FRANCIA
Cècile Duflot e l’impegno della Chiesa per i più poveri
La ministra francese per le Politiche Abitative, Cécile Duflot, è sovente descritta nei media come una "catto-comunista", tenuto conto del suo passato impegno tra le fila della Gioventù operaia cristiana (Joc). Ora, lunedì scorso ha rilasciato un’intervista al giornale "Le Parisien" che mette in dubbio questo giudizio e suscita commenti da ogni parte nei media francesi e nelle reti sociali.
Nel suo colloquio parla delle iniziative per trovare alloggi vuoti e di proprietà delle amministrazioni e delle grandi imprese nonché degli immobili sfitti di proprietà delle banche e delle compagnie assicurative (apparentemente numerosi a Parigi). Inoltre, indica di avere anche scritto all’arcivescovado di Parigi con la richiesta di mettere a disposizione edifici vuoti per alloggiare i senza tetto durante il periodo invernale, lasciando intendere che non esiterebbe a requisire tali edifici, come prevede la legge riguardo a tutti gli edifici vuoti di proprietà di enti morali.
Evidentemente, questo modo di agire e di esprimersi suscita qualche interrogativo. Perché si espone, prima ancora che la lettera in questione venga inviata? Perché non ha contattato direttamente l’arcivescovo di Parigi o i responsabili del "Secours Catholique" (Caritas) in Francia prima di parlare pubblicamente? Perché non ha fatto riferimento nella sua intervista ai numerosi sforzi compiuti dalla Chiesa cattolica in Francia per aiutare i più poveri? Perché non si preoccupa di citare la Chiesa, senza alcuna puntualizzazione rispetto ai gruppi immobiliari che speculano sui beni immobili?
No, oggi è evidente per tutti che la ministra per le Politiche Abitative non nutre più troppe simpatie verso la Chiesa e non le è più vicina. Altrimenti si sarebbe informata meglio. Altrimenti, si sarebbe espressa con maggior cautela.
Nulla di sorprendente, comunque, perché la Chiesa cattolica in Francia è spesso il bersaglio ideale per questo genere di manovre. Questo modo di procedere non è nuovo, né troppo originale.
La Chiesa continuerà a stare dalla parte degli ultimi, non raccoglierà polemiche che hanno obiettivi di parte, non verrà meno alla saggezza e alla lungimiranza di chi sceglie il confronto e non lo scontro.
I fatti e i volti di Vangelo interrogano anche una ministra e da lei si attendono una risposta degna di un così alto ruolo istituzionale.