SPAGNA

Un monito alla politica

I vescovi: ”l’attuale legislazione sul matrimonio è molto ingiusta”

Foto Siciliani-Gennari/SIR

Si è conclusa venerdì 23 novembre con un pellegrinaggio a Montilla (Córdoba) la centesima Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola (Cee). A Montilla, infatti, dallo scorso 12 ottobre si celebra l’Anno giubilare montillano, in occasione della dichiarazione di san Giovanni d’Avila dottore della Chiesa universale. Nella città andalusa sono andati in pellegrinaggio 76 vescovi e tra loro tre cardinali: l’arcivescovo di Madrid e presidente della Cee card. Antonio Mª Rouco Varela; il card. Carlos Amigo Vallejo, arcivescovo emerito di Siviglia, e il card. Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il Culto divino e la Disciplina dei sacramenti. Il 26 novembre dopo una processione nelle strade di Montilla, il card. Rouco ha presieduto la messa nella basilica pontificia dove si custodisce la tomba di san Giovanni d’Avila.

In difesa del matrimonio. Durante l’Assemblea plenaria i vescovi spagnoli hanno approvato una “Nota sulla legislazione familiare e la crisi economica”: “L’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale spagnola – si legge nella nota – di fronte alla sentenza del Tribunale costituzionale dello scorso 6 novembre, si sente in dovere di ricordare che l’attuale legislazione spagnola sul matrimonio è molto ingiusta”. “Lo è – spiegano i vescovi spagnoli – perché non riconosce in modo netto l’istituzione del matrimonio nella sua specificità e non protegge il diritto dei contraenti a essere riconosciuti nell’ordinamento giuridico come ‘marito’ e ‘moglie’; né garantisce il diritto dei bambini e dei giovani a essere educati come ‘mariti’ e ‘mogli’ del futuro; né il diritto dei bambini a godere di un padre e una madre nel seno di una famiglia stabile. Non sono leggi giuste quelle che non riconoscono né proteggono questi diritti tanto basilari senza restrizione alcuna”. Perciò, per i presuli spagnoli, “è urgente la riforma della nostra legislazione sul matrimonio”. Di qui il richiamo ai politici affinché “si assumano le loro responsabilità. La retta ragione esige che, in questa materia così decisiva, tutti agiscano secondo la propria coscienza, al di là di qualsiasi ordine di partito”. “Nessuno – proseguono i vescovi – può convalidare con il suo voto leggi che danneggiano così gravemente le strutture fondamentali della società. I cattolici, in particolar, debbono tener presente che, come servitori del bene comune, devono essere anche coerenti con la loro fede”. “Senza la famiglia, senza la protezione del matrimonio e della natalità, non ci sarà un’uscita duratura dalla crisi. Questo è testimoniato dal mirabile esempio di solidarietà di tante famiglie in cui nonni, figli e nipoti contribuire a spostare in avanti come si può fare solo all’interno di una famiglia stabile e sana”, sostiene la nota.

Vicini alle famiglie povere. Nel documento non manca un riferimento alla crisi: “Nella vita coniugale e familiare si gioca il futuro delle persone e della società. Esprimiamo di nuovo alle famiglie che più soffrono la crisi economica, con problemi di sopravvivenza, mancanza di lavoro e povertà, la nostra vicinanza e quella di tutta la comunità cattolica. Stiamo loro vicini condividendo i nostri beni, il nostro amore e le nostre preghiere”. Allo stesso modo, sottolineano i vescovi, “rinnoviamo il nostro impegno per promuovere la dimensione caritativa della comunità cristiana, favorendo nelle nostre diocesi l’attenzione ai più bisognosi”.

Aiuti alle Caritas diocesane. Durante l’Assemblea plenaria è stato anche stabilito che “la Conferenza episcopale spagnola consegnerà alle Caritas diocesane 6 milioni di euro, uno in più rispetto al 2011. Infatti, in via eccezionale e per il quinto anno consecutivo, la Plenaria ha deciso di mantenere tale gesto di solidarietà e, stavolta, di aumentare la somma del 20% rispetto allo scorso anno. Questo è un fatto particolarmente rilevante in un anno in cui tutte le altre voci di bilancio sono restate congelate. In totale, nel corso degli ultimi cinque anni, la Cee ha dato alle Caritas quasi 20 milioni di euro. I 6 milioni di euro sono solo una donazione straordinaria della Conferenza episcopale spagnola. Si tratta di un piccolo gesto, con il quale si vuole incoraggiare tutti a contribuire generosamente alla Caritas, in particolare in questo periodo di crisi. Sono già molti i vescovi, sacerdoti, religiosi e fedeli laici che lo stanno facendo in modo permanente e anche con gesti speciali; non solo aumentano sempre più quelli che si offrono volontari per dedicare il loro tempo nelle varie organizzazioni della Chiesa, nel servizio della carità e per le persone che ne hanno più bisogno.

I martiri del XX secolo. L’Assemblea plenaria ha deciso che la cerimonia di beatificazione dei martiri del XX secolo in Spagna, prevista per il 27 ottobre 2013, si terrà a Tarragona. Il luogo scelto ha una grande storia di fede cristiana e di martirio, tanto che protomartiri ispanici sono il vescovo di Tarragona, Fructuoso, e i suoi due diaconi Augurio e Eulogio. Inoltre, questa volta 147 martiri di quelli che saranno beatificati sono di Tarragona, tra i quali c’è il vescovo ausiliare della diocesi, Manuel Borrás e 66 sacerdoti diocesani.