PRETI IN ITALIA

Con loro per tutti

Oggi la Giornata nazionale per il sostegno economico

In vista della Giornata di sensibilizzazione per il sostentamento del clero, che si celebra oggi 25 novembre in tutta Italia, la Conferenza episcopale italiana tramite il "Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica" ha promosso una serie d’iniziative di sensibilizzazione dei fedeli. Luigi Crimella ne ha parlato con il responsabile del Servizio Cei, Matteo Calabresi.

A che punto è il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica?
"Sin dalla sua istituzione il Servizio ha sviluppato la propria azione attorno ai due pilastri dell’8×1000, vale a dire le firme sulla dichiarazione dei redditi per la destinazione della quota di Irpef alla Chiesa cattolica, e, come secondo pilastro, la sensibilizzazione per la raccolta di fondi per il sostentamento del clero nella forma della solidarietà nazionale. La Giornata nazionale che celebriamo oggi è rivolta a quest’ultimo aspetto che appare il più difficile da promuovere".

Perché questa difficoltà? La gente ha forse ritrosia a donare per la Chiesa?
"No, anzi, da diverse ricerche e indagini che abbiamo svolto è sempre emerso che il popolo italiano è molto generoso verso la Chiesa e le sue strutture e realtà, a partire dalle parrocchie, missioni, santuari e così via. Solo che culturalmente i fedeli preferiscono dare direttamente al proprio parroco, alla propria parrocchia, al santuario, alle religiose o al missionario che conoscono piuttosto che fare una donazione che va a finire in una realtà ‘lontana’, come può essere l’Istituto centrale per il sostentamento del clero. Quindi è più una questione culturale che non altro. Il nostro compito è sviluppare quest’opera di sensibilizzazione a vasto raggio".

Quali vantaggi ci sarebbero per la Chiesa italiana se aumentassero le offerte dirette per il sostentamento del clero?
"Il primo e più evidente sarebbe che si libererebbe un’equivalente quota dei fondi 8×1000 attualmente destinati al sostentamento del clero, per essere utilizzata verso altre finalità, quali la carità, gli aiuti ai Paesi poveri, i beni artistici e culturali della Chiesa, le case canoniche e altro. Inoltre se aumentassero tali aiuti diretti si realizzerebbe quello scopo solidaristico che è alla base dell’attuale sistema e che non è invece ancora pienamente capito".

Con quali sistemi e strumenti agite per favorire questa presa di coscienza dell’importanza degli aiuti diretti?
"Usiamo strumenti vari, dalla rivista ‘Sovvenire’ che presenta casi, persone, realtà verso cui si dirige la generosità dei fedeli, ai ‘bussolotti’ per la raccolta che in un certo numero di parrocchie, al momento circa 800, sono stati installati e danno buoni risultati. Fondamentale è la presenza d’incaricati e animatori nelle singole diocesi e parrocchie: ovviamente dove i vescovi e i parroci sono più sensibili, la raccolta è più copiosa. In un certo numero di parrocchie ci sono dei volontari che hanno attrezzato dei gazebo con i quali fanno opera di sensibilizzazione nelle Giornate per l’8×1000 o, in autunno, per il sostegno al clero. C’è poi lo strumento del versamento tramite conto corrente o con carta di credito, che può usufruire della deducibilità fiscale per una quota stabilita dalla legge. Insomma, gli strumenti sono diversi. Fondamentale è che si crei la cultura dell’offerta solidale per tutti i preti".

Il vostro servizio propone anche spot e video. Quali riscontri avete?
"Gli spot televisivi e i video registrano un riscontro positivo. In questi giorni è partito lo spot per la Giornata del 25 novembre che invita a riflettere sul fatto che i sacerdoti, e spesso solo loro, sono accanto ai più poveri e diseredati. Dura 30 secondi e abbiamo dovuto concentrarvi vari concetti, dalla dimensione spirituale a quella sociale dai risvolti duri. Ad esempio, quando lo scorso anno abbiamo messo in rete i video ‘Questo non è un film’, il riscontro degli internauti è stato molto positivo, decisamente al di sopra di quanto ci si poteva attendere".