GRECIA
Pochissimi parteciperanno alla Gmg di Rio per essere poi ”lievito nella pasta”
I ministri delle Finanze della zona euro hanno trovato in questi giorni un accordo per ridurre il debito pubblico greco e tentare salvare la Grecia, da tre anni alle prese con una gravissima crisi economica. La meta resta quella ridurre il debito pubblico, oggi al 160% del Pil, per portarlo al 124% nel 2020 e sotto il 100% nel 2022. Almeno questa è la stima del Fondo monetario internazionale, che con Bce, la banca europea e l’Unione europea, costituisce la Troika, vera regista dell’operazione Grecia. Nel Paese, intanto, proseguono le manifestazioni contro le misure di austerità varate dal Governo che prevedono tagli di bilancio per 13,5 miliardi di euro per il biennio 2013-3014. I numeri sono impietosi: l’economia greca ha subito una riduzione del Pil del 25% in cinque anni, con tassi di disoccupazione vicini al 25%. Due greci su dieci ora vivono al di sotto o in prossimità della soglia di povertà. La notizia dell’accordo è giunto fino a Rio de Janeiro dove si trovano Maria Delasouda, 28 anni, insegnante, di Naxos, e Antonio Printezis, 21 anni, studente, di Syros. Sono i delegati della Chiesa cattolica di Grecia per la pastorale giovanile e sono in Brasile, solo grazie al sostegno del Pontifico Consiglio per i laici, per partecipare all’incontro preparatorio per la Gmg del luglio del 2013. Daniele Rocchi, per Sir Europa, li ha incontrati.
Arrivano notizie di accordi economici e finanziari per risollevare il vostro Paese…
"La situazione in Grecia è drammatica e noi giovani ne siamo le prime vittime. La cosa più dolorosa che traspare in molti giovani è la perdita della speranza. Le domande che li perseguitano sono ‘cosa faremo?’, ‘quale sarà il nostro futuro?’, ‘a cosa serve studiare se poi non abbiamo possibilità?’. Stanno perdendo la speranza come il nostro Paese".
La strada segnata dalla Troika appare l’unica per uscire dalla crisi, non è così per voi?
"Siamo vittime della Troika, subiamo le sue decisioni, non sappiamo se i soldi che ci vengono prestati sono un vero aiuto. Siamo i primi testimoni di una grave crisi. I giovani in Grecia cercano di reagire ma non spetta a noi prendere decisioni politiche. Non sappiamo se i nostri politici hanno assunto le scelte migliori, sappiamo che siamo noi a subire per primi le conseguenze. La Troika non è la nostra salvezza ma la nostra schiavitù perché ci hanno messo in mano all’economia e alla finanza".
I giovani lasciano la Grecia?
"La mancanza di speranza non significa voler lasciare il proprio Paese. Ogni giorno i giovani greci scendono in piazza per reclamare quei diritti che si vedono scippare, protestano e propongono idee. Purtroppo non sappiamo se veniamo ascoltati e non sappiamo nemmeno cosa viene detto fuori della Grecia di quanto accade da noi, delle proteste".
Siete in Brasile per preparare la Gmg. Ci saranno giovani greci a Rio, nonostante la crisi?
"Non so quanti potranno andare alla Gmg in Brasile. Veramente difficile dirlo. La crisi attanaglia le famiglie e scendere a Rio ha dei costi proibitivi, circa duemila euro a persona. La nostra Chiesa non può aiutarci in quanto quelle poche risorse sono destinate alle famiglie, ai disoccupati, alle persone in difficoltà. Sono le stesse famiglie a chiedere a noi operatori pastorali di non divulgare troppo la Giornata di Rio presso i loro figli, perché poi non possono permettersi di mandarli. È triste per un padre ed una madre non poter corrispondere al desiderio di un figlio".
Come pensate di ovviare a questa possibile assenza?
"Stiamo pensando di organizzare una Gmg nazionale nei giorni di Rio, ad Atene o in qualche isola dove maggiore è la presenza cattolica. La speranza è di radunare almeno venti giovani. Un numero piccolo ma grande per noi. Siamo una minoranza, siamo pochi e dispersi, non viviamo tutti ad Atene, ma sparpagliati nelle isole ed è difficile incontrarsi. Tuttavia lo sforzo è quello di trasformare questa debolezza in forza, ognuno di noi deve dare il meglio per farsi testimone nel suo ambiente, nella sua realtà di vita. Questi venti giovani dovranno diventare lievito nella pasta della gioventù greca".
Cosa significa la Gmg per dei giovani che appartengono ad una Chiesa di minoranza?
"La Gmg rappresenta uno stimolo per noi. Ci fa vivere e sentire che non siamo soli, ci fa apprezzare l’universalità della Chiesa. È un’opportunità utile per fare esperienza di Chiesa".
Qualcosa comunque sta cambiando. La Chiesa cattolica greca, grazie agli immigrati è in forte crescita numerica: un motivo in più di speranza?
"Si, certamente. La presenza di immigrati arricchisce la nostra Chiesa. Tuttavia, forse anche a causa della crisi, nel nostro Paese sta crescendo un sentimento di odio razziale, dovuto a fazioni di estrema destra, che si deve fronteggiare. La nostra risposta è quella di creare punti di contatto con questi immigrati e insegnare ai giovani ad apprezzare e valorizzare la diversità. Il Vangelo resta la strada maestra".