DIOCESI: LECCE

Un intreccio di generosità

Il card. Tarcisio Bertone inaugura la ”Casa della carità”

Diocesi di Lecce in festa: domani apre le porte la "Casa della carità", la struttura al servizio delle povertà voluta dell’arcivescovo dell’arcidiocesi salentina, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio. L’inaugurazione, alla presenza del card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, è prevista per le 10.15. Saranno presenti, informa l’Ufficio stampa diocesano, numerosi vescovi pugliesi, il direttore nazionale di Caritas italiana, mons. Francesco Antonio Soddu, e diverse autorità. Dopo l’inaugurazione, alle 11, il card. Bertone presiederà la celebrazione eucaristica in cattedrale, alla presenza del clero e dei fedeli della diocesi.

Segno dell’accoglienza. "La straordinaria avventura della Casa della Carità è arrivata alla sua prima tappa", commenta l’arcivescovo, mons. Domenico Umberto D’Ambrosio, vedendo in essa "il segno dell’accoglienza che l’amore della Chiesa di Lecce offre agli ultimi evangelicamente primi, i poveri senza alcuna distinzione, perché trovino un luogo che garantisce ospitalità ai molti italiani e non che non hanno una casa che li accoglie, un pane che sazi la loro fame, dei fratelli che sono impegnati a mostrare in modo concreto che sulla loro strada intrisa di rifiuti, di emarginazioni, di umiliazioni, di ferite di ogni genere, c’è la Chiesa di Lecce che ha indossato per loro le vesti del buon samaritano". Il presule ringrazia la "Caritas italiana per il generoso contributo che ha ottenuto per noi" e i "tanti che incontro soprattutto in questi mesi di visita pastorale che mi vedono pellegrino e viandante annunziatore della bella notizia, che mi chiedono di aprire le mani per accogliere il segno concreto della loro partecipazione a questa inedita avventura di amore".

Nel mosaico della carità. La nuova struttura sarà gestita dalla Caritas ed è stata realizzata all’interno di un immobile completamente ristrutturato nel centro storico di Lecce (corte Gaetano Stella 14). La ristrutturazione dello stabile – di proprietà del Monastero delle Benedettine, ceduto in comodato d’uso all’arcidiocesi – è stata effettuata con fondi diocesani, con l’aiuto di benefattori e con il contributo di Caritas italiana". Nella "Casa della Carità", fanno sapere dalla Caritas diocesana, "saranno accolti i fratelli bisognosi, in attesa di altra collocazione, per una breve permanenza"; tra i servizi offerti: accoglienza notturna per uomini adulti fino a 20 persone (le donne saranno ospitate presso Casa Emmaus, nella parrocchia di Santa Maria dell’Idria, con 12 posti letto), ascolto, mensa, docce, consulenza sanitaria e legale. Con questa opera "si aggiungerà un’ulteriore tessera nel mosaico della carità della Chiesa di Dio che è in Lecce, testimonianza concreta di una comunità che è nel bisogno".

Un dono d’amore. "La nostra comunità diocesana – afferma il vicario generale, mons. Fernando Filograna – partecipa con gioia all’inaugurazione della ‘Casa della carità’, voluta tenacemente dal nostro Pastore, e concretizzata in meno di un anno grazie a un intreccio di generosità, collaborazione e contributi: un vero dono d’amore". All’origine di questa iniziativa, aggiunge, "c’è il grido silenzioso ma lacerante di tanti fratelli che come Gesù ‘non hanno un sasso dove posare il capo’. Poi la scena avvilente delle file interminabili presso i Centri dove si distribuisce un pacco, un pasto o un bicchiere d’acqua. E, infine, la domanda angosciante nel cuore: e io cosa posso fare? E tu, Chiesa di Lecce, cosa fai? La domanda è diventata un’eco nel cuore del nostro arcivescovo fino a quando, presso il Monastero delle nostre Benedettine, non ha ricevuto la luce di una sua realizzazione. Ed ecco una Casa dono di chi nel passato l’ha acquistata e donata; dono per chi bussa per dormire una o più notti, per lavarsi o per prendere un pasto caldo; dono per chi generosamente e silenziosamente si recherà per annunciare il mistero dell’amore di Dio mettendosi a servizio giorno dopo giorno; dono del nostro arcivescovo, primo responsabile della realizzazione del servizio della carità".

Un contributo positivo. "La ‘Casa della carità’ – sottolinea mons. Filograna -, insieme alla Casa Emmaus e alle tante mense parrocchiali, sempre più frequentate, diventerà un contributo positivo, anche per renderci consapevoli di ciò che è sbagliato nella nostra società: l’efficientismo, l’idolatria dell’avere, del potere e del godere; potrà promuovere una speciale attenzione per la persona che è nel bisogno e una preziosa funzione pedagogica nella comunità cristiana, favorendo l’educazione alla condivisione, al rispetto e all’amore secondo la logica del Vangelo". Per il vicario generale, "l’Anno della fede viene così impreziosito non solo dalla visita pastorale dell’arcivescovo, ma anche da quest’opera sulla scia di quanto Gesù ha lasciato come eredità alla sua Chiesa e che, da subito, le comunità cristiane hanno cercato di mettere in pratica: l’ascolto della Parola, la frazione del pane, la cura dei poveri". Questa struttura, conclude mons. Filograna, sarà "come il tabernacolo della diocesi, dove viene accolto Gesù povero, un tabernacolo che completa ed è un tutt’uno con quello che custodisce l’Eucaristia".