DONNE, CULTURA E POLITICA

Continuare a esserci

Cif: da oggi convegno sul futuro del ”servizio al Paese”

Il Cif (Centro italiano femminile) ha iniziato il cammino verso i congressi elettivi del 2013. Una tappa importante è costituita dal convegno per le dirigenti in programma a Roma sul tema "Cif: attività, iniziative, organizzazione al servizio del Paese", che si terrà da oggi a domenica 2 dicembre. Sugli argomenti che verranno affrontati al convegno, Luigi Crimella, per il Sir, ha rivolto alcune domande alla presidente nazionale, Maria Pia Campanile Savatteri, e alla studiosa dell’Isfol, Olga Turrini.

Presidente Campanile, in che senso il Cif vuole porsi al "servizio del Paese"?
"Devo dire che per noi il tema del ‘servizio’ è centrale e vitale sin dalle origini, da quando nel 1944 il Cif ha avviato la sua presenza come espressione della passione delle donne cristiane per la partecipazione sociale e civile e per l’autentica promozione di una cultura umana e paritaria. La nostra diffusione capillare nel Paese testimonia il forte legame dell’associazione con le comunità locali. Si tratta di una presenza concreta e operativa, in quanto abbiamo consultori familiari, scuole professionali, centri di ascolto, case protette per donne abusate, scuole paritarie, asili nido e, soprattutto, l’attività nostra primaria che consiste nella promozione della donna. Sin dalle origini, quindi, il Cif è stata un’espressione del pluralismo istituzionale e della sussidiarietà".

Ci descrive le dirigenti del Cif che giungeranno a Roma per il convegno nazionale?
"Si tratta di donne di ogni età e condizione, con una larga presenza di professioniste, docenti, psicologhe, avvocati, dirigenti d’azienda, assistenti sociali, ma anche tante donne impegnate in famiglia e in parrocchia. Abbiamo anche un paio di teologhe. L’associazione raccoglie in totale circa 10 mila donne, tra le quali un 6% di ‘giovani’ che per noi sono quelle al di sotto dei 35 anni".

Quali le "sfide" principali del prossimo futuro per il Cif?
"La principale è continuare a esserci, soprattutto là dove eroghiamo servizi importanti e apprezzati, specie oggi che un po’ dovunque si soffre per i ‘tagli’ ai finanziamenti pubblici rivolti al sociale e al welfare. Alla politica chiediamo anzitutto di rispondere a una moralità di fondo, piena e convinta. Saremmo liete se la nuova legge elettorale considerasse come si deve le donne negli organismi rappresentativi. Un altro aspetto importante riguarda l”armonizzazione’ tra i tempi di lavoro e quelli della vita e della famiglia. Si tratta di una sfida centrale per la società e per ogni persona".

Riuscite a continuare a proporre alle vostre associate i valori cristiani?
"Per noi sono e rimangono centrali temi quali la difesa della donna e della sua dignità, la tutela della vita e della famiglia. Il nostro legame con la Chiesa è segnato dalla presenza, a ogni livello, comunale, provinciale e regionale, di un consulente ecclesiastico che viene nominato dal vescovo. In questo Anno della fede siamo poi particolarmente impegnate nell’offrire occasione di consolidamento del cammino spirituale".

Olga Turrini, che significa l’odierna "crisi" per le donne e la società?
"Nel contributo che proporrò al convegno Cif vorrei offrire occasioni di riflessione non soltanto sulla ‘crisi’ in quanto tale, con i suoi risvolti macro-economici e sociali, ma sulle conseguenze nel ‘micro’, cioè nella vita di ciascuno di noi. In particolare, quindi, per le donne che, insieme ai giovani e ai più anziani, appaiono oggi le figure più vulnerabili. Proporrò anche una riflessione sulla ‘rivoluzione digitale’ in atto, che viaggia parallela alla crisi economica e sta lentamente cambiando il volto della società. Molti parametri culturali, economici e produttivi sono destinati a cambiare nel prossimo futuro a causa di questa ‘rivoluzione digitale’, e spesso non si ha consapevolezza della profondità di tali cambiamenti".

È possibile non farsi travolgere da questi grandi cambiamenti? Visto che gli Stati nazionali sono in crisi, l’Unione europea offre qualcosa al riguardo?
"I fenomeni in corso sono abbastanza diffusi, pressoché globali. Da noi in Europa, l’Ue ragiona sulle prospettive di una crescita intelligente e sostenibile, oltre che inclusiva. All’interno di queste politiche europee si elabora la cosiddetta ‘innovazione sociale’. Qui vedo un ambito importante dove realtà quali il Cif possono trovare spazio, considerazione e anche sostegno, perché l’innovazione sociale significa apertura a nuovi orizzonti, anche tramite specifici finanziamenti, micro-finanza e micro-credito sociale".