruito e che oggi non può permettersi di perdere”.

Medio Oriente. Al centro degli editoriali anche la tregua tra Israele e Hamas, dopo otto giorni di ostilità. Vincenzo Tosello, direttore di Nuova Scintilla (Chioggia), così la commenta: “Proprio nella mattinata di mercoledì il Papa aveva esortato le autorità di entrambe le parti a ‘decisioni coraggiose in favore della pace’, per porre fine a un conflitto che poteva avere ‘ripercussioni negative in tutta la regione mediorientale, travagliata da troppi scontri e bisognosa di pace e di riconciliazione’. C’è ancora chi si domanda se l’origine di tutto può ascriversi alla ‘creazione a tavolino’ dello Stato d’Israele; ma è chiaro che tutti hanno diritto a vivere e a convivere in pace, e nessuna motivazione – ancor meno quella religiosa – può giustificare la violenza. Per questo, mentre a ogni nuova crisi emergono gli aspetti peggiori dell’uomo, che s’illude di risolvere la situazione con i ‘muscoli’, d’altra parte ci si rende conto che l’unica via percorribile è quella del dialogo e della riconciliazione”.

Attualità politica. I giornali Fisc fanno il punto, come ogni settimana, sull’attualità politica nazionale, ormai proiettata verso le elezioni del prossimo anno. Secondo Roberto Pensa, direttore della Vita Cattolica (Udine), “l’accelerazione” degli ultimi tempi “riguarda solo le alchimie partitiche e di schieramento: sui grandi temi che dovrebbero essere alla base della prossima consultazione elettorale (perché toccano molto vicino la vita della gente) invece il dibattito langue e le proposte latitano”. Nel “panorama attuale”, dice Vincenzo Rini, direttore della Vita Cattolica (Cremona), “l’unica cosa nuova sembra essere ciò che accade nell’area di centro, dove c’è molto movimento, grazie alla nascita di un nuovo soggetto politico per iniziativa di Luca Cordero di Montezemolo e di Andrea Riccardi, (…) che intende dare origine a una cosiddetta ‘Terza Repubblica’ che si propone in continuità con l’opera del governo Monti”. Per Ezio Bernardi, direttore della Guida (Cuneo), “la capacità di questo nuovo raggruppamento di attrarre consensi si misurerà sul programma e sulla capacità di coagulare in un progetto condiviso culture laiche e liberali, aree cattoliche non integraliste, socialmente vivaci e attive, un composito mondo del lavoro che comprende un’ampia varietà di piccole imprese dell’artigianato come dell’agricoltura e del commercio”. Adriano Bianchi, direttore della Voce del Popolo (Brescia), si augura che scendano in campo “persone serie, anche delle associazioni e del mondo cattolico”. “Preoccupiamoci – chiede Bianchi – che gli elettori scelgano persone serie e forti delle loro idee e non le urla, la demagogia e il disimpegno”. Pino Malandrino, direttore della Vita Diocesana (Noto), auspica che il governo, che verrà dalle elezioni, “con o senza Monti”, “sia in grado di mantenere la linea e lo stile instaurati dal governo dei tecnici. Anche perché, fra i governi europei e gli investitori internazionali, è diffusa la preoccupazione sulla capacità futura dell’Italia di perseverare nell’opera di risanamento iniziata da Monti”. Cammino (Siracusa) ritorna – con una nota dell’editorialista Giuseppe Savagnone – sulle recenti elezioni siciliane, dove ha prevalso un forte astensionismo. “Il dramma della Sicilia – si legge tra l’altro – è stato la passività della gente, talora perfino la sua complicità. Per avere una nuova classe politica, degna di questo nome, è urgente formare nuovi cittadini. Per avere amministratori diversi da quelli di ieri, bisogna che cambi la mentalità degli elettori. Questo pone delle domande ineludibili anche ai cattolici siciliani. (…) Per superare questo deficit oggi è necessaria una capillare educazione alla cittadinanza”. Il Nuovo Diario Messaggero (Imola) – con un editoriale di Giuseppe Mazzanti, docente di storia del diritto medievale (Università di Udine) – suggerisce di “ripartire dalla sapienza antica e moderna, dall’amicizia e dall’intimità intellettuale con i grandi uomini che ci hanno preceduto, da un’interiorità coltivata, da un nuovo umanesimo”. Secondo Adolfo Putignano, direttore dell’Ora del Salento (Lecce), “oggi più di ieri è necessaria la nobile testimonianza del servizio nei diversi ruoli mediante la generosa abnegazione personale all’interno di un cammino solidale con tutti. Ancor più i battezzati possono offrire un apporto di operosa speranza”. Giordano Frosini, direttore della Vita (Pistoia), ricorda che “la nostra fede è così grande, ma il nostro modo di viverla la fa apparire così piccola. (…) Nel momento in cui si sta riflettendo seriamente su una presenza più efficace dei cattolici nella vita politica, questi pensieri e queste preoccupazioni devono animare e dominare la comune attenzione”.

Cronaca nazionale e locale. Sui settimanali spazio anche alla cronaca nazionale e locale. Corrado Avagnina, direttore dell’Unione Monregalese (Mondovì) e della Fedeltà (Fossano), parla della protesta dei malati di Sla (Sclerosi laterale amiotrofica) che chiedono di rifinanziare adeguatamente il fondo per la non autosufficienza. “Siamo in una società – riflette Avagnina – che perde i suoi connotati di… umanità. E fa grande tristezza. (…) La svolta reclamata è nella direzione di porre come prioritaria l’attenzione alle persone che fanno fatica. Questo misura il grado di civiltà, di democrazia, di uguaglianza, di dignità umana”. L’Araldo Abruzzese (Teramo-Atri) guarda alle recenti proteste del mondo della scuola e annota: “Fanno bene i giovani a desiderare una scuola migliore, ma aiutiamoli a sentirsi non soltanto utenti passivi ma anche protagonisti del loro futuro, coinvolgendoli nei luoghi decisionali e ascoltando le loro ragioni, senza pregiudizio”. Il Ponte (Rimini) si sofferma sulle contestazioni di una dozzina di ragazzi che, sabato scorso, “hanno trasformato” la Giornata della legalità e della solidarietà, organizzata a Rimini, “in uno schiaffo alle istituzioni e in un calcio alla democrazia”. “Che occasione persa!”, commenta il settimanale, notando come “una dozzina di contestatori per radio e tv” facciano “più rumore di oltre 1.500 ragazzi di scuola media e superiore con la testa sulle spalle e pronti al dialogo”. Lauro Paoletto, direttore della Voce dei Berici (Vicenza), si occupa – in occasione della Giornata internazionale di domenica – di “violenza contro le donne”, sottolineando la necessità di “superare la cultura maschilista che rappresenta l’humus di questo fenomeno. Per questo, serve un impegno maggiore a livello sia personale sia collettivo”. Mario Barbarisi, direttore del Ponte (Avellino), dedica l’editoriale a una “questione locale”: “La denuncia presentata da un consigliere regionale che sostiene che l’Azienda irpina di trasporti si sia resa protagonista di una pessima gestione, avendo sperperato danaro pubblico attraverso la gratuita elargizione di contributi che nulla hanno a che vedere con i trasporti”. Marino Cesaroni, direttore di Presenza (Ancona-Osimo), illustra con un esempio quello che lui definisce “spread sociale”, ossia “credibilità sociale”: “Qualche sabato fa davanti al supermercato Oasi di Castelfidardo, i volontari della Caritas consegnavano alle persone un sacchetto dicendo che quello che vi avrebbero messo sarebbe stato distribuito a chi ne aveva necessità. Se al posto dei volontari della Caritas ci fossero stati i responsabili di qualche ramo istituzionale del nostro ordinamento civile le cose, forse, non sarebbero andate così. Perché? Perché lo spread sociale o se vogliamo il grado di credibilità della Caritas è più alto di quello di qualsiasi altra istituzione e se della Caritas mi fido al 100% e delle altre istituzioni al 30%, lo spread è di 7.000 punti”. Vincenzo Finocchio, direttore dell’Appennino Camerte (Camerino-San Severino Marche), sottolinea l’importanza della difesa della vita umana, in ogni suo istante e, a tal proposito, ribadisce che “ogni embrione è una vita umana degna di tanto maggiore rispetto quanto più è ancora fragile”. Il Momento (Forlì-Bertinoro) presenta la figura di Vanni Casadei, che “per primo nella nostra città cercò di avviare il progetto ‘avvocato di strada’. (…) Anche senza ‘benedizioni ufficiali’ Vanni operò sempre da ‘avvocato di strada’, convinto che la vera correttezza deontologica stesse nel lavorare per una società più giusta”.

Attualità ecclesiale. Non manca, sui settimanali, l’attualità ecclesiale. Montefeltro (mensile della diocesi di San Marino-Montefeltro) pubblica, nel numero di novembre, il messaggio alla diocesi del vescovo, mons. Luigi Negri, padre sinodale al recente Sinodo dei vescovi sulla nuova evangelizzazione. Un’esperienza, confida mons. Negri, “per me determinante: l’incremento spirituale e culturale che ho sperimentato cercherò di comunicarlo alla nostra comunità diocesana; e questo ci aiuterà a vivere la grande e positiva sfida dell’Anno della fede”. Anche Giuseppe Lonia, direttore della Scintilla (Messina), fa riferimento al Sinodo: oggi “la sfida più grande” sta nel “lasciarsi educare dalla Parola per educare; lasciarsi evangelizzare per evangelizzare. Il Sinodo sulla nuova evangelizzazione da poco concluso lo ha ribadito con vigore”. Al riguardo Emmaus (Macerata) aggiunge: “La fede non è un fatto privato”. Su Millestrade (Albano) il vescovo, mons. Marcello Semeraro, indica “per la nuova evangelizzazione anche la via del desiderio. Desiderare è, sempre, anche avvertire la nostalgia di un’assenza, di una mancanza. (…) Certo, non si può giungere a conoscere Dio a partire unicamente dai desideri dell’uomo, ma questo non vuol dire che essi siano alieni a un discorso di fede”. Di fede parla anche il Portico (Cagliari), pubblicando il testo integrale della catechesi del Papa all’udienza generale di mercoledì 14 novembre, dedicata al tema “L’Anno della fede. Le vie che portano alla conoscenza di Dio”. Enzo Gabrieli, direttore di Parola di Vita (Cosenza-Bisignano), presenta il nuovo libro di Benedetto XVI dedicato all’infanzia di Gesù. “Vogliamo pensare – afferma Gabrieli – che il Papa scrivendo le pagine del suo libro, soprattutto quelle dedicate all’infanzia di Gesù, dove i Vangeli lasciano molti spazi vuoti e riassumono anni e vicende con poche ma significative parole, avrà chiuso gli occhi, avrà usato anche la fantasia e l’immaginazione per rivedere Gesù, bambino a Betlemme, ragazzetto a Nazaret, muoversi tra le mura domestiche, tra i vicoli della cittadina”. Stefano Fontana, direttore di Vita Nuova (Trieste), informa che “domenica prossima ci sarà in diocesi il Sinodo dei giovani” e invita a leggere il messaggio del Papa per la prossima Giornata mondiale della gioventù che si terrà a Rio de Janeiro “come un messaggio per i giovani di Trieste”. La Vita Picena (Ascoli Piceno) fa il punto sulla preparazione del II convegno ecclesiale marchigiano, che si terrà dal 22 al 24 novembre 2013. “Nella prima fase del cammino verso il convegno – fa sapere il giornale – si pone l’impegno del ‘Primato della Parola’. (…) Il sussidio pastorale del convegno (…) indica gli strumenti dove la Parola di Dio assume il valore determinante: nella catechesi, nell’omelia, nella lectio divina ecc”. Il Ticino (Pavia) ospita una riflessione del rettore del seminario, don Andrea Migliavacca, in occasione della Giornata diocesana del seminario. Questa “ricorrenza annuale”, dice il rettore, è “un’opportunità per mettere a tema la questione della vocazione al presbiterato e invita ciascuno a scoprire il proprio posto nel promuovere e accompagnare percorsi di fede e di discepolato”. Al sacerdote è dedicato anche l’editoriale di Bruno Cappato, direttore della Settimana (Adria-Rovigo): “Il prete è e rimane un punto di riferimento. Per la gente e per la società. Lo si avverte in tanti fatti e momenti. Quando una parrocchia non ha più il prete residente, fedeli organizzati in delegazione vanno a chiedere al vescovo perché non hanno più un parroco, perché devono essere così penalizzati. Magari non frequentano con regolarità la Chiesa, ma sentono che manca qualcosa, che la comunità si dissolve se non c’è la persona del prete”. Davide Maloberti, direttore del Nuovo Giornale (Piacenza-Bobbio), si occupa del “caso della scuola per l’infanzia di Caorso”, dove il presepe è stato “vietato per legge”. Ciò, è il commento di Maloberti, “è semplicemente un assurdo. (…) Questa ondata di laicismo è il grido disperato di un mondo senza un orizzonte che crede di salvarsi da sé. Offriamogli non risposte moralistiche e preconfezionate, ma annunciamogli l’amore di Gesù”. Giuseppe Rabita, direttore di Settegiorni dagli Erei al Golfo (Piazza Armerina), s’interroga: “Stiamo costruendo o stiamo demolendo? Certe nostalgie del passato, il dubbio sempre più acuto che la società in cui viviamo non sia proprio l’ideale che avevamo sognato, certi ripensamenti sulla Chiesa che avevamo ipotizzato nel Vaticano II, mi danno l’impressione che stiamo demolendo. Me ne accorgo anche pensando al passato e guardando la realtà all’interno della Chiesa stessa. (…) È il tempo della demolizione! (…) In fondo demolire non è del tutto negativo. Per costruire qualcosa di nuovo non è forse necessario che ‘le cose vecchie siano passate’?”. Infine, la Voce Alessandrina (Alessandria) comunica che “domenica 25 novembre, alle 15, in cattedrale, la nostra Chiesa accoglie il nuovo Pastore, mons. Guido Gallese”.