TRAGEDIA IN CALABRIA

Perché quelle morti?

Il vescovo Santo (Rossano-Cariati) sull’incidente costato la vita a sei lavoratori romeni

L’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Santo Marcianò, a commento dell’incidente di ieri sera nel quale hanno perso la vita sei cittadini romeni nella zona di Rossano ha affermato: "Si è trattato di un tragico incidente, ma il nostro pensiero non può non andare alle condizioni disumane in cui, troppo spesso, tanti stranieri ospiti della nostra terra si trovano a vivere e a lavorare, e che mettono in serio pericolo il loro equilibrio, la salute e la loro stessa vita”. I sei lavoratori tornavano a casa dopo una giornata trascorsa nei campi a raccogliere clementine. Un treno regionale proveniente da Sibari e diretto a Reggio Calabria, ha travolto l’auto sulla quale viaggiavano. L’incidente si è verificato ad un attraversamento posto su un terreno privato e chiuso con un cancello che dà sull’adiacente strada statale 106. Dallo scontro si è salvato solo una persona (e non due come era stato riferito in un primo momento) che era sceso dall’auto per aprire quel cancello e permettere al mezzo di attraversare i binari. Illesi i due ferrovieri a bordo del treno e i dieci passeggeri.
“Nella settimana in cui abbiamo celebrato la Giornata mondiale per le vittime della strada, la comunità diocesana di Rossano-Cariati – si legge in una nota a forma del presule diffusa questa sera – si stringe, nella commozione e nella preghiera, attorno ai fratelli rumeni le cui vite si sono bruscamente interrotte mentre rientravano dopo una giornata di duro lavoro”.
“Mentre affidiamo alla bontà infinita di Dio le sei vittime e le loro famiglie, già provate dalla sofferenza della separazione e ora sconvolte dal dolore di questo grande lutto – scrive il presule calabrese – preghiamo con tutte le forze perché eventi del genere non abbiano ancora a ripetersi”. Da qui la richiesta “ai datori di lavoro di non piegarsi alla logica della disonestà e dello sfruttamento, che porta a ridurre esseri umani a condizioni di moderna schiavitù; vorremmo chiedere alle Istituzioni di vigilare attentamente affinché venga rispettata la legalità anche in questo campo e, al contempo – com’è loro compito inderogabile -, di farsi carico della dignità e delle sorti di tutti i cittadini, soprattutto gli indigenti, gli stranieri e i più disagiati”.
“E vorremmo chiedere a tutti i cittadini di difendere con convinzione la giustizia e la stessa dignità di questa nostra terra, denunciando – scrive mons. Marcianò – con forza ogni irregolarità di cui siano a conoscenza e, non ultimo, aprendo le porte, la mente e il cuore all’accoglienza, alla condivisone e alla solidarietà, semi di speranza e di pace per costruire il presente e il futuro di una società veramente umana”.
I funerali delle vittime – tre uomini e tre donne – si svolgeranno, molto probabilmente, in Romania, come sembrano aver chiesto i familiari delle vittime. I corpi si trovano attualmente nell’obitorio dell’ospedale di Rossano. Qui oggi si è recato mons. Marcianò per una preghiera. La diocesi di Rossano-Cariati, assieme alla comunità Ortodossa Rumena, promuoverà anche un momento di preghiera comune la cui data sarà stabilita dopo la consegna delle salme da parte dell’autorità giudiziaria.
Cordoglio per la tragedia anche dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e da tutte le istituzioni.